Aperta la caccia!

Ieri il governo ha dato il via alla deregulation sulla caccia. Ogni regione avra’ una parziale autonomia sui calendari, che potranno essere anche allungati o posticipati rispetto al periodo definito da Roma.

E nello stesso giorno, si e’ aperta un’altra caccia: ai gay. Non sono bastate le parole dei neofascisti cardinale Bertone&Co (vedi post precedente), ora ci si mette anche la Corte Costituzionale. “Inammissibili” e “infondati” i ricorsi delle coppie omosessuali che si sono viste respinte le domande di matrimonio dai loro comuni.

D’ora in avanti, ogni regione potra’ allungare o restringere i diritti ai gay, definendo un rigido calendario in cui i suddetti soggetti potranno essere liberamente fucilati dai passanti. Come in ogni teocrazia occidentale che si rispetti.

Mi sono perso una puntata: ma la Corte non deve stabilire cosa sia costituzionale e cosa no? E come chiamare degli atti pubblici che violano il principio di uguaglianza tra i cittadini? Un simpatico calcio nel culo ai diritti, ecco il nome tecnico – ed ora, anche un doppio calcio nei coglioni da parte della Corte.

Eh si, c’e’ chi caccia con i fucili, chi con dichiarazioni naziste e chi con mancati provvedimenti anti-discriminatori. Il risultato e’ lo stesso: la morte. Di animali, della dignita’ umana, della costituzione. Verra’ il tempo in cui rimarrano soli, e non gli restera’ che scannarsi tra loro.

Chiamatemi: almeno mi godro’ lo spettacolo. Con un fucile in mano.

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4 Risposte

  1. Mi spiace, ma stavolta devo dissentire da te. E te lo dice un gay, non un eterosessuale. Io sono d’accordo, in parte, con quanto ha pronunciato la Corte Costituzionale: la legiferazione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso (ammesso che sia giusta) NON è loro competenza, bensì del legislatore. Un tema così complesso e astruso non può trovare “accoglimento” e generare un “diritto” attraverso la via del ricorso; un tale riconoscimento DOVREBBE vedere la luce partendo dalla volontà popolare che trova, poi, forma e sostanza attraverso una discussione parlamentare. È alquanto ovvia che la cosa verrà insabbiata (dopo che il Governo si autopubblicizzerà agli occhi degli italiani e per il piacere della Chiesa dicendo di “difendere la famiglia, quella vera”, ovviamente), ma non credo nemmeno che sia il caso di usare questi “stratagemmi”, per quanto leciti, per arrivare ad un risultato così forte.

    M. Cohen

  2. Max, sono d’accordo con te. Ma devo risponderti.
    La corte aveva diversi modi per rispondere ai ricorsi, il fatto di aver ricusato il tutto come “inammissibile” è neofascista e discriminatorio.

    Tutti i costituzionalisti, a partire da Zagebrelski, erano concordi che la corte avrebbe dovuto esprimersi a favore dell’incostituzionalità del rifiuto di quei comuni, rimandando ovviamente al legislatore di coprire questo vuoto giudiziario.

    alla corte si chiedeva di esprimere dissenso, ed esortazione alle camere, non certo di legiferare.

    E’ la prassi. Non sono stratagemmi, ma semplice disciplina giuridica.

  3. Scusami, allora, non avevo capito bene. Sì, sono d’accordo con te: il matrimonio (civile) dovrebbe essere costituzionalmente garantito per tutti. La Corte avrebbe dovuto fare quell’appunto, senza dubbio.
    Pardon, ma ultimamente sono parecchio rincoglionito 🙂

    M. Cohen

  4. E di che Max 🙂 stay tuned! 😉

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