La Casta non è acqua

E la Casta colpisce di nuovo.

Dopo la miriade di privatizzazioni dei servizi comunali arriva anche quella dell’acqua – e state sicuri che il prezzo ed i disservizi aumenteranno come le altre volte. L’acqua non e’ un bene frivolo, accessorio, non puo’ essere mercificato, non va sottoposto a logiche di mercato. Parigi, tra le prime capitali ad averla privatizzata, e’ appena tornata sui suoi passi.

Uno Stato che rinuncia anche alla gestione della cosa pubblica e’ uno stato che ammette la sua totale incapacita’ ad agire come tale.

Sono tantissimi i provvedimenti berlusconiani e non che vanno in questa direzione: outsourcing, esternalizzazione. Ovvero, delegare all’esterno cio’ che non si riesce a fare da soli. E’ un atteggiamento tipico delle aziende, e non ci sorprende affatto che venga da chi scambia il Consiglio dei Ministri per un CdA. Come non e’ sorprendente che il decreto sia stato inserito all’interno della Finanziaria, blinandolo con la fiducia. L’equivalente di un Amm.Delegato che intima i suoi a seguirlo altrimenti si va tutti a casa. Che e’ poi l’ultimatum che il Premier ha lanciato ieri per interposta persona attraverso Schifani.

Ma lo Stato non e’ un’impresa. Non ci stancheremo mai di dirlo. Un’impresa non e’ democraticamente eletta, non rappresenta la cittadinanza, non agisce per il bene comune. Ma soprattutto, non e’ quello per cui sono morte centinaia di migliaia di persone nella storia. Ce lo vedete un soldato combattere al fronte per aumentare il margine operativo lordo?

Berlusconi, l’opposizione e chi per essi devono capire che noi non siamo di loro proprietà; noi cittadini siamo lo Stato e lo concediamo a loro solo perche’ abbiamo da lavore e mandare avanti la nazione. Loro hanno un grande privilegio: quello di non doversi preoccupare della propria sopravvivenza propria ma solo di quella del resto della popolazione.

Iniziassero ad agire di conseguenza; altrimenti questo privilegio verra’ rimesso in discussione. E non è detto che ciò avvenga in maniera civile e composta.

Bersani diventi HARD

“Il PD non partecipera’ al no Berlusconi day di Di Pietro” – ha detto Bersani. Le ragioni sono racchiuse in quanto auspica Marini: “Differenziarci da Di Pietro il più possibile”. Ed e’ dietro a questa dichiarazione che si svela e rivela la vera aspirazione del PD: un’aspirazione più che “maggioritaria”, markettara. Nel senso di marketing ed anche di markeTTing. Il PD non ha un’idea di se stesso, non esiste, e’ fuggitivo nel programma, sostanziale nella forma, e formale nel contenuto.

Una sola domanda al segretario: ma secondo lei i 2 milioni di cittadini che sono andati alle primarie l’hanno fatto per il suo bel faccino piemontese o per mandare a fare in culo il Cavalier Banana?

“Il PD fara’ le sue manifestazioni” – ha continuato Bersani. Ecco, ottimo: dividere gli anti-berlusconiani e’ proprio quello che i suoi elettori si aspettavano votandola. Idv avra’ le sue grane, ma su un punto e’ chiaro: mandare a casa Berlusconi. E guarda un pò: cresce da due elezioni a doppia cifra, mentre il PD è in calo da quando è nato.

Segretario Bersani, rischia che il NO B DAY sia anche contro la B di Bersani. Un consiglio spassionato: abbandoni la linea soft sex di Veltroni ed inizi a darci giù pesante con l’hard.

Altrimenti rischia di far perdere l’EREZIONE ai suoi elettori, per sempre. E non ci sarà Viagra, primaria, vision, mission che servirà a quel punto.

Domenica tra i Giganti

Ieri grande giornata di scontri e incontri tra i grandi del Pianeta.

Da un lato, Hintao e Obama hanno deciso per non diminuire le emissioni di CO2 e dall’altra Brunetta che si oppone alla candidatura di D’Alema a Ministro degli esteri europeo. L’argomentazione dei primi: impossibile trovare un accordo in tempi cosi’ brevi; il secondo: D’Alema non e’ socialdemocratico ma post comunista.

Mia nonna avrebbe elaborato spiegazioni più complesse, mentre preparava pasta e fagioli e dava da mangiare ai nipoti.

