Bossi jr

Il figlio di Bossi bocciato per la terza volta alla Maturità.

Avrà bisogno mica di una classe ponte?

Nel decreto anticrisi, c’è un aumento d’imposta sul materiale porno.

Che tassa del cazzo.

Buona domenica trafficanti!

La Palombelli della Pace

Un giorno ero all’Eur (quartiere alto-borghese di Roma) e passo davanti ad una  delle tante villone della zona – solo che questa era sorvegliata da una squadra mobile della polizia. Questi poveri cristi esposti al freddo difendendo chissà quale autorità da quale pericolo imminente. Mi vien detto che era la casa di Rutelli.

E così ho capito che la polizia serviva a difenderlo dalla moglie.

E noi paghiamo….

Mandiamoceli

Obama: “Mandato per il cambiamento”

Soru: “Mi dimetto”. Mandato finito.

Luxuria: “Ci manderei la Santanchè sull’Isola”. Mandato in contumacia.

Pd, Veltroni: “In primavera, un Lingotto 2”. Mandatelo a quel paese.

Felicità ® – il libro

Will Ferguson è uno scrittore emergente canadese; o meglio, prima scriveva libri di viaggio (due palle), e questo è il suo primo romanzo.

La trama è semplice ma sfiziosa: un redattore della casa editrice Panderic scopre un libro di auto-aiuto, che VERAMENTE rende felice chi lo legge. Il libro inizia a diffondersi come un virus in tutto il paese, crolla l’intera economia capitalistica – tutta fondata sulle insoddisfazioni continue dei desideri creati dalla pubblicità (se comprate magazine come PSICHOLOGIES, noterete la più alta concentrazione di pubblicità di creme anti-rughe, ndr).

Il redattore si trova ad essere ricercato da killer assoldati dall’industria del tabacco, dell’alcol, della droga e dei centri di disintossicazione. Insomma, come direbbe un mio caro amico, questa trama fa molto SARAMAGO.

Lo stile è semplice, asciutto, ironico e svelto – forse un impianto un po’ troppo surreale per una scrittura così “classica”. Però il contrasto non è sgradevole.

Ad un certo punto, Ferguson cita un autore: “Nella felicità sono tutti uguali, ma chi soffre lo fa in un modo tutto personale”. Da questo prende spunto il senso del racconto: i nostri problemi (esistenziali o meno) sono il sale ed il nutrimento della nostra vita – anelare a diventare dei cloni rincoglioniti e sereni equivale a perdere la propria umanità.

Ferguson mi trova d’accordo – io sono innamorato dei miei problemi; questo è sano considerando che il mondo non sarà MAI perfetto e quindi tanto vale abituarsi. Anche se – lo ammetto – divorziare ogni tanto dalle proprie paranoie non sarebbe male.

Un libro da leggere.

Generazione Free Press(ure)

In metro si scoprono tante umanità, riconosci i tuoi simili e apprezzi le persone diverse da te (esclusi i rumeni che trasudano etilene sin dalle 5 del mattino). Una “novità” che ormai caratterizza il panorama suburbano delle grandi città italiane (e non) è la sfilza di persone che leggono la “free press”. Sono certo che – insieme alla TV – sia quella la maggiore fonte d’informazione per la urban people. Accetto lo stile sensazionalistico utilizzato per attirare l’attenzione del lettore. Se facessimo una percentuale del loro lessico, la classifica sarebbe:

1. 65% – le parole BOOM, DISASTRO, ALLARME, EMERGENZA, DISASTRO, ALLUVIONE;

2. 20% – nomi di personaggi famosi

3. 10% Verbi e proposizioni

4. 5% Fatti

E mi rendo conto di quanto le generazioni attuali (minchia, manco fossi il vecchio saggio sulla montagna) ha esattamente questo stile di linguaggio – tutto grossi paroloni, tanta banalità, pochi verbi (alla merda le vecchie coniugazioni, tutto al presente e che cazzo!), tante abbreviazioni, ma pochi, pochissimi fatti. Come se anche nel linguaggio ci fosse una voglia di liberarsi da ogni responsabilità.

