Diario del Muccassassina – Episodio #3 – La Revuelta de los Porteros

La serata inizia bene: appuntamento con Volu Ekumenika alle 23.15. ESSA mi scrive alle 23: “Appena sveglio, ci metto 20minuti”. Già immagino: ESSA che si sbatte nel bagno tipo bagascella rumena devastata da una giornata di lavoro. Tutto per accontentare il suo PAPPONE: IO. Appena ci vediamo, ha una voce da trans brasiliana: VEEEEEERY sensual. Una volta in macchina (destinazione: prima bar e poi la mansione della Velina), mettiamo a palla gli ABBA e “LAY ALL YOUR LOVE ON ME” diventa “CHIAVAMI” nella nostra traduzione trashonal-popolare. Ed è subito furore a tutti i semafori: la nostra coreografia attrae l’attenzione di TUTTI i conducenti fermi nell’arco di 20km. Siamo avanti, avanti.

Al bar “CAPPUCCINO NOTTE” continua lo show, perchè io non mi trattengo e gli racconto le mie recenti avventure sessual-sentimentali in termini molto sessual e poco sentimentali. Il barista MANZOBOVE ormai non fa un piega: ci conosce, e si meraviglierebbe se parlassimo di geopolitica internazionale (cosa che peraltro facciamo, ma solo in privato…in pubblico, amiamo fare scalpore…it’s funnier!). Dopo il rito del caffè, ci dirigiamo verso la mansione velinesca, ma non prima di inviarle un sms per avvertirla: “Siamo ad Arco di Travestita, get ready!” (ndr. Arco di Travertino è una fermata della metro).

La Velina è puntualissima: stupenda, cosce da fuori, pantaloncino arancione stile “Non è la Rai, ma sicuro è la Salaria”, giacchetta safari. L’accogliamo con “DANCING QUEEN” – lei non è più “seventeen” da secoli, ma la si può tranquillamente scambiare per una minorenne thailandese in cerca di turismo sessuale (dove però lei è la cliente, mica la prostituta!!!). Ed in macchina continuiamo con gli ABBA: ogni canzone ci gasiamo a panico, tanto che ci dimentichiamo l’evento luttuoso che di lì a poco sarebbe accaduto. Ieri infatti ERA L’ULTIMA SERATA DEL MUCCASSASSINA. Dovevamo celebrare anche la promozione della Velina: ma gli ABBA ci hanno sopraffatto con la loro carica trash e frocia.

Arrivati al Mucca saltiamo la fila KILOMETRICA, perchè noi siamo V.I.P. (fuck yeah!) ed iniziamo lo show.

Ieri è stata la serata di alcuni eventi particolari.

1. I buttafuori – solitamente silenziosi e low-profile – erano decisamente fuori di giri. Uno mi fa: “ABBASSA LA VOCE e non URLARE”. E certo, bello: io vengo in discoteca e mi comporto come una monaca di clausura. Gli obbedisco urlando ancora più forte “ARRIBAAAAAAAAA”. Fanculo a te e alla tua vita da demente poraSCIO di TorbellaMonaca.

2. La Velina era particolarmente conturbante ed io non riuscivo a staccarmi dal suo procace culo da femmina siciliana. Questo, unito al fatto che le avessi detto che recentemente avevo pensato a lei mentre chiavavo con altra gente, l’ha portata a sfogarsi furiosamente: “Continua così e ti sbatto al muro un giorno di questi”. La paura mi attanaglia: tra i due, LEI E’ L’UOMO. Peraltro, con piglio mussoliniano!

3. Volu era particolarmente sensuale: un bel giovinotto gli passa vicino e sfiora tutta la schiena con fare laido e lascivo. Lui da bravo divo non lo degna di uno sguardo, però dopo mi confessa: “MI SONO ECCITATO TUTTO…queste situazioni mi fanno arrapare”. Ma quali situazioni?!?!?!?! Minchia, ma se qualcuno mi sfiora la schiena, io mi giro e infilo subito la lingua!!!!! Minchia, Volu, devi essere più proattiva!

