Pagina 17

Pagina 17 de La Repubblica di oggi. Si parla dell’arresto di Giovanni Tegano, boss della ‘Ndrangheta, acclamato dalla folla come santo e vittima dello Stato. A lato, l’ecodramma della Louisiana: una petroliera sta riversando da una falla 1000 barili di petrolio al giorno.

Pagina 17. Nomen omen. La vera disgrazia non sono queste notizie (drammatiche!), ma la ridicola considerazione che ne ha il giornale in questione che le titola “allarme ambiente” e “allarme criminalita’” con la stessa convinzione di Maria de Filippi nelle televendite. Gli allarmi si urlano, e non si sussurrano!

Se la gente e’ ormai assopita non e’ solo colpa di sistematici tagli all’educazione, ma anche dalla mancanza di un giornalismo cazzuto, che sappia costringere i politici su agende per loro scomode. Non si tratta solo di pubblicare intercettazioni sulle puttane e i pompini, ma di tornare a parlare di mafia, di corruzione, di ecologia, di futuro. Con convinzione!

L’informazione non dimentichi che in se’ contiene la nozione di “formazione”. E che il Giornalismo vero tratta la P di Politica e non quella di Melissa P.

Fusione Nucleare

I migliori post di questo blog li ho scritti incazzato e livido di rabbia nei confronti dei politicanti pescivendoli che ci ritroviamo in questo balordo Paese. E’ una regola di sempre: quando sono innamorato, tendo a scrivere sempre meno.

Cerchero’ di farlo comunque, anche se la storia che sto vivendo in questi giorni m’impedisce di fottermene di Berlusconi e Fini che sciolgono il loro Pacs, o di Bersani che apre il suo cantiere per le riforme dove e’ l’unico operaio co.co.pro.

Solo una nota politica: ora sto con uno spagnolo e gia’ si parla di sposarsi, di avere figli ed una famiglia insieme. E’ solo uno di quei sogni ad occhi aperti, e’ ancora troppo presto, ma rimane il punto politico: con lui, in quanto cittadino di un paese non omofobico, io posso sognare – con un italiano, avrei potuto solo rosicare.

Vada come vada, crisi o non crisi, l’Italia potra’ avere anche meta’ della disoccupazione iberica, ma non ha neanche un decimo della sua lungimiranza politica. Che aprissero pure le centrali nucleari, io preferisco vivere in una fusione nucleare tutta privata. A la mierda todos.

Prime galline

All’auditorium della Conciliazione (?), ieri Fini e Berlusconi se le sono date di santa ragione. Sempre nel nome dell’Amore che vince sull’invidia e l’odio! Ed il sogno berlusconiano di un partito fan-club finisce come l’ultima puntata di Dallas: con una strage.

Cosa succedera’ ora? Elezioni anticipate? Federalismo bloccato dai finiani? Governo di unita’ antiberlusconiana?

Nulla di tutto questo, miei cari lettori assetati di democrazia (che viziati siete!): sara’ tutto come ieri solo che sara’ “di più”. Berlusconi andra’ in ogni bidet televisivo di sua proprieta’ a dire che lui e’ più vittima di prima, che ora più che mai il complotto dei poteri forti va debellato, che lui e’ l’uomo più contestato della storia e che forse cambiera’ lo stucco per il viso perche’ ieri gli colava per il sudore.

Ma la vera ragione dello scontro qual e’? Ve lo siete chiesti? Più democrazia nel partito? La leghizzazione del Pdl? Nah, la spiegazione e’ nella prima pagina di City di oggi: a sinistra la causa, a destra l’effetto.

Si salvi chi puo’.

L’insostenibile leggerezza del Bocchino

Chi l’avrebbe mai detto che Berlusconi andasse contro un Bocchino! Eppure ora pare sia divenuto addirittura un Cancro da debellare! C’est tous possible en Italie! Ormai nel Pollaio delle Liberta’ e’ guerra aperta tra Pidiellini e Finiani (Bocchino in primis); oggi e’ la resa dei conti: la direzione generale si riunisce per firmare un contratto di non belligeranza. E molte sono le incognite all’orizzonte. Parleranno Berlusconi, Fini e 50 dei suoi, concludera’ il Premier donna stesso. Le ipotesi sul tavolo sono cinque.

