La mia Storia

Stasera se n’e’ andata mia nonna. Per sempre. Mi ha cresciuto, perche’ mamma doveva lavorare. Mi faceva gli gnocchi, perche’ amava cucinarmi cose buone. Mi abbracciava, perche’ da piccolo desideravo sempre tante coccole.

Nonna odorava di sentieri impolverati di campagna, di pane fresco con il burro e le alici, di farina impastata. Nonna voleva vedermi sempre, ma io ero troppo lontano per accontentarla.

Nonna voleva vedermi sposato e non se ne fregava se con un uomo o con una donna. Nonna voleva vedermi felice. E mi chiedeva sempre se stessi risparmiando soldi, perche’ se non lo riesci a fare, “che fatic a ffa’?”.

Nonna e’ la madre di mia madre. E’ mia madre al quadrato. E a lei debbo tutto quello che mia madre e’, e quindi, quello che io stesso sono.

Nonna, sei speciale: te ne sei andata, ma perche’ ti continuo a sentire al telefono quando mi urlavi che mi volevi bene? Perche’ io sento ancora il tuo odore in casa?

Lo so io perche’: tu ci stai prendendo in giro tutti. Tu sei dietro l’angolo a mangiarti un bel dolce, magari una cassatina. Sei li’ a goderti lo spettacolo di noi tutti addolorati. Ti vedo sorridere con quegli occhialoni da bimba 80enne.

Non puoi essertene andata, perche’ tu sei forte, fiera, testarda come un mulo e sei la mia Storia. La mia memoria. La mia innocenza. La mia infanzia. Sei la parte più pura di me, più sincera, più vera.

Ma Nonna, se proprio devi andare, voglio che tu mi faccia una promessa: dai un abbraccio forte forte a nonno da parte mia? Gli puoi dire che mi manca tanto? E che lo sogno sempre?

E nonna, mi raccomando: se lo trovi con qualche altro angelo donna, non iniziare con le sceneggiate napoletane, ok? Lui ti ha sempre amata e rispettata, perche’ ha dato l’amore ai tuoi figli e ai tuoi nipoti.

Nonna, ora ti lascio andare. Raggiungi l’uomo della tua vita. Tanto io ora chiudo gli occhi, e ti vedo con me. La morte puo’ rubarti dalla tua casa, ma non dal mio cuore.

Ti amo e ti amero’ per sempre.
M.

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