Al pettine

E i nodi vennero al pettine. Messi sotto pressione dalla semi-crisi di governo, i fragilissimi equilibri politici italiani svelano il volto di sempre: l’inciucite acuta. Cos’altro pensare dei flirting Bersani-Lega e di quello Fini-Rutelli?

Iniziamo dal primo. Il leader PD: “Meglio un governo Tremonti che le elezioni“. Ovvero, meglio il politico che usa la manovra come mitraglia contro gli elettori del PD piuttosto che andare al governo per difenderli quegli elettori? Una scelta intelligente quanto un abbriaco che rutti in faccia ad un vigile. E poi, il PD si chiede pure il perche’ non si intercetti il malumore dei cittadini, come accade alle opposizioni di tutto il mondo. La risposta mi pare palese: NON SIETE OPPOSIZIONE.

Passiamo al secondo; Rutelli lo chiama “Patto di Consultazione“. Nel 1993, quando i due erano avversari per la carica di sindaco di Roma, i toni della consultazione erano: “sei l’ultimo fascista!” oppure “sei l’uomo sandwich del PDS”. Un ex radicale/ex democristiano/ex democratico con un ex missino/ex berlusconiano. In due, totalizzano più ex di una consumata puttana di alto bordo.

I nodi vengono al pettine, si diceva. E a terra si sta accumulando tanta di quella forfora da attirare Nadia Rinaldi a sniffarla. Manco uno shampoo desquamante fa più al caso nostro: toccherebbe rasare tutto a zero.

Incrociamo le forbici.

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