Ma poi la domenica e’ scossa da una notizia che ci solleva tutti: arrestato il numero 2 di Cosa Nostra. Il numero 1 e’ ancora al Governo. Poco male.

DEUS ante machina

Ed il settimo giorno DIO si riposò… e si mise in chat a rimorchiare.

GodPC

Divieto di TRANSito

Che io nei locali attiri solo la merda più putrida e’ storia nota. Ma ieri mi sono superato. Nell’ordine, mi hanno sottoposto a violenza sessuale:

1) Trans sudamericana identica a J.Lo. ma dopo un pestaggio di P.Diddy.

2) Trans simile a madonna. La madre di Gesu’,non la cantante.

3) Trans brasiliana che si e’ incazzata perche’ avevo ballato con le due precedenti, sue rivali.

4) Trans uguale a Rihanna anche lei dopo il pestaggio di Chris Brown.

Ieri mi sono sentito tanto Marrazzo. Ma come faceva a gestirle tutte? Uno che ci riesce puo’ anche comandare una nazione: figuriamoci una regione!

APE regina

Rutelli, Ape Regina

Rutelli, l'API regina

Un grande avvenimento ha scosso la politica internazionale.

Mentre ancora echeggiano i festeggiamenti per il Ventennale della caduta del Muro di Berlino, e il presidente della Fao annuncia uno sciopero della fame per protestare contro la poverta’ mondiale, Rutelli ha fondato un nuovo partito! Si chiamerà “Alleanza per l’Italia” (API).

La stampa internazionale ha dato grande risalto a questa notizia: grandi attese sul nuovo soggetto politico da parte dell’Afghanistan, che segue i talebani dovunque installino una nuova cella operativa. Non si aspettavano che sarebbe successo in Italia, ma tanto meglio.

Faranno parte di “Alleanza per l’Italia” rinomatissimi esponenti politici di cui adesso non mi sovviene il nome; tutti faranno capo all’API regina Francesco Rutelli – l’ultima trans della politica italiana da quando Luxuria non siede più in Parlamento. 

API avra’ un programma preciso: un comitato scientifico leggerà ogni giorno gli editoriali di Avvenire e dell’Osservatore Romano. I prescelti saranno posti all’attenzione dei cittadini a Porta a Porta – e quelli che supererano il 40% di share nella fascia 60-90 anni prenderanno parte al programma di partito.

Non hanno ancora un logo ufficiale: per ora c’e’ solo una croce rossa e verde. “I comunisti europei la posso levare dalle scuole, ma non nel nostro partito!” ci ha confessato una fonte interna al partito. Il logo definitivo sara’ scelto in Internet come fu quello del PD – però voci sostengono che il claim e’ gia’ stato scelto: IN TRANS WE TRUST.

Facciamo un grandissimo in bocca al lupo a Rutelli. E che ci rimanga dentro a lungo.

Di questo sì che ha un gran bisogno l’Italia!

Legislazione precoce

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Mr B e Mr F hanno finalmente trovato l’accordo sulla (contro)riforma della giustizia. Processo breve, ma no alla prescrizione abbreviata. Una formula carina per dire esattamente la stessa cosa; partiamo da un fatto:

Durata media processi = somma durata processi / numero processi

Una riforma della giustizia, volta a diminuire la durata dei processi (come i Berluscones dichiarano sia la loro) ha due opzioni: lavorare sul numeratore o sul denominatore della precedente formula. Una riforma di lungo termine agisce sul primo, una di breve sul secondo. Perche’ la durata di un processo e’ data da numero magistrati per risorse economiche per infrastrutture: questo e’ decisamente più difficile, costoso e time-consuming.

La riforma Berlusconi ha scelto questa strada?

Funziona cosi’: un processo comprensivo dei tre gradi di appello deve arrivare alla sentenza in massimo sei anni, conclusi i quali si annulla. Parebbe cosa buona e giusta se non fosse per un dettaglio. Non garantendo più risorse umane, economiche e infrastrutturali (quindi, mantenendo il numeratore costante), la riforma si riduce semplicemente ad agire sul denominatore, ovvero tagliando il numero dei processi.

Questo non è altro che un indulto processuale bello e buono; questa non e’ certezza della pena, ma pena dell’incertezza.

