Lieto fine?

Non finirà come tutti speriamo. La naturale conclusione dei diversi scandali in cui è coinvolto il nostro primo ministrone da diverso tempo sarebbe una soltanto: DIMISSIONI IMMEDIATE.

In pochi mesi,

– è stato condannato per corruzione del processo Mills

– è andato con prostitute nella sua residenza romana

– ha suggerito ai pubblicitari di non investire su un giornale d’opposizione

– ha denunciato dei giornalisti perchè gli fanno delle domande legittime

– ha creato uno scandalo enorme attraverso il giornale del fratello

Questo per non contare le migliaia di altri peti legislativi che il culo della sua maggioranza politica ha espulso nei primi mesi di Governo.

Ma l’opposizione (quale?) è totalmente MORTA. Avete visto i manifesti di Bersani per le primarie? Sembra CASPER, il fantasma. E le dichiarazioni di Franceschini? DENUNCIACI TUTTI? Ma magari, io vi manderei a tutti in galera, perchè avete regalato l’Italia a questo nano fallocratico con il parrucchino. Ieri ero al Gay Village, ed ha parlato Nicola Zingaretti, presendente della provincia di Roma, è del PD. Ha ovviamente parlato della fiaccolata che organizzeranno per la sicurezza dei cittadini, a seguito dell’accoltellamento del ragazzo gay venerdì passato.

Vi giuro: PER LA PRIMA VOLTA da quando è nato questo partito, sono stato attento più di 10 secondi al discorso di un suo MEMBRO. E per la prima volta, quando dico MEMBRO, non penso ad un CAZZO, ma ad una persona REALE, con delle idee in cui CREDE DAVVERO, che esprime con PASSIONE su un palco DIFFICILE come quello del gay village. Forse si candiderà a sindaco di Roma, ma io speravo in qualcosa di più.

Perchè andare alle prossime politiche, con Bersani o Franceschini è ciò di cui l’Italia NON ha bisogno. Tante vale tenerci Berlusconi, almeno ci divertiamo.

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Il silenzio è LORO!

Mi rendo conto che per la labile psiche di Berlusconi (“Denuncio le 10 domande di Repubblica”) e per quella di Tremonti (“Gli economisti ora stiano zitti“) la gente che parla sia una fastidio tremendo. Loro sono come chi si spara 2-3 canne consecutivamente: hanno i sensi così amplificati che persino il ronzio di una zanzara sembra il concerto del Primo Maggio nella stanza affianco.

Ma la democrazia, o meglio, l’illusione che ne esista una, si è sempre basata su due libertà: di espressione e di stampa. Possiamo non essere d’accordo, ma non è un dettaglio: se si accetta la democrazia, si accetta la libera parola e la circolazione d’idee. Un corpo non può fare a meno della circolazione del sangue, e la democrazia non fa eccezione. Non è mica colpa nostra se il massimo della democrazia che concepiscono sia Passaparola.

Certo, il primo ministro ed il ministro dell’Economia hanno obiettivamente tante gatte da pelare (La CEI che annulla gl’inviti a cena per il primo, la crisi economica che incalza per il secondo), però perdere il senso comune è tipico degli squilibrati o di persone non in grado di ricoprire certe cariche.

E’ ora che questi pagliacci si facciano da parte. Riescono a governare solo un paese anestetizzato dal culo delle Veline. Ma quando si tratta di realtà, di vita vera, il culo dovremmo farglielo noi.

Che stiano zitti loro, perchè noi non lo faremo mai!

La Relazionite Acuta (R.A).

E’ ufficialmente un’epidemia. E spero che istituzioni e politica mettano in campo tutte le armi idonee ad abbattere questo fenomeno emergente. Ormai ne sono testimone settimanalmente, e non nascondo il mio imbarazzo a vivere in un paese che ne permette una diffusione tanto incontrollata.

Parlo della RELAZIONITE ACUTA.

Potreste incappare in persone infette, oppure esserne contagiati voi stessi, per cui e’ assolutamente necessario conoscerne l’eziologia.

La Relazionite Acuta (R.A.) e’ una sindrome di immunodeficienza acquisita ai virus del sentimentalismo. E si manifesta nel paziente con l’insorgere congiunto di altre sindromi be conosciute.

