La maledizione di Toni e la sinistra italiana

Più m’interesso di calcio, e più scopro spaventose analogie con la politica italiana. L’ultima e’ quasi sorprendente: la maledizione di Toni; l’attaccante della Roma, pare non riesca a segnare alcun goal se gioca insieme al suo capitano, Totti. E chi e’ il Totti della sinistra italiana? Il sempiterno e sempiverde Massimo D’Alema. E chi sono i Toni? Fassino, Boccia e Bersani, tre leader dalemiani, tre perdenti senza tregua.

Ma se D’Alema e’ la signora Fletcher della sinistra (dove arriva lui, ci scappa sempre il morto), perche’ continua ad avere tanto potere? La risposta e’ semplice: mancanza di palle degli esponenti politici. E pure quando ne esce qualcuno con tanti attributi (Cofferati), D’Alema mostra un’altra faccia: diventa un’idrovora succhiapalle che risucchia “la faccia nuova” nel vortice delle nomine più assurde, lo circuisce con promesse di gloria per poi darlo in pasto ai pesci dell’oblio e della quinta scenica.

Di D’Alema non ci libereremo mai per un motivo semplice: e’ l’unico vero politico italiano. Nel contesto attuale, lui “vince facile” e non ci sono persone in grado di schiacciarlo davvero. Fa eccezione un outsider outsiderissimo, Nichi Vendola. Il suo slogan delle passate elezioni era “La sinistra che vince”, e non ha deluso le aspettative.

Vedremo nel 2013, quando si presentera’ come aspirante premier. Intanto, e’ sulla buona strada: D’Alema lo disprezza con tutto se stesso. Speriamo arrivi a volerlo vedere morto – cosi’ vinciamo di sicuro.

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