Assunzione

Voglio capire bene: il 15 agosto si festeggia l’assunzione della Madonna?

Riformulo: il giorno dell’assunzione cade in un giorno di ferie?

E poi si lamentano se dicono che gl’italiani non hanno voglia di fare un cazzo.

La sindrome di Windows

Lo scorso venerdì ero in aeroporto, tornando da Milano (tanto per cambiare). Ero seduto ad aspettare l’imbarco ed intanto mi portavo avanti con del lavoro al PC. Ad un certo punto, un signore accanto mi dice: “Certo che sei proprio una scheggia al computer” – ed io con il mio solito aplomb francese: “Si, fra un po’ mi manda anche a fare in culo, chiama i sindacati ed indice una protesta per rinnovo contrattuale”. Eravamo nel pieno degli scioperi Berlusconitalia e la battuta ci cadeva a fagiolo. Però il commento del signore mi ha fatto riflettere parecchio.

Io do per scontato che sia molto lento a fare qualsiasi cosa, ogni volta che raggiungo un record cerco di superarne un altro. Lo faccio da anni e questo mi ha portato ad una velocità decisamente superiore alla media. Non è solo quello. Parafrasando quel simpatico libro stile Via Col Vento che è la Bibbia, io sono fatto ad immagine e somiglianza di Windows, soprattutto per due punti: sono pieno di bugs (= paranoie che mi fanno andare in cortocircuito) e sono multi-tasking, ovvero, riesco a fare più cose contemporaneamente.

Quell’episodio è emblematico. Allo stesso tempo, stavo:

  1. Parlando al telefono con un amico americano;
  2. Lavorando ad una presentazione per un cliente;
  3. Scrivendo un report di un meeting appena avuto;
  4. Controllando le azioni on line;
  5. Scrivendo alcuni post per il blog;
  6. Sfanculando chi m’invita ai gruppi di salsa cubana su Facebook;
  7. Prenotando una sessione di shiatsu per venerdì prossimo

E non ero neanche al massimo della mio multiattivismo cronico: ero con la batteria del pc quasi scarica e non volevo sovraccaricarlo. Prima di accenderlo, mi sono detto: “Fai poche cose, così non si scarica subito”. Le mie “poche cose” sono ben SETTE attività contemporaneamente. Per la Kabbalah è il numero della perfezione, per un neurologo è il limite per la schizofrenia incipiente.

Hanno ragione entrambi: sto per raggiungere la schizofrenia perfetta.

Amen.

ps mentre scrivevo questo post, stavo controllando le email, le notizie su google news e decidendo che aereo prendere per il prossimo viaggio di lavoro.

The orphanage – una recensione (?)

Non sopporto i film dell’horror – alleggerisco meglio i thriller, ma devono essere fatti davvero bene. Ed è il caso di THE ORPHANAGE. Mi sono convinto solo perchè ho visto che lo produceva Guillermo del Toro, produttore dell’ottimissimo IL LABIRINTO DEL FAUNO.

La trama è perfetta, con tanto di colpa di scena finale da far rabbrividire anche una frigida incallita come Rosy Bindi.

La protagonista è una bravissima Belen Rueda. Per chi non lo sapesse, lei è l’attrice principale de LOS SERRANOS (il format spagnolo da cui prende spunto I CESARONI). E’ come se da noi Elena Sofia Ricci recitasse in un film di Dario Argento – ed invece, la nostra Elena Sofia fa lo spot di Alice. Si sa che la bolletta Telecom è un thriller.

Andate a vederlo per passare novanta minuti con il fiato sospeso. Non lo consiglio invece a chi ha i nervi a fior di pelle, a chi non tromba da mesi e ai comunisti (che spesso posseggono le due caratteristiche precedenti).

Buona visione!

Mal(um)ore

Ieri al rientro dagli USA, Berlusconi ha avuto un malore.

Appena rinvenuto, il premier ha commentato: “Le solite cellule ROSSE che cercano di accopparmi”.

Lettera aperta a Gasparri

Parlamento, votazione per il presidente della commisione di vigilanza sulla RAI.