1) Berlusconi chiedera’ alla minoranza di votare quello che decide la maggioranza e di pagare pegno lavando i cessi pubblici ai meeting leghisti di Pontida;

2) Fini tornera’ all’ovile, chiedendo un posto a Sandro Bondi tra le pecore del partito; Bondi belera’ al suo Capo in cerca di autorizzazione a procedere, che potrebbe anche non arrivare;

3) Siccome Berlusconi dichiaro’ di voler curare il cancro, sottoporra’ a chemioterapia di gruppo l’intera direzione e fornira’ a tutti i suoi parrucchini per nasconderne gli effetti collaterali;

4) Berlusconi cedera’ al Bocchino, come ha gia’ fatto più volte in passato;

5) La direzione sara’ criptata, perche’ intercettazione criminale in base alla nuova legge che la punisce con il carcere; il TG1, al suo posto, trasmettera’ un servizio sull’indecorosa crescita di erbacce sulle panchine dell’asilo dove la Trota Bossi jr fu bocciato più volte fino alla tenera eta’ di 16 anni.

Nell’attendere questo scontro fra titani, io mi ritiro a lavorare. Anche se c’ho dentro una minoranza che mi spinge a non fare un cazzo. Vedremo chi vince.

1-2-3 Prova

Veronica Lario all’indomani del divorzio col marito disse: “Vi preoccupate tanto di mio marito, ma dovreste pensare a quello che verra’ dopo di lui”. Profetica: in questi giorni, stiamo assistendo alle prove del post-berlusconismo dopo delle elezioni che hanno visto il PDL in caduta libera al 26%.

La Lega ormai impersonificati i panni della DC e’ divenuta campione di lottizzazioni sfrenate (regioni, banche, ospedali…); Fini reclama un posto d’onore per la sua minoranza, denunciando l’assenza di democrazia nel partito; e dal canto suo, Berlusconi “abbozza” senza risultare convincente più a nessuno. Tant’e’ che vuole assicurarsi il Colle per ritirarsi da queste beghe da Montecitorio.

Il PDL e’ ormai il Pollaio delle Liberta’, dove ogni pollo si sente “più uguale dell’altro” (Orwell docet). E quando Fini – che ora fa il gallo – tornera’ all’ovile, non ci saranno storie: le prove del caos sono ormai iniziate e sara’ difficile tornare alla normalita’. Semmai ce ne sia stata una una nel Pdl.

Auguri.

Cerbero

E’ straordinario come il Premier Donna riesca a fare sia da maggioranza che da opposizione. La sua versatilita’ sfida i migliori attori porno gay internazionali. Un giorno lo prende, un giorno lo da – e tutto con il sempiterno sorriso simil-californiano.

L’ultimo esempio e’ lampante. Ieri in conferenza stampa ha detto: “Gomorra fa promozione alla mafia”. Si da il caso che Saviano sia pubblicato da Mondadori, di proprieta’ dello stesso premier, che attraverso il suo direttore generale, ha detto: “Dovere dare voce a tutti gli autori”. Berlusconi contro Berlusconi, in una lotta senza fine tra riflessi allo specchio.

Cosi’ facendo, chi ha bisogno dell’opposizione? Questa e’ la risposta a chi lo accusa di non voler ridurre i parlamentari: lui vorrebbere ridurli ad uno, se stesso. Sai che risparmio?

La Nube

Ieri una forte eruzione vulcanica ha generato un’enorme nube che ha oscurato i cieli. Il traffico aereo e’ stato bloccato. I cittadini in allerta, per l’eventuale tossicita’ del fumo. E’ l’eruzione più violenta da quando il governo Berlusconi si e’ insediato al potere.

A scatenarla e’ stato il presidente della Camera, Fini: “Troppe divergenze, siamo pronti per gruppi autonomi in Parlamento”. La risposta del Premier: “Se lo fai, ti dimetti”. Dai crateri laterali, rincarano la dose Bocchino (finiano doc) e Schifani (schiavetto berlusconiano doc). La nube sulfurea ha oscurato persino la lotta sul potere delle banche iniziata dal sulfureo Bossi. Per ora, almeno.

La nube ha gia’ un nome: PDL Italia. Sosterrebbe comunque il governo, a patto che rispetti tutti i punti del programma (andando anche contro la Lega). Altrimenti, “che si torni al voto”, afferma Schifani, che pero’ lo dichiara ogni volta abbia un microfono davanti. Incontinenza verbale acuta. Bersani con elmetto e mascherina dal suo bunker nascosto (nascostissimo, invisibile) dichiara: “hanno più problemi di quanto sembri”. La politica come la gara a chi abbia più malattie tra vecchie. La nuova frontiera del PD: dopo il Terzo stato, la Terza eta’.

Ormai, gli aeroporti di Fiumicino e Malpensa sono chiusi. I leghisti sono bloccati in Padania, mentre a Roma si consuma l’eruzione. Ma sono ben felici di godersi lo spettacolo da lontano: come fa ogni buon regista.