Insomma, l’ennesima legge potenzialmente giusta (una vera riforma della giustizia serve e come!) caduta vittima della sindrome da legislazione precoce del Premier: tutto e subito, e al diavolo il dibattito parlamentare. L’atto legislativo ridotto ad orgasmo governativo rapido e pulito. Non e’ un caso: da un’inchiesta de La Repubblica emerge che l’attuale maggioranza approva una legge di origine governativa in 20 giorni, mentre una di tipo parlamentare almeno in 120. Se le leggi le approviamo in uno schioppo di dita, perche’ non fare lo stesso per la loro applicazione?

Prima o poi qualcuno spieghi al premier che l’eiaculazione precoce potra’ funzionare con le escort, ma non con le leggi di stato. Saremo pure un popolo di santi, poeti e navigatori, ma di marchettari non ancora. Suo malgrado.

Murati vivi

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Campagna anti-omofobia del governo

Crollano i muri, se ne festeggia anche il Ventennale, ma bisogna prendere atto che l’uomo senza muri non resiste. E’ una tentazione ancestrale, senza logica o raziocinio. Noi contro loro, una guerra d’immagini in cui i primi si illudono di essere davvero diversi dai secondi. In un continuo rimando alla caccia alle streghe; la politica italiana come la sua societa’ vive di muri: lo fa il Governo Berlusconi (contro i dipendenti pubblici, contro gl’immigrati, contro gl’intellettuali..) e lo fa anche l’opposizione (monograficamente contro Berlusconi).

Ma il Noi contro Loro – e’ soprattutto un danno per se stessi. Significa negarsi la possibilita’ di com-prendere, ovvero, di prendere a se’, di digerire, di arricchirsi. Significa rimanere sempre gli stessi: un’illusione persino per un cadavere che si decompone e da corpo diventa humus. Significa quindi ingannarsi e non volersi bene. Significa chiudersi in un recinto e murarsi vivi con le proprie mani.

Oggi e’ partita la prima campagna di comunicazione di un governo italiano contro l’omofobia. Due milioni di euro stanziati dal ministro per le Pari Opportunita’ Mara Carfagna. Tv, web, stampa e affisioni con un messaggio chiaro: “Rifiuta l’omofobia, non essere tu il diverso” (vedi foto).  Un messaggio bellissimo, soprattutto perche’ viene da un ministro che ha votato contro l’aggravante giudiziaria all’omofobia, che ha tolto il patrocinio al Gay Pride e che ha giudicato gli omosesuali “costituzionalmente sterili”.

Ministro, lei deve capire che nel governo deve essere la demolitrice di muri e non campare sull’abuso edilizio degli stessi. Non può fare una campagna contro qualcosa in cui le stesse crede. Deve prendere una posizione chiara anche dinanzi ai suoi colleghi, in dibattiti parlamentari. Un primo passo sarebbe integrare nella legge per l’aggravante contro l’omofobia anche l’aggravante contro la transofobia (all’ultimo minuto stralciata).

Sarà pure abbronzato, ma Obama nella piena crisi economica ha firmato una legge federeale proprio al riguardo delle fobie ad orientamento sessuale. Se è vero che ce la “passiamo meglio”, come dicono tutti i suoi colleghi, dobbiamo iniziare a pensare anche a questo, nonostante la crisi.

Contratti!

double finger

DIGITALE!

Prima il “Contratto con gli Italiani” del 2001, poi i Contratti gonfiati sui diritti TV in Mediaset ed ora il Contratto con la Santa Alleanza (Bossi und Fini) sulla riforma salva-culo del Premier.

Insomma, il file rouge che percorre la politica di Mr B è la contrattura. Muscolare, intellettuale, libertaria, parlamentare, economica e sociale. Siamo un paese contratto dai contratti, dalle corporazioni, dai codicilli, dalle postille, dai cavilli e dai Cavalieri.

La TV è un ottimo analgesico: meno male che ora passa tutto in digitale. Come la politica: prima era ANAL-ogica (e ce lo mettevano in culo), ora sono DIGITALI e ci ficcano pure il dito.

Ci avete proprio contratto i maroni! Andate a casa!!!!

La donna della mia vita

Non pubblico mai video di youtube (perchè far esprimere ad un video ciò che con le mie magnifiche parole posso fare da me?), però questa esizibizione di BEYONCE’ agli MTV EMA di Berlino 2009 sono il simbolo più bello della cultura occidentale, dell’integrazione politica e dell’amore verso la musica che si poteva celebrare per il ventennale del Muro.

UFFA! Hanno cancellato il video!

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