Un matrimonio all’inglese – la recensione

Ammetto una mia debolezza: quando in un film si combinano una serie di elementi (protagonista femminile esaltante, una protagonista sola contro tutti, ed un tono ironico della narrazione) io sono già in fibrillazione per andarlo a vedere. Non ne vado fiero, però ci sono cose peggiori – per esempio, votare PD.

Detto ciò, ieri ho visto il film “Matrimonio all’inglese“, tratto dal romanzo EASY VIRTUE*** di Janice Kaiser, con protagonista la stupenda, meravigliosa, bravissima, eccelsa, divina Jessica Biel. Una storia apparentemente classica (una bella americana avventuriera sposa un ricco giovanotto inglese, la cui famiglia farà di tutto per liberarlo da una donna così poco ortodossa) nasconde un intreccio di gag ed equivoci esilaranti e spassosi.

La pecca ed il pregio della pellicola è proprio Jessica Biel, il cui personaggio è l’unico ad essere tratteggiato con cura e dovizia – gli altri sono caricaturali, macchiette messe lì a farle da scenografia. Sicuramente i dialoghi sono serrati, ironici, taglienti come una slapstick commedy, però non abbastanza da spaesare lo spettatore che ha molto tempo per pensare ad altro in lunghi momenti di pausa narrativa. Altra pecca è la colonna sonora: onnipresente. In sottofondo, un fastidioso ronzio di trombe jazz che cercano di impartire un ritmo frenetico ad una trama che di frenetico ha ben poco.

In conclusione, da vedere se amate Jessica o se amate gli scontri di civiltà (USA vs UK) o se adorate il sarcasmo o se siete gay. Altri si astengano dalla visione senza rimorsi.

***questo libro è fottutamente introvabile in italia!!!

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