Il Documento

Più che un Documento, trattasi di Testamento. Parliamo di Veltroni e dei sui 75 deputati. Parliamo dell’ultimo sussulto calligrafico dell’ex sindaco romano: la summa del bifrontismo pidduino, o pidduista. Un insieme di contraddizioni e autogol mai visto prima. Vediamone i punti salienti.

1) L’introduzione è dedicata alla parabola berlusconiana. Che secondo Uolter sarebbe finita. Lo disse anche nel 2008: le sue doti divinatorie non furono all’altezza di quelle narratorie. Ne conclude: “Chi ha fallito non può pretendere di determinare il corso degli eventi”. Siamo d’accordo: allora perchè lui continua a parlare?

2) “Una ragione di preoccupazione è la caduta verticale della produttività”. Nonostante il famoso “pacchetto Treu” che grazie al governo di centrosinistra introdusse la precarietà del lavoro in Italia. Se questa non è una zappa sui piedi;

3) “l’Italia ha bisogno urgente e drammatico di una stagione di riforme, coraggiose e profonde”. Vero, e perchè quando eri al governo non hai spinto per una legge contro il conflitto d’interessi?

4) “Il Pd deve agire su se stesso, riprendendo la via dell’innovazione”. Di nuovo, se di innovazione si parla, perchè lui scrive ancora?

5) “La situazione che si va delineando rende  necessario un PD più forte”. Pensava a questo quando ha chiesto la conta delle firma sul suo documento, di fatto creando una corrente? O meglio, un rivolo.

Perchè questo è solo l’ultimo rigurgito veltroniano. Già qualche settimana fa se ne uscì con una fantomatica “lettera al Paese” che già criticammo sulle pagine di questo blog. Il documento ne è la naturale conseguenza: se non ti ascoltano con un fondo di giornale, meglio scrivere un intero romanzo da diramare a carte unificate.

Ma anche questa pare non abbia avuto molto eco, tanto che a Orvieto, dove ha parlato al suo popolo, è stato molto meno applaudito del grigio burocrate Arturo Heather Parisi. Il prossimo step sarà spogliarsi al Circo Massimo, pur di guadagnarsi una prima pagina qualsiasi. Passi anche Novella 2000, oppure Chi. Che per il caso aggiungerà il punto interrogativo al suo nome.

E lontani sono i tempi quando Veltroni dichiarava di volersi ritirare in Africa. Pare che da quelle parti si siano risentiti tanto da aver organizzato un attentato al Papa in visita  a Londra. L’avevano preso proprio per lui .

Non faremo della facile ironia, ma una domanda avanza prepotente: non è che Uolter, nostalgico d’Africa, cerca di farci neri tutti con le sue letterine a Babbo natale? Non lo sappiamo, ma per ora ci fa tanto girare le balle.

Tanto ormai al Parlamento, ci sono due poli: la destra, ovvero una dittatura che passa il tempo nei bordelli, e la sinistra, ovvero un bordello che passa il tempo nella dittatura.

Poi ci tacciano di essere anti-politica: noi siamo anti-politici, questi politici!

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