Batteria non porta pene

Mi si è irrimediabilmente scaricata la batteria dell’auto. Ora parte solo in discesa, se spinta da 2-3 persone. Scandaglio il cosmo in cerca del messaggio che sta cercando di mandarmi. Avanzo alcune ipotesi.

1) Fatti più amici; così dovunque tu ti trovi, avrai gente per far ripartire l’auto;

2) Smettila d’inquinare; e deciditi a usare i mezzi pubblici, cazzo;

3) Iscriviti ad una palestra vicino casa; e non a quella strafiga lontana 20km;

4) Cambia la batteria.

Chissà quale sarà quella giusta.

**aggiornamento****

Ho cambiato la batteria. Ho trovato fosse più agevole di iniziare a socializzare, pensare all’ecosistema terrestre e sentirmi meno figo in una palestra che non somigliasse ad una discoteca per papponi.

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Burn After Reading

Film spettacolare. I fratelli Coen non si smentiscono (quasi) mai. Grande rivelazione dell’accoppiata Clooney-Pitt. Li avevo lasciati (ed ampiamente abbandonati) ad Ocean’s Eleven, disprezzati via via più con tutti i successivi Ocean’s multiplo di 3, 4, 5, per poi ritrovarli in questo intelligente spy-movie alla Waiting for Godot. Teatro dell’assurdo, critica alla società dell’informazioni, trash tv e grottesque mescolati in un liquore di musiche suggestive ed allusive.

La frase centrale del film è quella pronunciata nel finale da un pezzo grosso della C.I.A.: “Cos’abbiamo imparato da tutto questo? A non ripeterlo più. Anche se non ho ancora capito cos’abbiamo fatto”. Sicuramente una denuncia dell’inutilità della CIA dopo la guerra fredda e alla società dell’estetica a tutti i costi (la miccia che accende la trama è una donna che vuole a tutti i costi sottoporsi a 4 chirugie estetiche). La vacuità della stessa trama denuncia la vacuità di valori, anche negli stessi stilemi di hollywood.

Ben fatto, 90 minuti ben spesi.

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