Stampiamoci il sorriso

L’Italia padano-berlusconiana e’ ormai una nazione triste, di inebetiti catodici, di bavosi maniaci sessuali, di xenofobi vigliacchi, di politici-secrezioni-intestinali, di giornalisti imbavagliati dallo stipendio. Vedendoci dall’estero (vi consiglio nuovamente il film Videocracy), siamo un paese di morti viventi. Ma nessuna alba è all’orizzonte, come nei film di Romero. Perchè quello che ci manca è evidente: il sorriso. Sorridere e’ passato in secondo piano nella societa’ dell’invidia al plasma e dell’individualismo pubblicitario.

Chaplin diceva: “Un giorno senza sorriso e’ un giorno da buttare”. Vero, e noi italiani dovremo buttare al compostaggio gli ultimi 15 anni della nostra storia. Non hanno di certo aiutato una sinistra che diventa La Cosa (nostra?), una destra che diventa pecoreccia e (grana) padana, ed un centro demagocico-cristiano. Ed il sorriso reale ed autentico della gente e’ stato rimpiazzato dalla smorfia al botulino e dalla paresi facciale del nostro Premier.

Quando si fanno operazioni di lifting al volto, il paziente firma una liberatoria dove si dichiara consapevole di poter perdere la “capacita’ di registrare emozioni con il volto”. L’Italia quella capacita’ l’ha ormai persa: l’immensa operazione di lifting che è stata la Seconda Repubblica è visibilmente fallita.

La libertà di stampa e di espressione e la satira sono l’unico antidoto alla tristezza che pervade il Bel Paese (nomen omen: siamo forse tutti formaggi stagionati?). Eppure la si vuole abbattere, distruggere, annientare in nome del sorriso di plastica imperante e del pensiero unico della triade tette/culi/emilio fede. E allora diciamo no: scendiamo in piazza il 19 settembre, a Roma.

La manifestazione per la liberta’ di stampa e’ l’ultima grande occasione per riprenderci il sorriso che ci hanno tolto.

VENITE IN TANTI.

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