1) DURACELLite: La dichiarazione sfacciata e svergognata di non cercare sesso usa e getta, ma di voler instaurare una relazione stabile e duratura con una persona;

2) Scaldacazzite: Se ci uscite, vi tocchera’ ogni membro sessuale gia’ alla seconda uscita, vi fara’ eccitare come un macaco, per poi andarsene sul più bello;

3) Guantanamite: Al primo appuntamento, vi sottoporrà’ ad un vero e proprio interrogatorio. Lavoro, reddito, unghie dei piedi e misura del pene sono le domande più ricorrenti. Le tecniche più utilizzate si ispirano alla prigione militare di Guantanamo;

4) Bifrontite: Se con la sua vittima rifiuta qualsiasi rapporto sessuale prima dei 10 anni di frequentazione, con il resto del mondo il paziente non si risparmia in sesso orale ed anale a qualsiasi ora del giorno e notte;

5) Superiorite: Il paziente e’ orgoglioso del proprio stile di vita e lo propugna come unica arma contro il relativismo imperante; la sua e’ la lotta del bene contro il male moderno del sesso consumista.

L’OMS sostiene che la RA e’ la seconda pandemia per virulenza dopo l’influenza suina e consiglia alle comunita’ locali una serie di contromisure.

– Andare in giro con la simpatica medaglietta “Fotto e me ne fotto”, acquistabile direttamente sul sito dell’organizzazione;

Disinfettarsi le mani dopo il contatto con un sospetto malato ed avvertire le unita’ veterinarie più vicine per l’eventuale abbattimento del soggetto;

– Promuovere la promiscuità’ attraverso l’utilizzo indiscriminato di qualsiasi foro o oggetto fallico presenti in luoghi pubblici;

– Riciclare i vibratori usati, prestandoli a chi ancora non ne fa uso;

– Visione quotidiana di microclip porno, dedicate alla pratiche fetish più diffuse (per il programma, fate riferimento sempre al sito dell’organizzazione)

Per l’Italia, il ministero della Sanita’ ha istituito una linea verde dedicata a rispondere alle domande più frequenti dei cittadini.  

800 69 69 69

 Il numero e’ raggiungibile da rete fissa, cellulare e vibratore.

Grande Flagello

In Inghilterra, chiude i battenti il Grande Fratello: ascolti troppo bassi. In Italia, invece, non amiamo l’Eutanasia (a parte, il neo-PD Gianfranco Fini), e quindi il grande morto lo si tiene in vita in tutti i modi: quest’anno per celebrare i primi 10 anni del programma, durerà cinque mesi e non più “solo” tre mesi”.

Tutto coerente: allungano la detenzione degl’immigrati dei “centri d’accoglienza”, e lo stesso si fa con i concorrenti di questo reality, che quest’anno accoglierà anche dei terremotati abruzzesi (probabilmente gli unici che riceveranno una casa decente entro settembre): ormai li trattano come dei Panda.

Ma non è l’unico atto di contrizione di Berlusconi&Co: domani il premier sarà a cena con il cardinal Bertone, per la festa della Perdonanza dell’Aquila. Si è rotto di farsi chiamare Papi: vuole essere Papa. Due piccioni con una fava: un inchino ai terremotati, ed una pecorina per la Chiesa. Un genio quest’uomo.

E mentre ci prepariamo all’ennesimo anno di censura mediatica grazie alla mitica triade tette/culi/emilio fede, vi consiglio una chicca tutta italiana: VIDEOCRACY, un film documentario sull’Italia di oggi. Non è ancora uscito; chissà perchè, non si trovano dei distributori. Ma sono pronto a scommetterci che spopolerà in rete.

Buona visione. Allucinogena.

L’Italia dei miei 40 anni

Avviso ai trafficanti: questo post è ESTRAMAMENTE noioso. Come tutti i giullari quando sono seri, lo sono in maniera decisamente insopportabile. Un pò come quel gattino cresciuto da solo che non sa regolare la forza della propria morsa, perchè non ha mai avuto altri termini di paragone. Per cui, chi non volesse suicidarsi, eviti pure di leggere quanto segue. La coscienza ora ce l’ho in pace, fate vobis.

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A costo di sembrare una Pollianna demente (o di un Grillo in erba..marijuana), vorrei parlare di una questione che mi ronza per la testa da tempo. Fra 13 anni avro’ 40 anni; mi chiedo sempre di più come vorrei che fosse l’Italia di quel tempo. Ammetto che questa riflessione viene a chiusura delle ferie, e la piccola crisi del ritorno alla routine si fa sentire, sublimandosi in forme di introspezione di bilancio interiore. A questo, va aggiunta una forma precoce di crisi dei 30 anni, che “ti e’ venuta 3 anni prima, a me 3 anni dopo”, come mi ha saggiamente avvertito un mio grande amico. E’ sintomatico quanto mi e’ appena accaduto: ho dimenticato la valigia in treno, una volta arrivato a Roma. Voglia di lasciarmi alle spalle il passato? Probabile.

