Napule e’

A Napoli tutto e’ dissimulato. Si gesticola per distogliere l’attenzione dalle parole, le donne si truccano tanto ed i maschi sono tanto marroni per via delle lampade per non mostrarsi reali. Alla fine, hai la sensazione di camminare in uno splendido teatro umano. Splendido, perche’ niente e’ vero, e’ tutta scenografia. La munnezza riemerge sempre, alla fine.

E allora, i napoletani invocano il San Gennaro di turno per “fare o’ miracolo”, per poi ritrovarsi punto e a capo dopo pochi mesi. Ma a Napoli non interessa la realta’. Napoli e’ la nuora che mette la polvere sotto il tappeto quando le fa visita la suocera. E cosi’ vanno avanti tra pulizie di primavera mai fatte, e cambi di stagione che sono più scambi d’identita’.

Napoli e’ magica. Ma di una magia angosciante, triste, decadente. Un pagliaccio triste che ogni giorno ammazza i suoi abitanti con diossine e polveri sottili, con il sorriso stampato in faccia. Diciotto anni della mia vita qui’ mi hanno insegnato più di ogni altra scuola. Devo molto a questa citta’. Eppure, non ci tornerei mai a vivere. Fa male, troppo male veder morire agonizzante un proprio caro. Di una morte lenta, ma inesorabile.

Napoli e’ malata di napoletanita’, e fino a quando non ne troveranno la cura, la citta’ e’ destinata a soccombere a se stessa. Ogni giorno, sempre più.

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: