Artemisia

Non l’ho ancora finito, ma ne sono talmente invaghito che devo scriverne. Il libro è “Artemisia” di Alexandra Lapierre.

Ero in cerca di un bel romanzo da leggere in metropolitana, ne avevo le palle piene di saggi politici e affini. Mi sono imbattuto in questo romanzo – ho letto la trama nella quarta di copertina, ed è stata folgorazione. Ho letto le prime pagine, e quel libro era già mio. La trama è la vita dell’artista ARTEMISIA GENTILESCHI, una vita roccambolesca, avventurosa e trasgressiva. Una donna, una pittrice, un simbolo precoce del femminismo che verrà. Adoro lo stile della Lapierre, così pieno di dettagli storici, di ricostruzioni certosine degli usi, dei costumi. Ed una sorta di passione da entomologo nello scandagliare la psicologia della protagonista.

Un libro che mi fa chiedere il perchè non si studi questa grandissima artista. La risposta è semplice: se la storia è scritta dai vincitori, la storia dell’arte è sempre stata scritta dagli uomini. Ed è un fottuto peccato, perchè questa femmina mi ha fatto rinascere la passione per la pittura. L’avevo dimenticata, relegata nel cassetto delle passioni liceali (insieme al motorino e Dawson’s creek), e questo romanzo me la sta facendo rinascere. Mi sono ricordato perchè mi piacesse tanto – la pittura è sempre stato un lavoro d’artigiani, da persone concrete, rozze, molto fisiche – per niente astratte, snob, di sinistra alla Gad Lerner. La pittura era sangue e fuoco, e non salottini culturali della minchia e comunisti con la erre moscia che decantano la volontà del popolo con il blackberry in tasca.

E così, grazie ad Artemisia, ed al libro de Lapierre mi riscopro adolescente, felice e scanzonato. Poco importa se il libro finirà tra poco (mancano solo 100 pagine),  perchè mi rimarrà lo spirito di un tempo che è andato. Per Artemisia e per me.

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3 Risposte

  1. Artemisia Gentileschi è un mito. Punto.

  2. non ho mai visto dal vivo le opere di Artemisia, ma le immagino già della scuola di Caravaggio, e allora so che rimarrei come con con lui pietrificato da quella luce e quella drammaticità che solo chi ha vissuto così intensamente può trasferire in opera d’arte irraggiungibile.
    A.

    • Franci, siamo d’accordo

      Ale, si, è vero. E’ stata una femmina con la F maiuscola e non le veline deambulanti che si vedono in giro oggigiorno. Una donna è andata contro il suo tempo, solo seguendo il suo istinto e non per spirito controcorrentista. E’ stata un genio, ovviamente trascurato dalla storia dell’arte. La sua storia è una dei tanti vangeli apocrifi dell’umanità…e purtroppo, la maggior parte di questi hanno come protagoniste le donne.

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