Che mondo sarebbe senza la parolaccia?

Sicuramente un mondo di repressi e nevrotici…più di quanto non lo sia già!

Perchè nessun’altra parola del vocabolario soddisfa pienamente quanto un “CAZZOEVAPORCOCANE” piazzato al momento giusto? Perchè sentiamo la rabbia scemare quando uno ci supera in auto e gli urliamo contro “QUELLAGRANPUTTANADITUAMADREINCALORE”? Perchè cala la tensione se alla vista di Berlusconi in TV gli urliamo “COGLIONE”, nonostante non possa sentirci?

Il segreto è tutto nell’oralità, miei cari trafficanti.

Tutti voi conoscerete la teoria evolutiva di FREUD: si passa per tre fasi di maturazione psicosessuale, ovvero, quella orale, quella anale ed infine quella genitale. Una volta raggiunta quest’ultima, non scompaiono totalmente le precedenti, ma vengono sostanzialmente sublimate in altre attività.

La parolaccia ha il grande dono di essere “paghi uno, prendi tre”. Dicendo “CAZZO”, ci riempiamo la bocca del suo suono, pensiamo ai genitali e se siete gay, pensate di averlo a quel servizio; un poker d’assi della psicosessualità insomma.

Non a caso, in tutte le lingue europee di mia conoscenza, l’esclamazione di rabbia sono legate alle fasi sessuali – in spagna si dice “FIGA!”, in germania “CAZZO!”, in francia “MERDA!” (sono più anali loro, si sa), in Inghilterra “FOTTERE” (sempre pragmatici!).

La parolaccia è parte integrante del nostro DNA, nessuna regola sociale può dirci che sia scorretto riempirci la bocca di “CAZZO” quanto ci pare.

Ok, suonava male, ma il senso l’avete capito.

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