Fiesta!

L’altro giorno ad un comizio, Sarah Palin ha intonato “BUON COMPLEANNO” alla madre.

Non potendo fare la festa ad Obama, ci prova a farla almeno alla mamma.

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Proverbio

Leggendo questo articolo del nytimes, sono venuto a conoscenza di un simpatico detto americano:

Gli italiani si dividono in quelli che lavorano per Berlusconi e in quelli che ci lavoreranno“.

Era uguale anche ai tempi della DC; la differenza?

Prima c’era UN PARTITO a comandare l’Italia, ora c’è UNO PARTITO (di testa) a farlo.

Siamo sempre i migliori.

Protestanti o Prada-stanti?

No Pain No Gain

No Pain No Gain

In inglese esiste un detto: “NO PAIN, NO GAIN” (“Se non soffri, non guadagni”). Premesso che la prima volta che l’ho sentito fu da una mia amica trans brasiliana (Paolo, detto LinguaGlossa). Per cui, pensavo dicesse: “NO PAIN, NO GAY”. Ero convinto si riferisse al fatto che per prenderlo a quel servizio, dovevi accettare un pò di dolore. Ma evidentemente mi sbagliavo.

Dietro questo detto, esiste tutta l’etica del sacrificio di cui la cultura protestante angloamericana è intrisa. Che va molto oltre il brianzolo “Lavoro, guadagno, spendo, pretendo” – perchè parla di DOLORE e non di sacrificio in senso generale. Che gl’inglesi fossero particolarmente dediti al masochismo ce lo dicono recenti fatti di cronaca, però pensavo fosse solo relegato all’ambito sessuale.

Ed in questo sta la grande differenza con gl’italiani. Pensiamo ai corrispettivi di questo detto:

  1. “Chi non risica non rosica” – alla logica del DOLORE, si sostituisce quella del “PROVAMOSE E VEDEMO CHE SUCCEDE“; all’etica del sacrificio, si sostituisce l’etica dell’inculare il prossimo;
  2. “Chi bella vuol apparire, un pò deve soffrire” – quì assistiamo non ad un’etica del dolore, ma ad un’estetica del dolore. Etica ed estetica hanno sempre teso a equivalare: basti pensare che il detentore della morale italiana – il Papa – vesta Prada.

In conclusione, assistiamo a due modelli di etica: una protestante ed una prada-stante. Entrambe regolano la vita di intere nazioni da secoli. Ed è curioso vedere come l’italia si sia lasciata contaminare dalla cultura angloamericana in tantissimi aspetti, tranne che in quella del sacrificio.

Chiamateci fessi.

Conosci te stesso

Lontani sono i tempi in cui ci si rivolgeva all’oracolo di Delfi! Ora per conoscere se stessi, basta controllare la propria inbox di posta elettronica ed il gioco è fatto. Il nuovo oracolo si chiama SPAM e, secondo lui, io sono:

  • un eiaculatore prococe;
  • un appassionato di film porno con animali;
  • uno micro-dotato;
  • un giocatore d’azzardo compulsivo;
  • fortemente impaurito dall’avanzare dei radicali liberi;
  • in cerca di un lavoro da stewart in un festival culturale a gallipoli;
  • decisamente convinto a comprarmi una vagina di plastica;
  • in cerca di un cartomante esperto in lettura dei fondi del cesso;
  • un coprofago ingordo;
  • un comunista leninista.

TUTTO VERO, ma….

…l’oracolo SPAM non ha individuato un altro aspetto di me: l’assoluta devozione verso le scarpe. Le scarpe sono la quintessenza dell’umanità, in loro tutto si concentra e tutto si esprime. Compro solo scarpe Puma, Reebok, Nike, Onitzuka e Asics per tre motivi: a) fanno dei modelli bisessuali (nel senso che vanno bene per uscire ma anche per andare a lavoro); b) se proprio devo “stare con i piedi per terra”, che possa farlo almeno in scarpe cool; c) e mi fanno sentire altruista. Eh si, l’altruista è l’altro aspetto trascurato dall’oracolo.

Scusate, ma senza i miei acquisti, di cosa camperebbero quei poveri bambini cinesi che lavorano nei bassi fondi di Shangai? Grazie a me, hanno dei soldi per sfamarsi, hanno un lavoro che li tiene lontani dalle droghe ed in più, deve essere uno sballo respirare cuoio tutto il giorno.

Eh si, sono proprio una persona poliedrica. Grazie Spam.

Chiacchiere da spogliatoio

Faccio sport da quando ero nell’utero; il dottore rimase sbalordito quando alla prima ecografia mi vide con una tuta puma a fare le flessioni sulle ovaie di mia madre. Nello sport, di persone e situazioni strane ne ho viste a bizzeffe – ma avevano in comune in un solo luogo: lo spogliatoio. E’ il luogo del delitto, dove tutti i nodi vengono al pettine e tutte le debolezze sono svelate. Ho visto ragazzi mettersi imbottiture sul pacco o rialzi nelle scarpe per sembrare più alti, gente tagliarsi le unghie dei piedi e conservarsele oppure uomini entrare con capelli farsi la doccia calvi ed uscire capelluti nuovamente. Insomma, di tutto un pò. Però quello che mi è successo ieri mattina ha superato ogni mia fantasia.

