Coco avant Chanel – recensione del film

Lo scorso venerdì l’ho preso di ferie. Tra le varie cose, sono andato al cinema a vedere “Coco Avant Chanel”, ero troppo curioso di vedere Audrey Tatou in versione chic.

Al cinema c’erano solo vecchie che parlavano in continuazione, e una maschera evidemente GAY che ci ha provato spudoratamente con me (Cinema vuoto, mi si mette a sedere proprio accanto). Deve aver fatto l’equazione: CHANEL + MASCHIO SOLO + OCCHIALI DORATI TRASH = GHEI. Inutile dire che non c’è stata TRIPPA PER I GATTI. Ero tutto per Coco quel pomeriggio!

Il film è stupendo, davvero magnifico. Audrey Tatou è perfetta, una Audrey Hepburn nostrana per eleganza e disinvoltura d’intepretazione. La ricostruzione storica è curata al dettaglio ed io ho pianto dal momento in cui inizia a lavorare nel suo atelier a Parigi fino alla prima sfilata ufficiale (circa 20 minuti finali).

Perchè ho pianto? Perchè non sapevo QUANTO fosse stata rivoluzionaria Coco Chanel. All’epoca vestivano superabbondanti, con merletti, pizzi, schifezze varie..e lei arriva semplificando tutto, cambiando RADICALMENTE il gusto del tempo. La scena del ballo è la chiave esemplifica tutto in maniera assolutamente poetica.

Unica pecca del film: alla fine ti domandi “Ok, lei ha cambiato il mondo..ma io che cazzo ho fatto fino ad ora?!?!”.

Ma questa è un’altra storia.

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