4. Finalmente ci facciamo la foto con la nostra drag preferita: TIFFANY. Scopriamo che è napoletana (come me!!!), e che ha un marito che è la versione in miniatura di un siciliano degli anni ’30, ma con accento romano. Un mix davvero disorientante. Lei mi stringe e mi dice: “AH FAI LA PARRUCCHIERA!”. Ha decretato così, ed non c’è verso di farle capire che lavoro in azienda. Così alla fine mi arrendo e mi fa: “IO PURE VOLEVO FARE LA PARRUCCHIERA..ma HO FATTO FORTUNA COME SHOWGIRL”. Ed io: “Si, ma hai fatto bene, è un lavoro molto faticos0!”. Apprendiamo pure che i costumi se LI CUCE DA SOLA! Magnifica, luminosa, brillante, stupenda! L’amo!

La serata volge al termine relativamente presto (verso le 3.30), però siamo abbastanza sfranti da farci l’ultimo giro di ABBA in auto. Siamo sempre magnifici, rien a dire!

Mucca, ci vediamo prossimo 13 giugno per party post-gay pride…e poi a SETTEMBRE. Ci mancherai come l’aria; noi non siamo NESSUNO senza di te. Ma sappiamo che tornerai: nel frattempo, fingeremo di essere persone come le altre.

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Multi-cinico

L’Italia non sara’ mai multietnica“.

Mi viene in mente il padre di una puttana che sostiene fermamente la verginita’ della figlia davanti una folla di curiosi. Un Don Chiosciotte che fa quasi pena e tenerezza, se non fosse proprio Mr B.

Mio caro Presidente (del Milan, di Mediaset, di Mondadori…dica la verita’, lo e’ diventato anche del Consiglio perche’ la M l’aveva stufata!), l’Italia e’ gia’ multi-etnica da almeno una decade; cosi mentre voi parlate di ronde, io incontro sul treno un bimbo bolognese che ripete alla mamma di voler imparare il rumeno, perche’ il suo amichetto e’ di quel paese. Oppure, vedo a Termini una coppia mista (indio-italiana) che si bacia teneramente e penso alla bellezza e rarita’ di una loro eventuale prole; vedo il mio barista thailandese che mi fa iniziare la giornata con il sorriso, il mio pizzaiolo egiziano che non mi fa mancare la pizza napoletana qui a Roma tanto la fa buona, parlo con delle prostitute keniote di economia e religione…

Ecco, signor Presidente, Lei non cammina tra la gente, non prende la metro alle 6 di mattina e non puo’ capire. Non sono incazzato, ma mi fa solo pena, perche’ si sta perdendo l’unica cosa che sta smuovendo questa Italietta della domenica pomeriggio, indolente, insofferente e indifferente.

Gl’immigrati fanno sempre più imprese, danno lavoro a persone, si integrano (e non disintegrano, come Lei e la Lega vorreste), e soprattutto, sorridono alle vostre sortite da galletti nel pollaio vuoto.

Presidente, che salga o meno il suo consenso, una cosa mi e’ chiara: Lei conduce una vita tristissima, da vecchietto inacidito dalla vita, chiuso nella sua torre d’avorio catodico, spara a zero su tutto e tutti. Non sara’ mai multi-etnica? Semmai, non e’ e non sara’ mai una sua proiezione mentale da piccolo borghese represso.

Ma sara’ che a furia di farsi le seghine sulle Veline, mi e’ diventato pure cieco? Guadagni energie per andare un po’ a vedere il mondo!

Bar_ometro

Ogni mattina, faccio colazione in un ristorante wok thailandese. I cornetti a volte sanno di noodles e il cappuccino di bambu’, pero’ nel complesso li preferisco ad un bar italiano.

 Perche’?

 La cortesia prima di tutto; i baristi italiani ti fanno sentire sempre in colpa se gli chiedi un caffè’, manco gli avessi chiesto in affitto l’utero della moglie.

 E poi, l’efficienza: i thailandesi, appena hai pagato, gia’ hanno ascoltato la comanda e si mettono in opera; gl’italiani, invece, restano fermi guardandoti  con aria di sfida alla western (a volte, sento proprio Morricone in sottofondo e le balle di fieno che mi rotolano dietro) e mentre ti avvicini al bancone pensano: vediamo ‘sto coglione che mi paga lo stipendio che vuole stamattina.

 Senza menzionare, la cura dei dettagli: il thailandese ti da il bicchiere d’acqua per accompagnare il caffè, mentre l’italiano non ci sputa dentro, solo perche’ se ne dimentica (a volte).

