Doveri

Ho vaghe reminiscenze di quando si andava in vacanza per 3 mesi. Ricordo chiaramente tutti i libri che le mie professoresse volevano che leggessi durante l’estate. Per me era un vero e proprio incubo, un’ingerenza della vita lavorativa (beh, si..per me era un lavoro!) su quella privata: una cosa che non ho mai sopportato. Esistono persone che vivono per il loro lavoro, persone che lavorano per vivere e persone che lavorano e vivono, senza alcun nesso “causale” tra le due azioni. Vivo E lavoro, non PER il lavoro. Molti miei colleghi (ed ex colleghi) potrebbero muovere diverse obiezioni al riguardo: che sono un carrierista, uno che vuole arrivare lontano, etc etc. Mi spiace dirlo, ma si lasciano ingannare dalla mia voglia di fare, di migliorare sempre i processi, di accellerare i passagi burocratici, di snellire le pachidermiche procedure che in azienda spesso si creano. E’ il perchè faccia questo ad essere la causa dell’abbaglio di chi lavora con me. Pensano che io voglia migliorare per mettermi in mostra e per far andare meglio l’azienda, ma il vero motivo è che in questa maniera, riesco a finire prima il mio lavoro per tornare a casa ed iniziare a vivere DAVVERO. Purtroppo, non mi aspetto che chi lavori con me riesca a capirmi a fondo, nè tantomeno spreco tante parole nel farlo; però a volte rode il culo in maniera atavica quando ti si dicono cose non vere. Un serafico starebbe zitto, un cazzuto risponderebbe a tono, uno come me tace (le discussioni levano energia ed io non voglio sprecarne per certe beghe squallide, considerando che ho ben altro a cui pensare ultimamente) ma non dimentica di certo. Da quì, questo post. A buon intenditor, poche parole.

Conviventi o divergenti?

Ci sono coppie fatte per amarsi e vivere insieme. Ci sono altre coppie fatte per amarsi senza MAI vivere insieme. Il fatto che non si riesca a vivere insieme dovrebbe far sorgere dei dubbi sull’amore? Sono fermamente convinto di no. E lo dico ad una coppia di amici che sta affrontando questo dilemma proprio in questo ultimo periodo. Si amano alla follia, vivono insieme da circa 1 anno ma hanno capito che non gli è possibile convivere. Che fare? Prendere due case separate sembra uno sperpero di denaro, però è obiettivamente l’unica soluzione.

Provate a mettere nella tequila brown del sale e del limone: uno schifo immenso. Provate, invece, a prenderli separatamente (prima il sale, poi il limone e poi la tequila) e la storia è tutt’altra. Se ci fossimo fermati alla prima fase, non avremmo mai più accostato questi tre sapori, dicendo che sono incompatibili; e ci saremmo persi uno dei cocktail più gustosi. La domanda che mi fa la mia amica: se non viviamo insieme, che facciamo..i fidanzatini a vita? A parte che non ci vedo nulla di male nell’essere fidanzatini a vita, parallelamente a restare bambini per sempre. Ma se proprio ci fanno schifo i fidanzatini, chiediamoci del perchè si vuole necessariamente far sboccare la storia nella convivenza.

Lo si vede come un traguardo? Come il coronamento di un sogno? Se è così, iniziamo male – vuol dire che l’amore in sè non basta, esso infatti si trasforma nel fine per raggiungere qualcosa di diverso. L’amore è la destinazione, non il mezzo con il quale ci si muove per più ameni pascoli. Se abbiamo bisogno di aggiungere sempre di più all’amore, si rischia di vivere in un patchwork di emozioni, che con l’amore ha poco a che vedere.

Concludendo,
non esiste la regola amore=convivenza; semmai esiste l’equazione amore=libertà – se quest’ultima significa vivere insieme, che ben venga; ma se significa non farlo, che ben venga lo stesso. Non lasciamoci imbrigliare in cazzatine democristiane. La vita è troppo breve per vivere secondo i breviari del sacro romano buon senso.

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