Alfiere Alfano

Alfano: “nonostante il parere favorevole sulla procedibilita’, ho deciso di non concedere l’autorizzazione ben conoscendo lo spessore e la capacita’ di perdono del Papa’”

L’autorizzazione a procedere per la Guzzanti – rea di Vilipendio al Papa – doveva essere concessa perchè la comica durante il No Cav Day ha detto: “Ratzinger morirà tormentato all’inferno, braccato da demoni frocioni attivissimi“.

A parte i miei complimenti per la vivida immaginazione per la Guzzanti, sono perplesso dalle parole di Alfano. Lui non procede perchè il Papa ha perdonato? Da quando il Papa è fonte giuridica italiana? Da quando esiste il reato di vilipendio al Papa? Ma soprattutto, perchè non eliminiamo le prime tre lettere dal cognome di Alfano?  Solo così si giustificherebbero le MERDATE che dice.

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6 Risposte

  1. Salve Sarco Trafficante, vorrei proporti di partecipare ad un progetto per un aggregatore di blog wordpress e non. Trovi tutte le informazioni su http://federazione.wordpress.com/2008/09/20/una-federazione-di-blog/

    Se interessato contattami pure a nightwisher89ita@hotmail.it , così ne discutiamo per bene.

    Ciao 😉

  2. Bene, bravo, bis.

  3. grazie, graziella e grazie al …..
    😉

  4. il reato di vilipendio al papa è purtroppo previsto dal concordato mussoliniano, che ahimè la costituzione repubblicana ha recepito paro paro. quanto alle parole della guzzanti sono condivisibilissime, anche se di pessimo gusto. non peggiore di quello manifestato dalla chiesa cattolica ogni volta che se la prende con chi non intende darle retta. p.s. il papa come fonte giuridica si manifestò anche quando la camera votò l’indulto. si era con la maggioranza di centrosinistra che pure lei quanto a stronzate…

  5. ah buona a sapersi che esiste il reato di vilipendio al FOTTUTO PAPA.

    Totalmente d’acordo..il c-sinistra pure ha fatto le sue belle cazzate…

  6. ecco l’articolo del concordato:
    art. 8. L’Italia, considerando sacra ed inviolabile la persona del Sommo Pontefice, dichiara punibile l’attentato contro di Essa e la provocazione a commetterlo con le stesse pene stabilite per l’attentato e la provocazione a commetterlo contro la persona del Presidente della Repubblica.
    Le offese e le ingiurie pubbliche commesse nel territorio Italiano contro la persona del Sommo Pontefice con discorsi, con fatti e con scritti, sono punite come le offese e le ingiurie alla persona del Presidente della Repubblica (1).

    (1) Cfr. artt. 276, 277, 278 c.p.

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