 Ed infine, il sorriso: elemento costante nell’orientale (a limite della paresi facciale), quasi dicotomico nel barista italiota. In fondo, perche’ sorriderti? Sei un coglione caffeinomane che gli scassa le palle ogni mattina…ma muori, no?!

 Miei cari baristi, il vostro e’ il lavoro più importante del capitalismo: pompate nel sistema l’energia necessaria a riscattarlo dalla morsa di Morfeo.

 E che cazzo, ogni tanto sorrideteci!

Noemi (Stampae Letitia)

Sonnolenta questa Italietta della domenica pomeriggio. E la stampa ne e’ la comprova evidente.

 Se esiste un aspetto delle societa’ anglofone che non sopporto e’ il pruriginoso che le pervade. Clinton e i pompini, i ministri di Blair e i film porno…potevo vantarmi con i miei amici inglesi: da noi la stampa parla di politica, mica di mutande! Ed invece, beata illusione: da quei paesi ereditiamo solo la merda e il caso di Noemi Letizia ne e’ l’emblema perfetto.

 Ma cosa importa se il premier si e’ sbattuto una squinzia di 18 anni? Ma con la crisi economica davvero ce ne fotte di questo gossip? Ed il caso Mills? Il fatto che il capo del governo sia un corrotto e’ meno importante del suo eventuale eccessivo consumo di viagra con una velina aspirante (cosa aspiri e’ ormai chiaro a tutti)?

 La vita privata delle persone e’ sacrosanta, non importa se Berlusconi sia il Galletto par excellence: e’ lui che puo’ decidere fino a dove spingersi nell’esporre la vita privata, non la stampa!

 Direte: ma la stampa ha il ruolo di fare da cane da guardia della politica. Ebbene, io sono d’accordissimo, ma parlare di sesso, oltre a far trasparire tanta maschia invidia dei giornalisti post-comunisti (ed evidentemente, mai post-coitali), li fa apparire più come guardoni che come cani!

 La Repubblica si e’ ormai guadagnata un posto autorevole in edicola, giusto a fianco di Novella 2000 e Poppe d’Italia (che non e’ di certo una rivista navale).

 VERGOGNATEVI!*

 *soprattutto perche’ mi avete fatto difendere un uomo che disprezzo all’inverosimile.

Il mio medico della mutua? E’ Freud!

Oggi voglio raccontarvi del mio medico della mutua.

 Per lui, l’industria farmaceutica, la medicina, la scienza e la ricerca dovrebbero andare tutte a puttane. Letteralmente.

 Mi ci sono rivolto per diversi disturbi (sinusite, mal di schiena, febbre,…), ma per l’Emerito Dottore tutti si risolvono in un solo modo: TROMBARE. “Devi trovarti una brava ragazza che te lo ciucci ogni volta che avverti un malore”.  A parte l’eventuale bias eterosessuale, la questione si fa epistomologicamente complessa. Una brava ragazza che lo ciucci? Ma le brave ragazze, se comprano un chupa chups, lo consumano in bagno per non esser prese per troie!

 E comunque, entrando nel merito, io sono dotato di un parco giochi molto ampio (per chi non lo sapesse, sono arrapante da paura oltre che un eccellente scrittore), eppure i malori ci sono lo stesso! Inutile muovere questa obiezione, lui risponde sempre: “allora non trombi abbastanza, o lei non ci sa fare”. Porco, ma lapidario.

 Alcuni amici sostengono che me lo sia scelto io cosi’ per poter giustificare scientificamente la mia promiscuita’ acuta; ma non e’ vero: per quello, faccio leva sulla questione dell’eccessiva produzione di testosterone diagnosticatami alla tenera eta’ di 16 anni!

 Ora, con tutta franchezza, neanche Freud – che comunque in quanto a sessuocentrismo rimane il campione – avrebbe prescritto una fellatio contro l’emicrania. Senza considerare cosa dira’ mai ai vecchi..il mio quartiere deve essere pieno di anziani maniaci fomentati da questo guru del sesso!  E cosi’ ogni volta, mi riduco a piangere miseria dal farmacista che – mosso dalla pieta’ – ogni volta mi spaccia sottobanco medicinali (lui e’ l’esatto opposto del dottore: ti darebbe una pasticca anche se hai solletico ai testicoli).

