Prema 0 per chiamare la reception

Dal 2009, Lo Stato Vaticano non recepirà più le leggi italiani come fonti giuridiche.

“Le leggi italiane sono troppe, contraddittorie ed alcune in contrasto con la dottrina cattolica”.

Veltroni indispettito: “Se è così, d’ora in poi il PD inizierà a recepirle!”

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Messaggio Post-Natalizio

Una bellissima metafora del Natale. E Jessica Biel è sempre magnifica.

La Teoria della Sala d’Attesa (TSA)

Molti mi chiedono consigli su come trovare il partner perfetto. Mi arrivano migliaia di email, anzi miliardi di email sull’argomento. Eppure, io ripeto sempre la stessa cosa – a parte “Get a life, man”. La grande Teoria della Sala d’Attesa – che è l’unica a funzionare nella ricerca dell’amore con la A maiuscola. E’ molto semplice. Quando sei in sala d’attesa da un dottore, hai due modi per affrontare la situazione: o resti lì aspettando che chiamino il tuo nome, oppure ti metti a fare altro. Nel primo caso, l’attesa dura moltissimo, nel secondo caso, il tempo vola. E può anche capitare che il dottore non lo vuoi più, e te ne scappi con il paziente a fianco a te che CASUALMENTE è bello, sportivo, ricco e romantico. Avete mai sentito: l’amore arriva quando meno te l’aspetti? Ecco, la TSA è esattamente una metafora dello stesso concetto. Va applicata rigorosamente 24 ore su 24, senza eccezioni, ferie e feste comandate. Vedrete i risultati in men che non si dica. Soddisfatti o rimborsati.

Creatività

Un natale da recessione, i consumi calano del 20%. E Berlusconi ovviamente pensa alla riforma della giustizia.

Si sa che la gente non spende più, perchè ha troppa paura che li si possa intercettare:  “Gino, quest’anno niente panettone: se ci sente quella stronza della vicina, s’ingelosisce e ci denuncia al fisco”.

A proposito di evasione fiscale, nel 2008 c’è stato un aumento del 47% dell’entrate.

La CGIL non crede a questi dati, ma Tremonti il creativo dichiara: “Noi effettuiamo i calcoli ancora in lire, moltiplicando per l’euribor e diviso l’indice di concentrazione dei bulbi piliferi di Berlusconi”.

Rimanendo sui tarroccamenti, la Aniston ha ammesso che la tanto celebrata copertina di GQ è stata ritoccata.

E il sempiterno Tremonti dichiara: “Adoro Photoshop, levigo sempre le rughe dalle foto che pubblico su Facebook. E, en passant, do una ritoccatina anche ai bilanci dello Stato”.

Artemisia

Non l’ho ancora finito, ma ne sono talmente invaghito che devo scriverne. Il libro è “Artemisia” di Alexandra Lapierre.

Ero in cerca di un bel romanzo da leggere in metropolitana, ne avevo le palle piene di saggi politici e affini. Mi sono imbattuto in questo romanzo – ho letto la trama nella quarta di copertina, ed è stata folgorazione. Ho letto le prime pagine, e quel libro era già mio. La trama è la vita dell’artista ARTEMISIA GENTILESCHI, una vita roccambolesca, avventurosa e trasgressiva. Una donna, una pittrice, un simbolo precoce del femminismo che verrà. Adoro lo stile della Lapierre, così pieno di dettagli storici, di ricostruzioni certosine degli usi, dei costumi. Ed una sorta di passione da entomologo nello scandagliare la psicologia della protagonista.

Un libro che mi fa chiedere il perchè non si studi questa grandissima artista. La risposta è semplice: se la storia è scritta dai vincitori, la storia dell’arte è sempre stata scritta dagli uomini. Ed è un fottuto peccato, perchè questa femmina mi ha fatto rinascere la passione per la pittura. L’avevo dimenticata, relegata nel cassetto delle passioni liceali (insieme al motorino e Dawson’s creek), e questo romanzo me la sta facendo rinascere. Mi sono ricordato perchè mi piacesse tanto – la pittura è sempre stato un lavoro d’artigiani, da persone concrete, rozze, molto fisiche – per niente astratte, snob, di sinistra alla Gad Lerner. La pittura era sangue e fuoco, e non salottini culturali della minchia e comunisti con la erre moscia che decantano la volontà del popolo con il blackberry in tasca.

E così, grazie ad Artemisia, ed al libro de Lapierre mi riscopro adolescente, felice e scanzonato. Poco importa se il libro finirà tra poco (mancano solo 100 pagine),  perchè mi rimarrà lo spirito di un tempo che è andato. Per Artemisia e per me.

Quando i ricchioni fanno “oh!?!!?!?!?”

Insorge la platea gay sanremese, la canzone di Povia sul “gay guarito” non s’ha da fare. Nè ora nè mai.

Malgioglio si è detto deluso: “Ero già pronto a prendere appunti”.

Buonolis

Non appena Bonolis ha saputo che oltre il 5% degl’italiani fatica a comprarsi il cibo per Natale, ha pensato bene di ingaggiare Albano e Iva Zanicchi per il prossimo Sanremo.

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