Berlusconi è un tumore

Berlusconi ieri ha avuto uno delle sue solite vampate da menopausa. Una conferenza stampa delirante, resa particolarmente interessante da un giornalista de El Pais che gli ha chiesto se non pensasse che il barigate non avesse incrinato l’immagine dell’Italia all’estero.

Apriti cielo: UNA DOMANDA VERA, ma come cazzo si e’ permesso ‘sto spagnolo? Non ci bastava La Repubblica e alcune centinaia di giornali mondiali a rompere: ora ci si mette pure El Pais. Il povero Zapatero, al fianco del nostro Premier-donna, non sapeva che dire, si vedeva imbalsamato, rigido.

Frattini parla di una “rete internazionale” contro il suo datore di lavoro e quindi, contro l’Italia. Alcuni questa rete la chiamerebbero DEMOCRAZIA, ed ha ragione Frattini: le democrazie di tutto il mondo vanno contro l’americalatinizzazione a cui sta andando incontro il nostro paese. Stanno cercando di debellare il tumore con il vaccino più potente: la liberta’ di stampa.

Ma come ogni tumore, Berlusconi e’ furbo, e’ difficile da colpire, e non esiste cura indolore per il resto del corpo. L’Italia dovra’ soffrire, e la chemioterapia sara’ lunga. Ma ce la faremo se avremo anche un po’ di culo*. Quello del Veline stavolta non bastera’. Potremmo chiedere aiuto alla Levi’s, che ha annunciato la guerra al “difetto” dei suoi jeans per donna, creando un database di 60 mila culi da tutto il mondo. Obiettivo: creare il jeans femminile perfetto. I Berluscones sono avvertiti: se non basta il nostro, lo compreremo dall’estero il culo che ci serve per cacciarli!

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