Dunque, veniamo al punto.  Come vorrei che fosse l’Italia, o meglio, come vorrei che fossero gl’italiani fra 13 anni? Prima di dirvelo/dirmelo, voglio dipingere l’italiano di oggi – tappa necessaria per l’italiano che sara’.

Da 20 anni, si assiste alla graduale ed inesorabile napoletanizzazione della societa’ italica. Senza offesa agli amici partenopei (un tempo ero uno di voi), ma e’ fenomeno cosi’ palese che sarebbe da orbi non vederlo. In cosa consiste? La premessa principale e’ che i napoletani sono un popolo bambino, mai cresciuto realmente. Perdurano in loro le caratteristiche dell’infanzia, nel bene e nel male. Vediamoli nel dettaglio.

1) La spontaneita’
Il napoletano dice e fa quello che pensa. L’azione non e’ frutto di una decisione consapevole, ma e’ solo una risposta incondizionata agl’istinti emergenti nel contingente. E’ divertente o triste per puro caso, e non perche’ ha plasmato il proprio stato d’animo. E’ totalmente incapace di farlo.

2) La deresponsabilizzazione
Il napoletano non ha mai colpe, e’ sempre colpa dell’altro, e’ sempre responsabilita’ dell’altro. Questo sia in senso propositivo (“i politici devono cambiare le cose, non noi”) che in senso passivo (“questo problema non mi riguarda”). Sono i grandi a dover agire, non loro.

3) L’ingenuita’
Non avendo strumenti introspettivi, e subendo le proprie emozioni, hanno un approccio ingenuo, inerme anche al mondo esteriore. Sono propensi a seguire la pancia nel giudicare gli altri e le situazioni. La simpatia, la paura e  l’omologazione diventano unici criteri a giudizio della realta’ umana. Il diverso e’ ingenuamente considerato Il Nemico.

4) L’anarchia
Lasciato a se stesso, il napoletano vive e gode dell’anarchia imperante. Sente strette le maglie dell’autorita’, perche’ non le ha mai indossate, e nessuno gli ha mai mostrato i vantaggi nel farlo. Ma, nuovamente, e’ uno status quo subito più che scelto.

5) Egoismo
Il napoletano non e’ NEL mondo e ma e’ CONTRO di esso. Non avendolo mai interiorizzato, esiste solo lui. Ed e’ lui l’unica autorita’ a cui sente di dover rispondere.

6) Mancanza di memoria storica e di progettualita’.
Il napoletano non ha una visione del futuro, ma solo una stasi nel presente. Non ci pensa, perche’ non ha un passato a cui aggrapparsi, ne’ delle armi potenti per affrontare il futuro.

Conclusione: l’italiano/napoletano necessita fortemente di un genitore che lo tranquilizzi, che gli racconti storie rassicuranti, che gli sorrida e lo faccia sentire coccolato. Ma non deve essere un genitore normativo, deve essere un genitore che gli somigli, con i suoi vizi e virtu’. Se trova un genitore diverso, scappa e non lo segue, ne ha paura.

Credo che in questo ritratto rientri la storia italiana degli ultimi 20 anni. Ci spiega l’ascesa politica di un genitore bambino qual e’ Berlusconi, e la sconfitta eclatante di un genitore adulto qual era Veltroni. Vorrei sottolineare che in entrambi i casi, l’italiano li guardava con occhi da bimbo e non da adulto critico. Sono entrambi figure genitoriali, accettabili perche’ preservano il loro stato di bambini. Non chiedono loro di crescere, ma solo di seguirli messianicamente.

Veniamo ora al fulcro del discorso. L’italiano che verra’, o meglio, quello che vorrei fosse tra 13 anni.

L’Italiano deve avere un mantra nella testa: L’ITALIA CRESCE CON ME!

Per farlo, deve attuate diversi passaggi.

A) La riconquista della Storia
L’Italiano deve prendere coscienza dello stato d’infantilizzazione in cui si ritrova; un malato non si cura senza volerlo, ma solo con la sua stessa collaborazione attiva. E questo lo si fa, mostrandogli la Storia, la sua memoria. Il nostro Paese e’ tra i più antichi al mondo, ed ha un’arma formidabile contro gli attacchi del hic et nunc. E’ dovere dello Stato e dei genitori elevare la Storia a materia prima nell’insegnamento, perche’ un paese interamente affetto dall’amnesia e’ un paese affetto di Alzheimer. La Storia come metodo critico di analisi degli eventi e non celebrazione funeraria di glorie putrefatte, sia ben chiaro.

