Funerali di Stato

Quest’uomo inizia a farmi davvero tenerezza. Ormai è come sparare sulla Croce Rossa, alle spalle e con il silenziatore. La cosa peggiore è che i suoi seguaci mi fanno invece molta pena. Ieri erano tutti assiepati in Piazza San Giovanni, erano 150mila, ma erano tutti uguali:

Neonazi da Grande Fratello, vecchie siliconate e rincoglionite dalle soap brasiliane, giovani aspiranti tronisti e veline (nel senso che avevano aspirato cocaina prima di uscire di casa), tutti insieme in un enorme trenino “perepepepepe” in totale stile Buona Domenica – tanto  che in sottofondo suonava (?) la mitica banda di Demo Morselli.

Ed era proprio questa la sensazione che animava la piazza di ieri: sonnolenza domenicale. Sembrava che tutti attendessero un goal di Totti, ma hanno solo ricevuto il discorso di  Canà, l'”allenatore nel pallone” interpretato da Berlusconi anzichè da Lino Banfi.

“Nei prossimi tre anni, cureremo anche il cancro”. E le emorroidi che mi fa venire la sua voce, no? Ecco l’Ultima Promessa: non potendo più levare l’ICI o parlare di riforma fiscale (con Tremonti che non sgancia una lira manco se gli morisse la mamma), fa promesse da Mago Do Nacimiento.

Vuole essere aggressivo, provocatorio, ma sembra solo affetto da acuto delirium tremens. Manca solo che offra le magiche alghe anti-cellulite in offerta speciale. E la folla lo acclama con la stessa vitalità con cui si ossequia una salma. “Siamo un milione”, tuona il coordinatore PDL Verdini – “sono 150mila” indica la Questura.

Ma che sia affollato o meno, si tratta comunque di un funerale.

Condoglianze.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: