Sabato omo-cida

Adoro il sabato. E’ il mio giorno preferito.

Il week end è iniziato, la sera prima l’ho celebrato al Mucca. Il sabato è il giorno dello shopping, dei servizi, dei caffè con gli amici, del recruiting di appuntamenti per la domenica (che invece è il giorno delle esterne). Ma soprattutto, è il giorno in cui faccio colazione al bar, seduto al tavolino, leggendo il giornale. E’ un rituale magico: ci sono solo io, la caffeina, il latte e l’odore della carta stampata.

Ma oggi, purtroppo, questo mistico rito è stato PROFANATO da uno scherzo della natura.

Mentre leggevo dell’ennesimo rutto istituzionale del Presidente dello Sconsiglio, alzo lo sguardo e noto una faccia da pesce lesso putrefatto che mi fissa e dice: “Leggi il giornale?”. Io lancio fiamme ossidriche dagli occhi, emetto prima un borbottio e rispondo: “Tu cosa credi? Che mi piace toccarlo e basta?!”. Lui sorride con fare da giapponesina timida: “Divertente” – e se ne va. Nella mia testa una sola frase echeggia: il mio quartiere è pieno di merda.

Ritorno alla lettura, quando il verme ritorna con il suo FRAPPE’ (DEVE essere psicopatico, chi cazzo si prende il frappè alle 9 di mattina? Il mago Otelma?) e mi chiede se può sedersi al tavolo accanto al mio. Lo guardo in cagnesco e pronuncio la sentenza: “Sto leggendo il giornale, potresti fingere che non esisto?”. E lui sorride nuovamente, ma questa volta l’ho messo a disagio. Godo.

Nei successivi 15 minuti, lo scopro varie volte a fissarmi di nascosto. La paranoia inizia ad aumentare, quando ho un’illuminazione. E’ lo stesso CESSO che mi ha fissato tutta la sera in discoteca! Ma nonostante la scoperta, l’angoscia continua fino a che non mi convinco che è un OMO-CIDA, cioè un frocio che ti uccide i coglioni fino alla morte. DEVO SCAPPARE subito.

Pago di corsa il conto, e mi rifugio in un Acqua&Sapone vicino al bar. Ma per sfuggire allo strano disagio che mi portavo addosso, una strana compulsione mi assale: DEVO ASSOLUTAMENTE APPROFITTARE DI QUESTE MERAVIGLIOSE IDEE REGALO. E così, senza accorgemene, esco dal negozio con 17 fottuttissime idee regalo. Sono felice, perchè in un nanosecondo ho risolto la questione regali natalizi per la mia famiglia. Poi però realizzo: ma chi cazzo la vorrà la simpatica pochette con vibratore della Durex?

Ecco quello che succede quando la routine è spezzata da un devastato mentale. Si finisce col comprare merdose idee regalo, che puoi solo rifilare alla signora delle pulizie. D’ora in poi, in disco TESTA BASSA. Esisteranno solo le mie scarpe. Peraltro, stupende.

buon week end!

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2 Risposte

  1. Apparte il finale, con morale un po’ banale, ti confesso che adoro il tuo modo di scrivere e quindi, suppongo, il tuo modo di essere, Ciao!

  2. grazie 😀 guardarsi le scarpe è moralistico? 😀 che ben venga la morale!

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