Il PDL vota VILLARI, membro del PD, contro il vero candidato del PD, Leoluca Orlando;

Veltroni s’incazza a bucefalo con Villari chiedendogli di dimettersi;

Villari non lo fa, ma parlerà domani con Veltroni;

Intanto, Gasparri ha detto che Veltroni è “stupido, arrogante e incapace”;

Richiesto da più parti l’intervendo del Sarcotrafficante, che scrive:

Caro Gasparri,

come ben saprai, Veltroni ha avuto un’infanzia difficile: non sarà stato facile far parte del PCI. Alzarsi ogni mattina pregando su Il Capitale, facendosi seghe su come abbattere il sistema capitalistco (magari comprandosi casa al centro di Roma), contando i finanziamenti provenienti dal Partito Comunista Russo (provaci te a convertire dal rublo alla lira!) e soprattutto, sopportando D’Alema sempre con il fiato sul collo (che quello c’ha pure i baffi, che pizzicano sul collo).

Insomma, Veltroni è solo un bambino sfortunato. Non puoi mica dirgli la verità in faccia così. Devi usare il fair play, devi essere assertivo. Io gli avrei detto: “Noi abbiamo votato un membro del PD, pensavamo di farvi cosa gradita, se a te non va bene solo perchè devi darti visibilità sui giornali, perchè non te lo ficchi serenamente e pacatamente nel culo?

Gasparri, devi imparare ad essere più diplomatico, impara da me.

Rassegna(ta) stampa – 15 nov 08

Muccino prepara il sequel de “L’ultimo bacio”, si chiamerà “Baciami ancora”.

Sottotitolo: “Ok, ma quando me lo succhi?!”

Caso Eluana, Alfano: “Dobbiamo riempire il buco legislativo”.

Chiamato Rocco Siffredi a risolvere il caso

L’Espresso pubblica l’indirizzo di Brunetta: “Ora tutti sanno dove abito”.

Alla prima visita fiscale, non è in casa: “Ero ad allenarmi al salto al tornello

Napoli, avvocato ubbriaco investe e uccide un ciclista.

Arrestato, perchè ha lasciato il cadavere a terra senza buttarlo nel cassonetto.

Obama vorrebbe la Clinton come Segretario di Stato

Serviva almeno un maschio bianco nell’amministrazione, oltre Biden.

Buon week end, Trafficanti!

Giù al nord – una recensione

E’ un film davvero particolare. Come al solito, avevo le mie titubanze per via della locandina, dove appare una citazione da Le Monde: “Vi farà morire dalle risate”. Le Monde è un giornale paragonabile al nostro Libero, ma con pretese da vero giornale. Almeno Feltri lo sa bene che il suo è solo una protesi del suo ipotalamo.

Ebbene, il giornale francese aveva proprio ragione: un film che sa accostare momenti di surrealismo molto ben incastonato in clichè nord-sud che andrebbero bene anche in italia.  La trama è molto semplice: un dirigente postale del sud viene trasferito al nord per punizione anzichè in costa azzurra; come se un nostro dirigente di Crotone fosse spostato a Bergamo anzichè a Taormina. Gli attori – tutti – sono la chiave del successo, perchè rendono credibile un gioco iperreale delle parti.

Certo, è facile giocare sugli stereotipi e delle diversità per far ridere, ma lo è di meno se fatto in maniera esagerata non facendolo apparire come tale. Un film da vedere, con delle scene che davvero “fanno morire dalle risate”.

Questione di parrucche

Ero al bar (non quello sotto casa), e c’era pure il mio barbiere. Ad un certo punto, alla TV danno un servizio sui parrucchieri cinesi che stanno aprendo sempre più saloni in italia. Il barbiere sbotta: “Ma che cazzo dice? No ‘o vojo manco sentì”. Dopo di che, il servizio continua con l’intervista ad un’italiana che dice di essere molto soddisfatta del suo “hair-stylist” Wo Hen…il barbiere dà il suo meglio: “Guarda ‘sta zoccola, a pulciara (tirchia, ndr) ma statte zitta, pe risparmià un euro te fai mette er botulino in testa”.

Ero già morto dalle risate inside – il mio spirito capitalista globalizzato gode davanti a chi si spaventa per la concorrenza. Ma la scena migliore doveva ancora arrivare. Mentre il barbiere continuava a pronunciare improperi in romano così stretto che manco Tomas Millian avrebbe capito, è entrata una cinese nel bar. Lui si zittisce subito. Dopo aver preso il caffè, la cinese si accorge del servizio alla TV e dice in romano: “Ma pensa te ‘sti cinesi, io non c’andrei mai da ‘sti pezzenti”. Ed esce, lasciando il barbiere, la barista e me attoniti.

