Berlusconi, il Rosso

Berlusconi ha rinunciato al processo breve, ma nella penombra sta lavorando al processo lungo. Breve, lungo, che importa? La giustizia è come il cazzo: le dimensioni non contano.

Ma perchè ha rinunciato? Semplice: nel PDL c’è una guerra fredda, dove nessuno vuole buttare la bomba atomica per scatenare la crisi di governo. I finiani continuano a ripetere pedissequamente di essere nella maggioranza e di votare la fiducia a Berlusconi sui punti del programma. Peccato che il processo breve non fosse compreso tra questi. Inoltre, Fini non è mica fesso: non formerà mai un nuovo partito, perchè  si addosserebbe tutte le colpe della crisi. E così, Berlusconi non può andare da Napolitano a chiedere lo scioglimento delle Camere. Cosa che peraltro lui stesso teme, perchè il Presidente potrebbe trovare un’altra maggioranza.

Con l’annullamento del processo breve, però, la palla ripassa ai finiani. Vedremo come si muoveranno in Parlamento.

Resta il fatto che il povero B è incazzato come un leone in gabbia. Vorrebbe andare al voto per liberarsi dei suoi nemici interni, ma non può farlo. Gli rimangono davanti due anni e mezzo di legislatura a slalom. Dovrà contrattare con i finiani su ogni singolo provvedimento.

L’autocratico capo d’azienda che si ritrova a dirigere una Coop. Non poteva fare fine peggiore.

E questa è già una grande soddisfazione, se permettete.

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