Carlucci, quattro stracci?

L’onorevole Gabriella Carlucci ha rilasciato un’intervista molto interessante. Vediamone i due punti principali ed eventuali miei commenti, di alcun conto.

1)Il mio stipendio è il minimo; perché tutte le spese che ho le sostengo con i miei soldi. Spese che giustamente servono a mantenere il rapporto con l’elettorato”

Onorevole Carlucci, secondo il sito open parlamento, lei occupa così il suo tempo parlamentare: 92,28% in Parlamento (cosa che le fa onore), 7,58% è assente ingiustificata e 0,13% in “missione”. Ne dobbiamo presuppore che i rapporti con l’elettorato li mantiene via email ed al telefono, a meno che non sia dotata del dono dell’ubiquità come Padre Pio (essendo lei eletta in Puglia, forse il santo le concederà dei favori..). Mi si potrà obiettare che il dato registra solo il momento delle votazioni parlamentari, che non avvengono ogni giorno. Eppure, altri suoi esimi colleghi della Puglia registrano presenze in missione molto ma molto più elevate: Mantovano (88%), Fitto (81%) oppure Vitali (35%). Loro non si sono mai lamentati del proprio compenso: si rivolga a loro per una consulenza, oppure a Tremonti che con i tagli ci sa fare benissimo.

2) “Un operaio quando va a casa ha lasciato i suoi problemi nel suo ufficetto. Io quando vado a casa ho ancora i miei problemi di lavoro”.

Alcuni chiarimenti, Onorevole. Un operaio non lavora in ufficio (perchè usa il dispreggiativo? Forse gli uffici le fanno ribrezzo?), ma in fabbrica. Inoltre, quando torna a casa, non penserà ai problemi dell’ufficio (cosa anch’essa confutabile), ma a quelli di casa si. Le devo ricordare che l’Italia è il paese che meno restituisce ai contribuenti rispetto a quanto essi danno allo Stato? Che siamo il paese con il minor potere d’acquisto in Europa? Che la sua Puglia è tra le regioni più povere d’Italia (anche se in crescita)? Non voglio essere il solito disfattista ed anti-italiano, però le sue affermazioni non mi sembrano esattamente quelle di un parlamentare che ha grandi “rapporti con l’elettorato”. Poi dipende sempre da che tipo di rapporti stiamo parlando: pare proprio che ce li abbia tutti nel suo ufficietto.

In conclusione, Onorevole, l’accusa di Casta la incastra.

C’è puzza di snobbismo e aristocrazia borghese nelle sue parole. Più che Popolo della Libertà, lei mi sembra libera dal popolo. Va benissimo: ognuno faccia i conti con la propria coscienza. Però almeno abbia rispetto per i suoi elettori ed il loro umile ufficietto.

“Il mio stipendio è minimo”. Onorevole, forse si confonde con il suo quoziente intellettivo.

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