bRancomat

“Ho scoperto che mi avevano trasferita quando Flavio mi ha fatto disattivare il bancomat per le mie spese di lavoro”. Così parlo Cinzia Cracchi, ex donna del dimissionario sindaco di Bologna, Flavio Delbono (PD). La vicenda bolognese può dare un grande insegnamento al PD di Bersani.

Siccome le primarie le usano solo ad intermittenza (per queste regionali, solo in Puglia: dove ha vinto uno che del PD non fa parte), dovrebbero inserire in Statuto anche il “bRancomat”. Funziona così: il simpatizzante del partito si reca al supermercato COOP più vicino dove acquista la Fidelity Card PD “bRancomat”. Per ogni 5 euro di spesa, acquisisce un “punto bandierina PD”; al raggiungimento di 30.000 punti (equivalenti a 150mila euro di spesa – il costo delle licenza di un taxi, decisamente accessibile!), può candidarsi alla segreteria di partito.

Ma ATTENZIONE: non sarà il popolo delle primarie a votare il vincitore. NO, NO, NO. Dietro al sistema ci sarà BRANCO, il famoso astrologo – sarà lui a decidere chi tra i candidati avrà vinto la sfida; i criteri utilizzati per la scelta saranno un’attenta lettura della carta astrale e il numero di amici su Facebook.

Ma il candidato non si adagi sugli allori: un giorno, il bRancomat potrebbe essergli disattivato dall’astrologo. Le motivazioni potranno essere molteplici: Vergine nella casa delle Libertà (Noemi Letizia?), Luna in Sagittario o Bindi in Venere. Una cosa è certa: in quel momento, il leader dovrà dimettersi e lasciare il passo al prossimo fedele cliente del PD.

Mi sembra una soluzione equa. Non credete?

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Mezzo chilo di lombatina di vitello

E no, mo basta!

Dopo una giornata a lavoro, la tensione che si taglia col coltello e vorresti tanto lasciare tutto ed aprire un puttan-club a Caracas, torni a casa e pensi di rilassarti. MA TI SBAGLI. Vai al supermercato, e ti viene pure sbattuto in faccia il tuo odiato status di single: ti accorgi di essere schifato dalla società in quanto tale quando sei COSTRETTO a comprare MEZZO CHILO di lombatina di vitella in formato famiglia! E allora senti la puzza del diavolo democristiano dietro ogni scaffale dei biscotti e dei cibi preconfenzionati. Ma chi cazzo si mangia 20kg di pizza surgelata condita con 10kg di lasagna e 2kg di cadaveri di bambini dello Sri-lanka? Un giorno ci troverò pure la colf minorenne di mia nonna dentro una di queste straripanti margherite precotte, predigerite e pre-maandasseroapigliarloinculo.

Si, miei signori, lo ammetto: ODIO – ripeto – ODIO profondamente essere single.

E me ne frega cazzi della storia dell’indipendenza, del “verrà quando meno te lo aspetti”, STI-GRAN-CAZZI: io lo voglio ADESSO, QUI NEL MIO LETTO, al posto di questo fottuto PC che ogni tanto mi da pure le scossette elettriche che dai polpastrelli vanno dirette allo scroto. L’unico brivido che ci è concesso ai noi single: quello di sfogarci nella fottuta rete. Come delle merdose balene. Ma non si dovevano estinguere quelle luride? Stanno sempre ad accoppiarsi pure loro, scommetto.

Fanculo pure le balene. Troie che non siete altro!

E se volete proprio saperla tutta, ve la dico: io mi sento decisamente inculato dalla vita.

Mi era stato detto che se trovavo un lavoro appagante, con una casa tutta mia, con una vita completa, fatta di amici che ti vogliono bene, di passioni che ti riempiono, di sport che ti tengono in forma, di viaggi che ti aprono gli orizzonti, sarei stato felice e sereno. STRON-ZA-TE, BALLE grandi quanto una CASA abusiva condonata con il piano casa Berlusconi! Io ho tutto quello di cui sopra, miei cari, e posso dirvi che senza amore vale meno della cacca del cane della vicina (si, quella stronza che tromba ogni fottuta sera con l’amante russo).

No, no e poi no! Non venite a contarmi balle sul “devi imparare a stare bene da solo”. Chi sta bene da solo o è un asceta o è psicolabile o è solo in una pausa tra una relazione e l’altra. Vi prego, evitate di farmi il discorsetto che se non ti ami non puoi pretendere che ti ami qualcuno altro. Altra grande minchiata, cazzo. IO MI AMO PROFONDAMENTE, ogni minuto e secondo della mia vita, eppure non trovo un fottutissimo cane che sappia amarmi non dico autenticamente, ma anche per semplice emulazione. A ‘sto punto mi accontenterei pure di un mimo, porca eva.

Morale della storia: se siete in coppia e siete in crisi, vi prego di NON VENIRE A ROMPERMI LE BALLE con le vostre menate sulla libertà ridotta, sul senso di inappagamento e sul calo del desiderio. Potrei impalarvi con una statuetta della fertilità dell’isola di Pasqua senza batter ciglio.

Ora me ne vado a dormire, va. Domani è un altro giorno. Purtroppo. E andasse a quel servizio anche quella cogliona di Rossella O’hara, che tra Red Butler e gli schiavi neri non sapeva a chi dare i resti. Troia pure lei!

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