La cosa più spaventosa è sentirli parlare la mattina: sembra di stare a Radio Iran Unificata. Oggi una ragazza faceva: “mi dispiace che la figlia si debba operare, però lei ha fatto tanto male a mia madre. Esiste una giustizia divina”. Porco giuda, alla faccia della misericordia cattolica. Fatemi capire: la gente va in chiesa per lo stesso motivo per cui vede “Mi Manda Raitre”? Ma soprattutto, i ragazzi non erano briosi, simpatici e divertenti? Perchè li sento sempre parlare come Sacra Romana Chiesa comanda? Semplice: non hanno le palle (ecco la mancanza di responsabilità) per crearsi valori propri e li prendono in prestito dalla banca mondiale del Valore in salsa confessionale.

La free press spopola perchè parla come la gente e di ciò che interessa alla gente. Sostanzialmente, è come se ogni mattina ci piazzassero davanti un Berlusconi+Ruini versione cartacea. E noi tutti che ce la beviamo, quando ci sarebbe solo da arrotolarlo per farci una bella canna.

Buona lettura!

Simbolico

Luxuria vince all’Isola ? L’Italia è diventa più moderna!

Obama vince le presidenziali americane? L’America non è più razzista!

Poi scopri che ieri un transessuale è stato ucciso a Roma e che Obama ha quasi tutto il suo team composto da bianchi.

Certi gesti simbolici sono come le pubblicità di LIDL: tutti le conoscono, ma poi qualcuno si è mai comprato il trincia-peli-nasale-a-trazione-integrale?

Curriculum deambulanti

Tempo fa, ho vinto un trattamento shiatsu in una convention aziendale. La parola massaggio la collego inevitabilmente al turismo sessuale thailandese – mentre “trattamento shiatsu” mi suonava molto più new age che porno. Ero felicissimo di provarne uno – ed in più, gratis. Uno sballo.

Arrivato in un questo centro, è tutto un incenso e sorrisi zen – sentivo che persino i miei gas intestinali stavanno raggiungendo il nirvana. E così mi sono lasciato andare alla terapista. GRANDE ERRORE. Dopo i primi 5 minuti di massaggio, mi chiede che lavoro faccio ED E’ STATA LA FINE del relax.

Ha iniziato a raccontarmi la sua vita, che aveva lavorato in pubblicità ma che ad un certo punto – tra un’iniezione di botulino ed il 34simo divorzio – aveva tagliato con la vecchia vita e si era data allo shiatsu. Bla, bla, bla. Io vado in un centro spiritual-andante e mi becco una fallita logorroica che mi incarta il suo curriculum attorno al culo. Certo, impacchettato con olii ayurvedici, ma sempre una presa per il culo è stata.

Questo episodio mi ha fatto pensare ad una tipologia di animale urbano, il CURRICULUM DEAMBULANTE. Si nasconde negli anfratti più loschi degli aperitivi fighetti, è in agguato non appena sniffa la parola CARRIERA nell’aria, fiuta il nemico appena sente pronunciare la parola MBA IN AMERICA.

La sua arma principale è attaccare dei pipponi esageratamente prolissi circa le sue esperienze professionali, della sua passione per l’informatica che si coniuga perfettamente con il suo amore per l’arte contemporanea che ha potuto assaporare negli migliori musei del mondo.

Spesso e volentieri, si dichiara radical-chic, ma è solo radical-kitsch. Ama la cucina fusion, ma l’unico ad essere fuso è lui. Dice di odiare i “reality”, ma se gli chiedi cosa ne pensa di History Channel ti dice che non ama i programmi di cucina. Legge libri trendy e cool, senza manco sapere cosa cazzo significhi trendy e cool.

Esiste due prove per verificare se una persona appartiene a questa specie:

1. Se non passano neanche 5 secondi prima che v’interrompa per dire “..e anche io l’ho fatto..”

2. Se dopo tre minuti che lo ascoltate, avete pensato “STI CAZZI” almeno 2.000 volte.

Ma cosa si nasconde dietro questa figura? Tendenzialmente, un insicuro sociopatico tendente all’omicidio di massa qualora se ne dovesse presentare la ghiotta occasione. E’ il tipico cesso del liceo al quale – giunto nel mondo degli adulti – non pare vero di non essere più preso per il culo. Ignora, però, che lo continua a prendere – solo che ora usano l’olio e non se ne accorge.

Cari trafficanti, vi prego: se avvistate un curriculum deambulante, UCCIDETELO. Alla polizia dite pure che ve lo detto io, me ne assumo tutta la responsabilità. Perchè un mondo senza Curriculum deambulanti è un mondo migliore.

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