 Io non vorrei dire, ma avere almeno un dottore normale non sarebbe male nella mia vita totalmente e irreparabilmente surreale. Non foss’altro che – di tanto in tanto – sarebbe bello guarire, no?

Fuori Menu – Recensione del film

Adoro andare al cinema di domenica mattina, soprattutto se sono reduce da una nottata folle in discoteca (per dettagli, vedi post precedente) e senza aver dormito neanche 10 minuti.

Al cine alle 13.30, c’eravamo solo io ed una simpatica signora, che ho scoperto essere la critica cinematografica de La Repubblica. Era la seconda volta che lo vedeva, perche’ gli ricordava tanto una storia di un suo amico. Non che me ne fottesse più di tanto, ma lei ha tenuto a precisarlo.

“Fuori Menu”, di Nacho G. Velilla,  film di matrice e trama marcatamente almodovariana (madrid, chueca, froci, donne disperate, equivoci e dialoghi surreali) è un film che consigli a tutti di vedere. Un sunto enograstrotrash del mondo della cucina spagnola e dei confusi rapporti di coppia dell’era zapateriana.

Gli attori sono davvero in gamba (LoLa Duenas è decisamente al suo top!), i dialoghi sono davvero divertenti (“Sarà un pranzo così buono, che gli dispiacerà cagarlo” – è una delle chicce della pellicola) ed il montaggio è decisamente degno delle migliori slapstick commedies degli anni ’40. 

Io ho riso a crepapelle come non mi capitava da molto tempo. L’effetto della mia risata in una sala vuota era particolarmente eccitante, tant’è che lo registrata con il cellulare e la risento ogni qualvolta….beh lasciamo stare va, questo è un altro argomento!

Un saluto a tutti voi Trafficanti!

ps siete così tanti che mi si blocca il sito .net per eccesso di traffico mensile già dai primi giorni del mese!! grazie!!

10 step per trasformare una notte deprimente in una notte da ricordare

Premessa: il vostro amico vi da bidone sabato sera alle 23.30 – l’unica alternativa che avete è stendervi davanti il dvd e vedere Shakespeare in Love, sognando di trovare l’amore della vostra vita. Che sia Gwineth o Ralph non importa. L’importante è non volerli entrambi, e insieme! Ma voi non volete finire una dura settimana di lavoro così di merda e allora, ecco i 10 passi per trasformare la serata imminentemente deprimente in una notte da ricordare.

Step 1: Ripetetevi che lunedì si torna a lavoro e che non avrete un altro sabato per altri sette fottuttissimi giorni

Step 2: Ripetetevi che siete strafighi e non avete bisogno di nessuno per divertirvi.

Step 3: Decidete la destinazione preferita – nel mio caso, una discoteca romana – e vestitevi accordingly.

Step 4: Prendete VISA e telefono per chiamare un TAXI seduta stante

Step 5: Una volta nel luogo X, ostentate serenità, un sorriso a 360 gradi ed una camminata da strafigo

Step 6: Se incontrate il vostro passato (diversi vostri passati, nel mio caso) mano nella mano con i loro presenti, sorridete stile regina Elisabetta e trasmettete questo messaggio subliminale: “Mon amour, ora stai con un cesso di ragioniere…è inutile che speri di tornare con me, DREAM ON”.

Step 7: Ballate, ballate, ballate e lasciatevi andare. Finalmente non dovete che essere voi stessi con la musica. Con lei, non dovete fingere stronzate. Le note parlano per voi.

Step 8: Mentre ballate, guardatevi e capite quanto non abbiate bisogno di nessuno. Siete fantastici da soli, come una magnifica isola caraibica inesplorata. NESSUN PIRATA APPRODERA’ DA VOI.

Step 9: Mandate a fare in culo la storia del pirata quando vedete quello che ho visto io: un pezzo di DIO in carne e leather. Iniziate a puntare con decisione e assertività.

Step 10: Avvicinatevi ed iniziate la limonata più lunga, intensa, violenta e arrapante della vostra vita.

Uscirete dalla disco alle 6 di mattina, felici e per niente stanchi. Perchè è stata una serata di ricordare per sempre.

Controindicazioni: segni di succhiotti, graffi e lividi in faccia. Tornate a casa e mettetevi una bella crema idratante lenitiva, che tutto passa!

Ciao trafficanti, auguro a tutti voi una serata come quella appena passata a me.

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