Scenario: domenica mattina, ore 9.30, centro polisportivo. Dopo un’ora e mezza di allenamento, entro stremato nello spogliatoio semi-deserto. Sento solo sotto le doccie lo squittio di alcuni bambini. Mi spoglio e vado verso le doccie. Lì ci trovo quattro grasse madri tutte intente a parlare dell’ultimo tronista di “Uomini e donne”. Non mi avevano notato e così tossisco per palesare la mia ignuda presenza.

“Signore, scusate ma lo sapete che questo è uno spogliatoio per soli uomini?” – le quattro lipidiche si girano attonite e m’inizio a fissare LI’. Una di loro, senza mai staccare gli occhi, mi risponde: “Ah, ma quindi non possono entrare le mamme?”. La guardo e le dico: “Se le mamme sono trans brasiliani, si – altrimenti no”. Le quattro si guardano basite, senza capire. Così continuo: “No, signore, come vedete BENE sono nudo e voi non potete restare quì”.

A questo punto, la situazione era già fuori dalle righe, ma il meglio doveva ancora venire.

“Eppure, non mi sembra giusto – e allora se un bimbo non ha il padre ad accompagnarlo, non si può fare la doccia? E’ maschilista e pure ingiusto nei confronti degli orfani” dice la più grassa e vecchia; “E’ vero” fanno coro le altre tre, ormai ringalluzzite dalla lotta di classe.

Non sono mai stato uno pudico, non ho mai risparmiato occasione di mostrare il cazzo sin da quando sono piccolo, eppure, discutere di politica e diritti civili con il pisello ciondolante mi faceva sentire leggermente a disagio. Così dissi: “Signore, sarebbe magnifico discutere di queste cose, ma possiamo farlo fuori? Ora devo farmi la doccia” – ero quasi supplichevole.

“No, però questa è una questione imporante – sono lesi i diritti dei bambini qui” – continua la grassona.

A quel punto, non ci ho visto più. “Signora, ascolti bene: e i miei diritti non sono lesi? Non ho il sacrosanto diritto di farmi una doccia senza essere fissato da quattro svacca-figli grasse e infoiate?

Arriva uno dei bimbi sotto la doccia: “Mamma, cosa significa infoiata? Tu sei infoiata?”. E di lì a poco, gli altri 5 bimbi ripetevano come automi: “Infoiata, infoiata, infoiata”. Le quattro donne erano rosse – o per la vergogna o per la rabbia o per entrambe. Così uscirono ed una di loro tuonò: “Non finisce qui”.

Riesco a finire la doccia in santa pace, ma quando esco mi trovo quattro uomini – fotocopia maschile delle 4 grasse di cui sopra: i loro mariti.

“Mia moglie mi ha detto che ti sei fatto vedere con il pisello da fuori” – dice il più grosso.

“E’ sua moglie che è RIMASTA A FISSARMI. Io sono in uno spogliatoio maschile – SPOGLIA-TOIO..ci si SPOGLIA”.

“Allora è vero? Eri col cazzo da fuori”

Ero sull’orlo di una crisi di nervi – era la seconda discussione da affrontare a pisello ciondolo ed ero davvero stremato. Fu allora che entra in mio aiuto il padrone della palestra.

“Signori, vi prego di uscire e lasciare il nostro socio in pace, chiariamo la questione fuori”.

Una volta usciti, però, il padrone della palestra mi fa: “Però a pisello all’aria davanti ai bambini..insomma, poteva anche evitare”.

Maschilista, esibizionista e pedarasta – il tutto in soli 20 minuti di spogliatoio. Un un-plein di cui manco Haider si sarà potuto vantare da vivo.

Sono tornato a casa ed ho subito cambiato palestra – finora avevo preferito quel luogo ameno un pò rustico, ma d’ora in poi, viva forever le palestra fighette, costose e SENZA FOTTUTE FAMIGLIE davanti al cazzo. Letteralmente.

Isola, la RAI e il Servizio Pubico

Ciavarro (non chiedetemi chi sia) stava morendo sull’Isola dei Formosi; la famiglia sta valutando azioni legali contro la RAI – perchè ne mettono in dubbio la bontà dell’assistenza sanitaria.

La RAI che presta assistenza sanitaria? Bello: finalmente si comporta da servizio pubblico!

Mica solo lui “salva l’Italia”!

Oggi a Roma è un casino. Ho provato a violentare la solita rumena del sabato mattina, ma mi ha detto: “No, oggi devo andare al Circo Massimo a SALVARE L’ITALIA”. Cazzo, e ora che faccio tutto il giorno? Ho cinque alternative:

1. Vado alla manifestazione, così la violento mentre Veltroni salva l’Italia;

2. Resto a casa a vedermi uno snuff movie;

3. Vado a Genova a vedere la mostra degli animali omosessuali;

4. Passo il pomeriggio a farmi i cazzi degli altri su 123people;

5. Vado al cinema a vedere “Cristina, Giovanna, Peppina, e tutte le altre a Barcellona” di W. Allen.

Non ne ho la più pallida idea, ma di una cosa sono certo: oggi anche io salverò l’Italia!

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