“Il Mago della Truffa” e “Mine Vaganti” – due film, un solo stereotipo

Se non fosse una storia vera diresti che e’ tutta una boiata. Eppure, “Il Mago della truffa” con Jim Carey e’ tratto da un caso di cronaca degli anni Novanta. Un uomo socialmente ineccepibile (etero, moglie biondissima, lavoro rispettabile e tanti canti in Chiesa)  decide di dare una svolta alla sua vita dopo un incidente stradale: ammette la sua omosessualita’, inizia a truffare per avere sempre più soldi con i quali viziare i propri compagni, e finisce in carcere innunerevoli volte. Magistrali le interpretazioni di Carey e Ewan McGregor, e una fotografia davvero spettacolare.

Sempre sul tema omo, anche il film “Mine Vaganti” di Ozptek. Storia del coming out di due fratelli che distrugge l’armonia di una famiglia tradizionale pugliese. Una commedia decisamente brillante quando e’ commedia; ma un polpettone quantomai deprimente, quando sembra darci lezioni di vita.

In ogni caso, entrambi i film hanno in comune un tratto: sono una raccolta di stereotipi gay triti e stratriti. Una puntata di Uomini&Donne contiene meno banalità. Nel film con Carey, i temi sono la ricchezza, la moda, le passeggiate con il chihuahua, i vestiti attillati, l’ossessione per il sesso; in quello di Ozpetek, il sud arretrato ed i gay effeminati che ballano musiche di dive gay.

Se è vero che la discriminazione nasce prima di tutto dalla disinformazione, questi due film non fanno che alimentare quest’ultima accrescendo la prima. A chi volesse davvero conoscere gli omosessuali do un consiglio spassionato: evitate il cinema e guardatevi attorno: ne conoscete già molti a vostra insaputa.

Abituatevi a vedere i piccoli gay o neri, o rumeni, o zingari che si annidano in tutti noi. E non credete a chi vuole vendervi un mondo in bianco e nero: perchè è nelle sfumature il senso della vita.

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9 Risposte

  1. molto molto d’accordo, sei sempre the best! Ciao Anna

  2. grazie annina 😀 lo sai che mi manchi? 😦

  3. Scusa “Sarco”, ti ammiro tanto (veramente), leggo spesso il tuo blog, lo ritengo appassionato e intelligente, ma questa volta non sono daccordo sul commento che hai fatto al riguardo dei due films…
    Ok gli stereotipi usati sono triti e ritriti, ma sul serio pensi che non è l’immagine giusta?!?!… scusa la provocante cattiveria della domanda seguente: MA LI HAI FREQUENTATI I GAY???…
    Non so, anch’io in molte di quelle scene non mi ritrovo affatto… ma per quanto mi sia infilato negli ambienti più disparati, cultura e arte contro cruising e discopub (ma poi chi lo dice che non ci sia cultura nei discopub?), sperando di conoscere diverse personalità della razza alla quale appartengo, mi sono ritrovato le stesse “pazze” che cantano a gambe strette davanti agli specchi, invasate dalla moda, ossessionate dal lusso (che non possono permettersi ma che ostentano fino alla morte…), malate di sesso… personaggi degni di premi alla cultura che la notte vagano con le calze a rete sotto i pantaloni… gente lasciata legata negli armadi con la maschera antigas!!!… (per citarne solo alcuni… ) e poi atteggiamenti sfrontati e battutacce gratuite in luoghi e momenti inopportuni… isteria… pensieri razzisti (i gay a volte sono peggio delle SS)… e non parliamo poi di cose più semplici… continue cene stile matrimonio in veranda o in terrazza, aperitivi in locali esclusivi, collezioni di dischi da far paura alla Sony, cinefilia cronica… ogniuno ammazza la solitudine come crede meglio… come dargli colpa?… ma va bene così!! (credo)…
    E’ vero… è vero… stravero… i gay non sono solo questo (per fortuna) l’abbiamo detto e ridetto, ma purtroppo l’interesse della gente si ferma sempre al travestito che ammicca e luccica e non si accorge dell’impiegato un po griggetto che vive la sua vita gay “regolare”…
    forse perchè non è interessante?…
    Che sto parlando per stereotipi anch’io?!
    Come ho già detto certi riti gay non mi appartengono, ma, a volte, mi riconosco in alcuni dei personaggi di questi films… non li trovo discriminanti e così lontani dalla realtà… anzi!