Aperta la caccia!

Ieri il governo ha dato il via alla deregulation sulla caccia. Ogni regione avra’ una parziale autonomia sui calendari, che potranno essere anche allungati o posticipati rispetto al periodo definito da Roma.

E nello stesso giorno, si e’ aperta un’altra caccia: ai gay. Non sono bastate le parole dei neofascisti cardinale Bertone&Co (vedi post precedente), ora ci si mette anche la Corte Costituzionale. “Inammissibili” e “infondati” i ricorsi delle coppie omosessuali che si sono viste respinte le domande di matrimonio dai loro comuni.

D’ora in avanti, ogni regione potra’ allungare o restringere i diritti ai gay, definendo un rigido calendario in cui i suddetti soggetti potranno essere liberamente fucilati dai passanti. Come in ogni teocrazia occidentale che si rispetti.

Mi sono perso una puntata: ma la Corte non deve stabilire cosa sia costituzionale e cosa no? E come chiamare degli atti pubblici che violano il principio di uguaglianza tra i cittadini? Un simpatico calcio nel culo ai diritti, ecco il nome tecnico – ed ora, anche un doppio calcio nei coglioni da parte della Corte.

Eh si, c’e’ chi caccia con i fucili, chi con dichiarazioni naziste e chi con mancati provvedimenti anti-discriminatori. Il risultato e’ lo stesso: la morte. Di animali, della dignita’ umana, della costituzione. Verra’ il tempo in cui rimarrano soli, e non gli restera’ che scannarsi tra loro.

Chiamatemi: almeno mi godro’ lo spettacolo. Con un fucile in mano.

Chiesa Nord

La Chiesa cattolica è solo una succursale appenninica della Lega Nord.

Stamane, leggendo delle nuove disposizioni in merito di pedofilia nel Vaticano, mi ero per un secondo meravigliato. Condanna immediata alle autorita’ civili, laicizzazione automatica del colpevole senza processi e potere d’investigazione dei vescovi. Un vero colpo di spugna; ma mi sbagliavo. Commentando la notizia, Bertone ha detto: “La pedofilia non va collegata al celibato, ma semmai all’omosessualita’“. E questa dichiarazione va a braccetto con quella, poi vigliaccamente smentita, da mons. Babini:  ” E’  tutta una campagna mediatica degli ebrei e degli omosessuali”.

Questa Chiesa mi fa schifo, lo dico senza mezzi termini.

E’ una Chiesa che odia la gente, perche’ e’ solo un potentato mafioso, un ricettacolo di voti di scambio con la politica italiana, un crogiolo di razzisti reazionari, omofobi repressi e aristocratici finto-populisti. Mi fa ancora più schifo, perche’ oscura l’ottimo lavoro che la chiesa (con la c minuscola) fa sul territorio, con la gente, con i poveri. La vera chiesa.

Rimane un solo punto che impedisce la piena fusione tra il Vaticano e la Lega: l’immigrazione. Ma la sintesi si potrebbe trovare in un batter d’occhio: che dire dei moltissimi immigrati (soprattutto, sudamericani) fuggiti dai loro paesi, perchè perseguitati per l’orientamento sessuale? In quel caso, ‘fanculo l’integrazione: che muoiano nei loro paesi. No, caro Joseph?

Simon Koniansky – la recensione

E poi ci chiedono perchè noi ebrei siamo ironici.

Questa pellicola belga sulla sgangherata famiglia di Simon Koniansky, 40enne senza nè parte nè arte, è un piccola ‘Jewpedia’ di gag e satira tutta yiddish, quel misto di ebraismo e cultura mittelleuropea che pervade anche la letteratura americana moderna tramite i grandi Roth, Auslander&co.

L’originalità del film, in ogni caso, sta nella miscellanea: sottolineare alcune scene con musiche circensi, mescolare dialoghi faceti alle immagini dei lager polacchi ed infine, l’ossessione sessuale temperata dalla tenerezza e la goffaggine del protagonista. Tutto ciò rende questo film un piccolo gioiello della cultura audiovisiva europea.

Lasciatemi aggiungere una nota personale: che goduria vedere il film in compagnia delle ottagenuarie ed ebreissime Sara, Rachele e Marta che ironizzavano su ogni scena con la erre moscia (” quell’attoVe è uguale al mio Vagazzo!!”)! Rassicurante e tenero sapere che, mentre i turisti fuori si accalcavano attorno a dei monumenti morti, io potevo godermi quelli viventi accanto a me.

Sono momenti e film come questi che mi fanno ringraziare di vivere in questo infernale pezzo di paradiso che è Roma.

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