B) Comitati civici inter-raziali
L’Italiano deve sapersi destreggiare con le proprie leggi, sguazzare nel mare magnum della globalizzazione e gioire delle diversita’ di razza, religione, identita’ e orientamento sessuale. Per farlo, Stato e cittadini devono iniziare a discutere animatamente a livello locale e nazionale della realta’, dei problemi dell’ognigiorno. Si dovrebbe incentivare la creazione di comitati civici attivi sul territorio, che compiano azioni di lobbying sulle autorita’. Tali comitati non devono solo parlare di problemi pratici, ma anche sensibilizzare sui grandi temi della civilta’. Penso a comitati gioiosi, divertenti, in cui ci si vada per parlare, ascoltare ed imparare. Non per fare gli snob, o gli “attivisti fanatici della fermata dell’autobus che non c’e'”.

3) Abbattimento della Mafia (illegale e legale)
La Mafia e’ uno stato mentale, più che un’organizzazione. La Mafia e’ nelle persone che non la combattono e non nelle persone che ne fanno parte. Mettiamo che viviate nei pressi di un’industria di cui stabilimenti fuoriesca un odore cosi’ nauseabondo da rendere la impossibile la vita nei dintorni. Di chi e’ la colpa se lo status quo perdura? Dei padroni dell’industria o dei cittadini che non si ribellano? Il primo sta facendo il proprio interesse, i secondi no: chi sta agendo in maniera intelligente? Esistono però due tipi di Mafia: quella legale (la classe politica attuale) e quella illegale (la Mafia, propriamente detta). Quest’ultima va abbattuta con proteste dei cittadini, ma anche (ed e’ questo cruciale) con una forte presenza dello Stato a proteggere la ribellione. E’ un cane che si morde la coda: più cittadini protestano, più sara’ l’esigenza di proteggerli nei primi stadi della trasformazione. La Mafia distrugge meta’ del Paese e corrode l’altra. E’ una palla al piede dalla quale bisogna slegarsi SUBITO.  Per fare tutto ciò, però, c’è contestuale bisogno di liberarci della mafia legale, l’attuale classe politica. Loro non hanno interesse alcuno a liberarci, anzi, godono dello status quo. La gente deve portare avanti una legge popolare che VIETI la candidatura alla stessa carica per più di due volte.

4) Snellimento dei processi legislativi e burocratici
Una legge ed un’impresa devono poter essere esecutive in massimo una settimana dal momento dell’inizio delle pratiche. Questo è un imperativo MORALE, più che economica. Una società che non riesce a rinnovarsi è una società che muore di cancro. Così come la pelle si rinnova ogni giorno, così il tessuto economico deve poter rigenerarsi, cambiare, dinamicizzarsi sempre e comunque. La lentezza burocratica uccide la democrazia: senza libero mercato, esiste solo l’oligarchia, la collusione dello Stato con le mafie e la morte della società in quanto tale.

5) Libertà d’informazione

La nostra Repubblica è fondata sull’inganno, cioè sulla promessa del Lavoro per tutti. La nostra Costituzione è frutto di un processo storico importante, una sintesi tra comunisti e cattolici tra le più alte mai raggiunte nell’Occidente (e di fatto, mai eguagliata). Ma la Costituzione va cambiata al suo articolo 1, in tal senso: “L’Italia è una Repubblica democrata, fondata sulla LIBERA CIRCOLAZIONE DI IDEE E DI INFORMAZIONI”. Questo è il diktat assoluto affinchè si parli DAVVERO di una Repubblica democratica. L’era che viviamo adesso è una dittatura dolce, come la definiscono gl’inglesi. E non mi riferisco a Berlusconi, ma a tutto il sistema politico dal dopoguerra ad oggi, dove la lottizzazione dell’informazione è sempre stato pane quotidiano. Con Berlusconi questo sistema si è radicalizzato e reso più palese: ma non mettiamoci il prosciutto sugli occhi, perchè è la realtà di sempre. Una legge popolare sul conflitto d’interessi e sulla pluralità d’informazione sono altre proposte che vanno portata avanti senza mezzi termini. Ora e qui.

6) Energie alternative

Entro il 2020, il 20% delle fonti di energia europee devono essere alternative. E’ TROPPO POCO. L’Italia deve puntare al 50%, e deve finanziare tutta la ricerca possibile per la creazione dell’automobile ad idrogeno. C’è bisogno di una politica delle infrastrutture di trasporto pubblico MASSICCIA. Metropolitane, trambus, bus devono essere IL mezzo privilegiato degl’italiani, l’auto va dismessa ed utilizzata solo per lunghi percorsi, e non per la vita di ogni giorno. Quando lo Stato avrà coperto TUTTA la popolazione attraverso efficienti mezzi pubblici l’automobile dovrà essere soggetta a tassazioni MOLTO ELEVATE, in modo tale da disincentivarne l’utilizzo e l’acquisto.