I cinesi sono avanti mille anni luce: non solo si sostituiscono agl’italiani nel lavoro, ma anche nella discriminazione verso se stessi. Ma quando arriva un cinese a sostituire Berlusconi?

La Gelmini in casa

Tempo di tagli per la scuola, ma anche per il Sarcotrafficante. Sono sopraggiunte spese non previste ed eccomi piombato in un clichè da talk show politico in prima serata: NON ARRIVO ALLA TERZA SETTIMANA.  Così mi son detto: se ci riesce la Gelmini (che di base è una segretaria porca) a tagliare un paese, vuoi vedere che non ci riesco anche io? Non devo manco mettere d’accordo i sindacati. Ecco una lista dei tagli.

  • Benzina/Metro: -70% (la macchina rimane a cagare ferma. Prendo solo la metro)
  • Bollo: – 100%
  • Assicurazione: – 100%
  • Palestra: -60% (niente più palestre fighe sull’Appia..vado al buco sottocasa)
  • Dottori Vari: -100% (attendo tempi migliori per tornarci)

L’università (è un vezzo, perchè la laurea già ce l’ho) resta lì ad attendere sulla ghigliottina – entro metà mese deciderò che fine farà.

Se tutto va come deve andare ed io rimango fedele alla linea, già da dicembre dovrei inziare addirittura a RISPARMIARE, cosa che non succedeva da quando avevo 12 anni, quando vivevo con i miei e i parenti mi sovvenzionavano ogni peto producessi. Bei tempi, mi sentivo in un economia socialista.

Finalmente mi allineao alla mia-nonna-filosofia, che dice: “Ma sì fatic assaie e nu sparagn’, che fatic affà?”*

*Se lavori tanto e non risparmi, che lavori a fare? (in lingua autoctona partenopea)

Diritto di trombare

E’ un attacco alla democrazia bello e buono; non è possibile che in Italia accadano ancora certe violazioni dei diritti inalienabili dell’uomo. Certo, votiamo Berlusconi e abbiamo una soubrette come ministro delle Pari Opportunità, però non avrei mai pensato di arrivare a questo punto. Ma non avevamo un articolo della costituzione che garantisce il diritto d’espressione a chiunque? Mi sembra di si, visto il proliferare di blog senza senso su argomenti totalmente insulsi (mi includo nella lista). Eppure, l’altro giorno sono stato vittima di un sopruso a dir poco vomitevole.

Vado dall’elettrauto per farmi ricaricare la batteria dell’auto e ne approfitto per chiedergli di cambiarmi anche la trombetta del clacson che si è sfondata per via di tremende lezioni sonore che impartisco la mattina ai conducenti romani (=imbranati, lenti, mosci). Lui mi dice “No problem, sono 120euro”. CENTOVENTI EURO? DUECENTOQUARANTAMILA LIRE? Per cosa? Per avere la libertà di esprimermi anche in automobile? Ma cazzo, se è un diritto garantito dalla costitutuzione, perchè non me la finanzia lo stato la trombetta? Cioè, abbiamo contributi statali sui pannelli solari (mai sentito del diritto a catturare fotoni) o sui decoder del digitale terrestre (mai sentito il diritto di contribuire alla ricchezza del fratello di Berlusconi), ma non sulla fottuta trombetta del clacson?

Eh no! Non ci sto! Dico al simpatico Giovanni (il mio elettrauto) che non pagherò una sola lira per esercitare un mio diritto costituzionalmente garantito. Lui mi guarda attonito e dice: “Se voi, te prendo un clacsonE alo scasso – te viene a ffà 30 euro”. Sono indignato: io non voglio un diritto di seconda mano – ne voglio uno nuovo di zecca. Ma capisco anche che Giovanni non è la corte costituzionale e mi limito a farmi ricaricare la batteria.

Mi rimane l’amaro in boca (leggi, mi sto ancora mangiando il cazzo). Mi sento leso come essere umano/giustiziere delle strade romane. Senza le mie strombazzate, questa città è ormai entrata nel caos più totale. Ed io assisto impotente al declino della circolazione urbana.

Che tragedia la democrazia italiana.

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