XI comandamento: mai prendersi sul serio

Ti passa accanto alla stazione, e’ la perfezione deambulante, deve essere una cosa tua, subito. Inizia un gioco di sguardi, entrambi aspettiamo che arrivi il treno, ci guardiamo, ci sorridiamo, e’ fatta – mi dico. Stanco di sguardi, mi avvicino e dico con tono lascivo e sguardo simil-latinlover: “ciaaaao”. Mi risponde: “ciao, m! E’ dal primo anno di universita’ che non ci vediamo!”. E la figura di merda e’ servita.

Aeroporto,sei vestito di tutto punto per un meeting importante con un cliente, sei figo, leggi “wired”, sei soddisfatto del tuo look professionale, e allo stesso tempo disinvolto, ti senti la versione 2.0 di Michael J Fox con il tuo blackberry. Ma e’ da lui che arriva il tradimento: ti arriva un messaggio su messenger. Recita: “Quando mi dai il tuo c***o? Te lo consumo la prossima volta”. Ed il look professional e’ andato a farsi fottere in un batter d’occhio.

Fai la tua presentazione ad un cliente, va tutto alla grande, quando si allontana un attimo e chiedi al suo collega evidentemente gay dove sia il bagno. Lui ti ci accompagna e ti aspetta fuori la porta del servizio. Pensi a scene di sesso fetish indoor, per poi scoprire che e’ solo una regola aziendale quella di non lasciar vagare fornitori da soli. Ecco cosa accade quando l’autostima, l’ossessione sessuale e i pregiudizi lavorano alacremente per farti sentire un idiota.

Ne soyons pas trop serieux, mes chers!

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