Un uomo senza patria

Un uomo senza patria

Un uomo senza patria

Ho comprato questo libro di Kurt Vonnegut insieme a “Ghiaccio-nove“. Ed è stato un culo pazzesco, perchè i due libri sono legatissimi. Malgrado la distanza di pubblicazione tra l’uno e l’altro (1963 e 2007), i due libri si parlano in maniera eclatante.

Vonnegut scrive senza peli sulla lingua di tantissimi aspetti della vita – aspetti di cui parla in tutti i suoi libri. Ma in questo – scritto in prima persona stile “column” da testata giornalistica – non si trattiene e ci va giù pesante come solo un 82enne incazzato e cazzuto sa fare. Il governo Bush, la guerra in Irak, la dipendenza dal petrolio, Internet e le chat room, il sesso…niente viene risparmiato dalla penna di Vonnegut.

Non voglio assolutamente rovinarvi la lettura, ma voglio citarvi un paio di chicche solo come antipasto.

“Nella mia vita, mai mi sarei immaginato di vivere in un mondo in cui le due persone più potenti al mondo si chiamano Bush* e Dick*”

“Siamo quì sulla terra per cazzeggiare. Non credete a chi vi dica altrimenti”

Insomma, il diario semi-serio di un umanista convinto che riesce a farci ridere e farci riflettere senza essere pedante e palloso come di solito sono i vecchi comunisti**.

* si riferisce a George W. Bush (“bush” in inglese significa cespuglio, ma volgarmente indica la figa”) e Dick Cheney, vicepresidente (“dick” in inglese significa cazzo). Quindi, ci governano FIGA E CAZZO.

** prendete i libri di Giorgio Bocca. Due palle monografiche sul mondo che gli fa schifo e di quanto fosse bello essere partigiani e morirsi di fame. Che tenesse la BOCCA chiusa.

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