    P.s. ho cercato il tuo libro “Volevo fare la velina” ma praticamente è come se non esistesse… non sono riuscito a trovarlo…
    Puoi darmi delle indicazioni su come averne una copia?

    • Ciao Carlo,
      prima di tutto, ti ringrazio x leggere spesso il mio blog. Ma veniamo subito al merito.

      Ozpetek non lo allegerisco per un solo motivo: ammicca in maniera mostruosamente democristiana a ciò che la gente vuole vedere e sentire. Se ne compiace, addirittura. E’ vero: i gay sono anche “locas”, oppure “insospettabili” di vario tipo, ma scegliere di rappresentare SEMPRE e SOLO loro è decisamente fuorviante. Anche perchè la maggior parte delle persone ha contatti con l’omosessualità solo indiretti, proprio attraverso film come quelli di Ozpetek. Un regista ha un ruolo sociale, quello di stigmatizzare gli stereotipi e non ti cristallizzarli nella celluloide. Ma forse sono troppo idealista.

      ps il libro lo puoi comprare solo su ilmiolibro.it 😉 non l’ho mai mandato ad un editore “vero”.

  4. Grazie a me?!… grazie a te che mantieni un blog come questo…
    … no, non sei “tanto” idealista… solo un pochino… 😉
    Forse hai ragione, alla fine sembriamo tutti dei superficialoni un pò svampiti e persi (attento però Sarco… perchè alcuni lo sono sul serio!)… ma allora che dire dei servizi dei telegiornali, dove se si parla di omosessualità puntualmente si usano immagini di travestiti… o delle serie televisive, più o meno riuscite, dove se c’è un gay è sicuramente più femmina di mia sorella!!… e non parlo di quelle prodotte nel 70, ma nel 2009…
    Magari Ozpetek qualche sforzo lo fa, cerca di raccontare qualcosa di un pò diverso…
    Io la sufficenza piena la darei… quanto meno per lo sforzo di realizzare e far passare certi films in Italia!… almeno il 6 politico!!… altrimenti mi sa che non vedremmo neanche questi!…

    grazie per le info sul tuo libro… ecco perchè non lo trovavo… provvedo all’acquisto!

    • Sai a chi va data la sufficienza piena? A tutte le persone che fanno coming out con gli amici e a lavoro ogni giorno. sono quelle le uniche da premiare.

      i registi sono solo raccoglitori di denaro. non li osannerei mai. 😉

      un abbraccio

  5. Scusa il ritardo…
    … abbi pazienza Sarco mio!… ma è proprio per quelle persone che hanno il coraggio di fare coming out che bisogna “pubblicizzare” certi films giusti o sbagliati che siano…
    vabbè è evidente che non siamo della stessa idea…
    … Stefano, gay, pugliese (guarda il caso…), studi da farmacista, famiglia di farmacisti più che benestanti (riguarda il caso…), letteralmente cacciato di casa perchè: la famiglia non avrebbe potuto sostenere il pubblico ludibrio alla quale sarebbe stata sottoposta!!! (parole della madre!!!… neanche del padre…)…
    adesso sta a Roma e fa il gay-farmacista… :)…
    ne ho altri 12 di questi esempi, banali, forse, ma veri… (le mie amicizie vengono dal club dei gay cacciati di casa…)…
    vaglielo a dire a loro che certi films non rispecchiano la realtà!…

    per quanto mi riguarda il nostro amico Ferzan, raccolga anche i soldi, ma continui a fare films…

  6. Carlo, abbiamo esempi totalmente diversi di gay. Io queste storie le sento solo in IRan 😉

    ciao bello

  7. lo so sembra impossibile… che tristezza…
    credimi putroppo ancora oggi non c’è bisogno di arrivare fin li per sentire ‘ste storie…
    Saluti…

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