CeSSimento

Sono tornato in Italia da un po’ di anni. Abbastanza da assuefarmi nuovamente all’aria pesante che si respira alle rive del Tevere. Ma c’e’ un aspetto a cui non mi abituero’ mai: il disastro morale, intellettuale, fisico e spirituale degli uomini della Capitale. Sempre se di uomini possiamo davvero parlare.

Inziamo dall’analisi quantitativa.
Da quando vivo a Roma, sono uscito con una quantita’ di ragazzi pari ad una cittadina media del Centro-Italia. Mi attesto sui 2000, credo. Il tasso di redemption sessuale (% di quelli con cui ho fatto sesso) e’ pari al 5%; il tasso di redemption amoroso (% di quelli con cui ho avuto un rapporto serio) si attesta allo 0,0005%, ovvero solo uno. Dati che sono nella media di altre metropoli straniere in cui ho vissuto. Il vero dato sconcertante e’ la % di Papabili, ovvero di quelli che di fatto cercavano una relazione stabile: ZERO PERCENTO. Nel resto del mondo e’ del 40%, più o meno.

La ragione del dilagare del Fattore P (puttaneggio) e’ unica: la triade CFF, Cattolicesimo, Fashion, Famiglia.

1) Cattolicesimo. Molti gay non si accettano per via del retaggio culturale, e dell’ipocrisia derivante da esso. Per cui, e’ ok farsi inculare selvaggiamente mentre ti fai chiamare troia, ma non sia mai provi dei sentimenti veri. Mica sei frocio!

2) Moda. Il mito fashion pervade ogni angolo della vita gay. I modelli delle passarelle sono veri modelli di vita. Nel vestire e nel corpo, ma anche nel modo di relazionarsi con gli altri: guarda quanto sono figo, ma non ti avvicinare in pubblico. IO SONO UN DIVO, cazzo! Salvo incontrarti in sauna o in un parco: li’ non ci vede nessuno e posso fare la puttana quanto ti pare.

3) Famiglia. I gay italiani non sono mai usciti dal loro Paese, e neanche dalla propria citta’. Vivono in un’adolescenza continua, senza prendersi davvero delle responsabilita’ sulla propria esistenza. Posso fare tutto quello che mi pare, tanto poi c’ho mammina che mi fa la lasagna e tutto si mette apposto. Se hai gia’ una famiglia alle spalle, come potrai mai volerne una tutta tua?

Personalmente, sono caduto nella trappola solo con il mito dei “modelli”. Nel senso che ho sempre cercato bei ragazzi palestrati e mai grassocci e gracilini. Ma per pure ragioni idrauliche (il mio pene non si gonfia che con quelle categorie umane, non ci posso fare niente). Ma MAI e poi MAI io ho fatto il divo con nessuno.

Faccio amicizia con chiunque – e quando qualcuno si avvicina in discoteca o al bar io ci parlo sempre, non importa l’aspetto fisico. La cordialita’ e’ un valore che pretendo dagli altri, e quindi non mi sogno di negarlo a nessuno a mia volta.

Perche’, miei cari frocetti, non si tratta di essere boni o fantastici o stupendi. A volte, basta essere persone educate per essere accettati dal mondo. Provare per credere.

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