7) Laicita’ dello Stato

Un legislatore laico è quello che garantisce la libertà di tutti, configurandone il limite individuale. E’ lecito qualsiasi cosa non rechi danno ad altri. QUALSIASI COSA. Il legislatore laico non ha un approccio Inquisitorio alla società, non deve essere frutto della costante caccia alle streghe; il legislatore laico va alla ricerca delle libertà non ancora riconosciute e avvia i processi, perchè questo avvenga nel minor tempo possibile. Il legislatore laico è aperto al diverso, all’innovazione, all’abbattimento dello status quo qualora esso si dimostri non più aderente alle necessità della Nazione. Il legislatore laico derime le questioni etiche con SENSO PRATICO, e non con furore fanatico. Vanno IMMEDIATAMENTE aboliti i patti lateranensi, e l’8 per mille. Vanno eliminati gli sgravi fiscali a qualsiasi religione e culto e altresì, vanno aumentati i fondi per la RICERCA SCIENTIFICA e l’EDUCAZIONE (gli unici grandi volani della crescita e del progresso).

Ecco, cari trafficanti (quei pochi sfigati che sono riusciti a leggere tutto questo post), questa è l’Italia che vorrei fra 13 anni. Un’Italia moderna, che ricordi il proprio passato. Un’Italia in cui non sia bello vivere, MA MOLTO DI PIU’. Un’Italia che non teme la competizione mondiale, perchè CREA LA TENDENZA. Un’Italia che si guarderà indietro con il sorriso malinconico di un adulto che pensa com’era e a com’è diventato e si dice: NON TORNEREI MAI PIU’ INDIETRO;

VOGLIO UN ITALIANO FELICE DI ALZARSI LA MATTINA, DESIDEROSO DI DISCUTERE AL BAR CON L’AMICO EGIZIANO, FELICE DI ANDARE AD UN LAVORO DOVE IL MERITO LA FA DA PADRONE, CON UNA CLASSE DIRIGENTE CHE LO RAPPRESENTI NELLE SUE QUALITA’ MIGLIORI. infine, e semplicemente:

UN ITALIANO FOTTUTAMENTE ORGOGLIOSO DEL PROPRIO PAESE.

E’ così difficile? Voglio credere di no. E voi?

La pena che mi fanno loro!

Ennesima aggressione ad omosessuali. Al Gay Village, la discoteca che infiamma le estati romane, per etero e per gay. L’aggressore? E’ in piena liberta’ per un cavillo legislativo, nonostante sia un pluricondannato. Alemanno si dice sconvolto, ed il resto della Politica dove cazzo sta? Questo governo pochi giorni fa ha sbandierato cifre trionfali sulla diminuzione dei reati: VOGLIAMO RISPOSTE!

Gli omosessuali non godono degli stessi diritti civili degli etero. Ora neanche di quelli minimi di certezza della pena? Se e’ cosi, NON DOVREBBERO PAGARE TASSE!

In Italia l’unica pena certa e’ quella che fanno i politici e la magistratura!

Prendi 1, Paghi 2

Da una recente ricerca, che ha messo a confronto le maggiori citta’ del mondo, e’ emersa una grande verita’:

– Roma e’ la 17ma citta’ più cara, mentre Milano e’ la 30ma;
– Roma e’ al 30mo posto come reddito pro-capite, mentre Milano e’ al 27mo.

Avete letto bene, miei cari trafficanti.

Vivere a Roma equivale ad una inculata grande quanto una domus aurea. Perche’ e’ vero che vivi all’ombra del Colosseo, dei Fori imperiali (veri e metaforici), del Tevere e “der Cupolone”, ma e’ come se TUTTI i  giorni noi cittadini romani dovessimo pagare il biglietto d’entrata di TUTTE le attrazioni turistiche, senza MAI entrarci. O entrando in una metafora più elegante, come se tutti ogni giorno pagassimo le puttane del quartiere per non aver in cambio alcuno orgasmo!

A Londra, esiste un’indennita’ particolare per chi lavora nella capitale, una % in più sullo stipendio rispetto ai colleghi di pari livello che vivono nel resto del paese. Invece di parlare di gabbie salariali, vogliamo parlare di questo tipo di leve economiche? No eh? Troppo facile? Nah! Non ci piace allora!

Eh si, Roma Caput Mundi, ma soprattutto grazie a Cape di Cazzum come noi che a Roma ci restiamo,

nonostante tutto.

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