Ridi, che ti passa…la voglia

Non importa la grandezza, ma come la si usa. E’ il caso dell’attuale governo Berlusconi. Uscito dalle elezioni con una maggioranza bulgara (di seggi, e non di voti), inedita per la storia italiana, dopo pochi mesi si sfalda per scandali vari ed eventuali.

Ci raccontavano che il premio di maggioranza avrebbe garantito la stabilita’, ed invece ha sortito l’effetto opposto. Ora si parla di andare al voto, ma solo dopo aver approvato la finanziaria. Fa riflettere questo atteggiamento del “prima il dovere e poi il piacere”.

La politica ordinaria, di amministrazione giorno per giorno, e’ questo per loro: puro diletto, trastullo intellettuale ed egocentrico, un passatempo ben retribuito. Rispettiamo le scadenze imposte dalla Costituzione (che barba!) e poi torniamo a divertirci sulle spalle del popolo italiano.

Ieri Fini e Bersani erano da Fazio. Hanno parlato dei valori di destra e di sinistra. Ma non era chiaro chi parlasse dei primi e chi dei secondi. Entrambi sembravano molto soddisfatti di se stessi, compiaciuti, appagati, divertiti. Mi fa piacere per loro: ma almeno credessero in un solo punto che hanno elencato.

Amo la Politica, non sopporto i politici. Questo e’ il vero sentimento di chi venga accusato di essere antipolitico. Ecco la verita’ che fa male a tutti. E scusate se non mi diverto a dirlo.

Stacchiamo la spina

Leggo distratto i giornali. Sempre le stesse identiche cose di sette giorni fa. E’ sempre più vero: la politica italiana e’ come Beautiful. Puoi anche perderti un anno di puntate, e ti ritroverai sempre con Ridge, vittima di priapismo e diviso tra la puttana Brooke e la santa Taylor. Same shit, different day, dicono gli americani.

Non potremmo chiedere di meglio per un paese che detiene la maggior parte del patrimonio culturale mondiale, e lo lascia in gestione a James Bondi – l’agente con licenza di ucciderlo tutto. La stessa persona che si e’ affidata ad un ex manager di McDonald’s per sopraintendere i lavori del suo ministero. Grande successo: tra le termiti va a ruba l’Happy Pompei.

Intanto, i finiani gridano alla Terza Repubblica, e noi eravamo rimasti alla Prima. Con questi politici, hai sempre la sensazione di aver perso la lezione sull’equazioni di primo grado, mentre la prof ti spiega gia’ i limiti e l’analisi fattoriale. Ti manca sempre una puntata.

E nello sport, perdiamo anche con la Ferrari. Alonso sbaglia i pit stop e perde contro la squadra Red Bull. E l’ironia della metafora ritorna. L’Italia e’ da decenni che si ferma quando c’e da correre, la Ferrari si e’ finalmente adeguata al Paese.

Viviamo in una tremenda metafora d’inefficienza, deficienza e demenza. Sediamo su una miniera d’oro, e ci caghiamo sopra allegramente. Siamo creativi, ma in larga parte siamo cretini. Perche’ votiamo sempre gli stessi, perche’ non cambiamo canale, e ci sorbiamo tutti i consigli per gli acquisti.

Fino a che non staccheranno la spina della tv, ed allora saranno cazzi amari. Quelli veri.

PSDA, Popolo della Sale D’Attesa

Le sale d’attesa dei medici della mutua (nome desueto, ma tanto vintage chic, come Lambretta o Diritti dei lavoratori) sono lo specchio del Paese. E se ti ci trovi con la febbre a 40 l’esperienza assume toni mistici alla Castaneda. Vecchi sciamani del dolce far niente si scambiano opinioni e magie per perpetrare il loro status inerte. Sono gas nobili, altri di gas ne producono solo.

No, le sale d’attesa non sono posti per i radical chic, ne’ per gli champagne socialists. Qui’ la gente e’ vera, non si puo’ fotografarla in un servizio di Vanity Fair. A meno che Tena Lady non decida di diventarne inserzionista. E si, le sale d’attesa sono un paese per vecchi o presunti tali (come il sottoscritto).

L’argomento di oggi sono i “drogati che irrompono nella notte per rubare le medicine al dottore”. L’immagine di terribili umanoidi in crisi di astinenza da Aulin mi pervade la materia grigia. E’ agghiacciante, ma dove vivono questi zombie di giorno? Siedono sul cesso, guardando le repliche di uomini&donne su youtube e masturbandosi sulla erre moscia della DeFilippi.

Le categorie sociali di cui aver paura sono infinite per il PSDA, il popolo delle sale d’attesa. Ora parlano di “immigrati che rubano i posti ai nostri figli”. Difficile immaginare un ragazzino italiano strapparsi i capelli per raccogliere pomodori o lavari i cessi della stazione Termini. Eppure, pare che ci rubino proprio tutto, persino le puttane del premier non sono più italiane!

Ed infine, viene il turno dell’immancabile “meglio un figlio drogato che gay” e allora mi sorge un dubbio atroce. Sono in una sala d’attesa o al Parlamento?

Ruby RubaCuli

Che grande questa Ruby! E’ un genio del male. Per NON aver fatto sesso con il premier (così dice lei), si becca settemila euro. Dopo di che, diventa famosa e si guadagna pure un’intervista esclusiva da Santoro. Nel frattempo, fa andare in crisi un governo che non era traballato neanche con il caso Mills. Tutto in pochissimi giorni.

Dal Lodo Alfano al Godo d’Ano il passo è breve se c’è di mezzo il nostro Primo Ministro. E questa volta l’ha fatta davvero grossa. Abuso d’ufficio e menzogne alle autorità pur di liberare una minorenne marocchina. La legge Bossi-Fini è durissima contro gl’immigrati, ma anche B diventa molto duro con le immigrate.

“Sono un uomo generoso, aiuto chi è nel bisogno” – ha ammesso tra i rifiuti di Napoli. Ed infatti, porta sempre la carta igienica a Brunetta al bagno, perchè con i tagli di Tremonti non si trova manco più un rotolo al ministero. Brunetta ha cercato di digitalizzare anche i suoi bisogni, però è difficile scannerizzare le sue feci dimensione coniglietto. Che tenero.

Ma povero B! Manco una NON-scopata si può fare e tutti lo sgamano. Si è sfogato alla buona: “Meglio andare a donne, che gay”. Ed allora una domanda: visto che si trova andando, perchè non se ne va anche a fare in culo, signor Presidente? Chieda alla sua amica Ruby: le indicherà la rettaL via.

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