Il Grande Sogno o Sonno?

Chiunque abbia messo in testa a Placido che sia un regista va incarcerato subito.

Sono andato con le migliori intenzioni (“dobbiamo valorizzare il cinema italiano”), ma mi sono pentito dopo i primi 10 minuti. Il Grande Sogno è una poltiglia storico-politica in salsa sentimental-popolare che solo Medusa (ovvero, il Premier) poteva produrre.

Non è un caso che le scene di violenza e di dolore provocate dai ragazzi del 68 abbondino, ed il messaggio che ne esce è chiarissimo: quello e’ stato un periodo buio per la nostra nazione, chi lotta si ritrova con un padre morente ed una famiglia spezzata. Guai a contestare l’ordine vigente e lo status quo. Il Grande Sogno di Berlusconi, insomma.

L’unica nota positiva sono scenografia e attori: un Argentero sempre più convincente e una Trinca davvero intensa (unica italiana premiata a Venezia) hanno salvato il film dalla noia più tracotantemente moralista. Stendiamo un lenzuolo pietoso sull’interpretazione di Scamarcio, ottimo alter ego del pessimo regista.

A Placido consigliamo placidamente di andare in pensione. E se l’intenzione era quella di fare un film storico, gli è solo uscita la versione cinematografica de Il Medico in Famiglia: Il Comunista in Famiglia. Oppure, semplicemente un Tre metri sopra il cielo con vestiti d’epoca.

Soldi e ore buttate: se volevo propaganda, restavo a casa a vedere il Tg4. Perchè alla fine del film, l’unico Grande Sogno che hai è non averlo mai visto.

P.s. Brunetta dice che il cinema non va finanziato, perché non è cultura? Non si preoccupi: a finanziare tette, culi e propaganda fascista ci sta già il suo datore di lavoro. Che ultimamente è sempre più impegnato nel rafforzamento del suo pensiero unico. Vedi il recentissimo caso Ballarò.

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