Because the night…

Ultimamente sono diventato un pò ghiro. Tradotto: quando arriva il week end, per default mi gaso pensando che andrò in discoteca, che mi scatenerò al ritmo di house e/o musica trash-andante, ma poi finisce che mi addormento sul letto del mio amore alle 22 MASSIMO. Con tanto di bavetta.

Ieri sera stava succedendo la stessa cosa, eccetto che per la location. Sono sceso a Napoli per stare un poco con mia madre, e mentre ero in camera mia, PAM: ecco l’abbiocco più totale. Verso le 21.15 mi sveglio e mi obbligo ad uscire..non volevo essere la solita sola con un mio caro vecchio amico.

Arrivo nell’ameno posto di Piazza Bellini (per chi non fosse partenopeo, è una piazza meltin’ pot, dove froci e tamarri coattissimi convivono tranquillamente da anni..una sorta di PACS topografico mal assortito). Lì trovo M. con i suoi amici – persone squisite, simpatiche, normali. E lì inizia il lungo viale dei ricordi…ti ricordi quando prendevi appuntamenti con dei tizi e poi ti presentavi con tutta la comitiva? ti ricordi quando ci appioppavi a noi il tizio se era cesso e t’infrattavi con altri senza colpo ferire? Ed io che ridevo a crepapelle.

Non sono mai stato uno “doc ‘e sal” (dolce di sale, in napoletano sta per DOLCE, ACCOMODANTE), e di cazzate ne ho fatte a bizzeffe da piccirill; però quel brevissimo periodo napoletano (la preparazione della tesi di laurea) lo ricordo con occhietti sognanti. Era popolato di personaggi a dir poco surreali; vorrei ricordarli.

  1. S.O.S. – il Simpatico Orsetto Succhiatore – un personaggio che sembrava uscito da un’allucinazione da bongo jamaicano. Ingegnere, convertitosi in traduttore, folle per il fallo brasiliano, logorroico come pochi.
  2. Valy LP – La Passiva (ma anche LP perchè gli piaceva la discografia) – Credo che una persona più ironica non l’abbia mai conosciuta (E non è manco ebreo!!!) All’epoca, follemente innamorato di un CESSO AUSTRALOPITECO incredibile. Se gli presentavi un ragazzo, lui scappava come Julia Roberts in Runaway Bride. Ma senza capelli rossi.
  3. FranMariah – un gigante di un metro e novanta totalmente pazzo per Mariah Carey. E’ apparso anche in un documentario che MTV USA ha realizzato sulla diva – uno spasso. La frase che è passata alla storia. “Mariah, IF YOU WANT, YOU CAN” – che pronunciò al telefono che l’assistente della Carey gli passò prima di salire a trovarla in albergo. Il tutto con accento agronocerinosarnese/inglese.
  4. Pietro Fescion – un altro grandissimo ed immenso personaggio. Modaiolo, fashion, super-ironico e superinnamorato del suo amore perugino. Credo che grazie a lui ho iniziato a vedere la moda come qualcosa di sensato – prima era solo lustrini e pajettes. Dopo divenne lustrini, pajettes e Pietro.
  5. Max (last but not least!) – grande compagno di ventura. Arrivavamo in un posto, ci offrivano 4-5 cocktails (lui conosce TUTTO E TUTTI) e poi ci scatenavamo tipo assatanati. Non avendo l’aspetto gaio entrambi, ogni fottuta volta che andavamo in disco ci chiedevano: MA LO SAPETE CHE SERATA E’ QUESTA? Minchia, la sindrome della riserva indiana non passerà mai ai froci discotecari.

E questo è quanto. Ieri sera, dopo tanto tempo, non ho dormito alle 22, ma sono tornato a casa alle 4. Ci siamo comportati esattamente come 5 anni fa. E’ bello sapere che dentro la mia scorza di narcolettico work-aholic/stress-aholic ci sia ancora l’ubbriacone cazzaro di una volta.

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