I tre step dell’innamoramento

Innamorarsi non e’ facile. A meno che non si e’ teenager, o psicolabili, o incapaci a rimanere soli manco quando si caga. Le statistiche sono davvero dure e avviso i lettori che non sara’ facile leggere questo post. Iniziamo.

Primo step (10% degli appuntamenti) – l’attrazione fisica, detta anche colpo di fulmine.

Si identifica facilmente. Quando vedete arrivare lui e vi viene duro (o se siete donne, sentite le farfalle nello stomaco – che altro non sono che maggior sangue che affluisce alla vagina). Vorreste sbatterlo subito al muro, senza neanche sentire la voce. In questa fase, non e’ previsto un reale contatto umano: basta quello olfattivo, tattile e visivo.

Secondo step (3% degli appuntamenti) – l’affinita’ mentale, detto anche “click”.

Lui/lei inizia a parlare e, nonostante tutto, l’attrazione permane agli stessi livelli del primo step. Questa fase e’ delicatissima, perche’ basta un sorriso sdentato, un alito pesante, una cosa detta male o una voce di merda, ed il primo step si vanifica totalmente. Per quello, chi vuole solo fare sesso tende a non parlarci manco con la sua “vittima”.

Terzo step (0,5% degli appuntamenti) – l’affinita’ sessuale.

E’ giunta l’ora. Vi piace fisicamente, vi piace quello che dice, come lo dice: manca solo andare a letto per fare il test drive. Qui la delusione puo’ essere elevatissima, per cui tenetevi pronti. Non basta baciarsi (li’ la bravura e’ molto più diffusa), bisogna proprio penetrarsi – in qualsiasi modo vogliate. Coccole e baci sono cose fantastiche, ma non indicano un bel niente. Voglio vedere se ci rimarreste con uno che bacia da dio ma che scopa come Carlo Azeglio Ciampi.

Come vedete, le statistiche sono impietose. Solo 1 su 200 superera’ tutti i test, e anche quando l’avra’ fatto, siamo sicuri che voi avrete superato i suoi? Innamorarsi e’ complicatissimo, ragazzi. E se abitate in una citta’ come Roma, dove non ci sono maschi ma “maschili”, non ci sono uomini ma “giovanili”, la situazione degenera al parossismo.

Nonostante cio’, buona fortuna a tutti e a tutte!

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Una Risposta

  1. Concordo in pieno con le statistiche…e soprattutto con la tua descrizione degli uomini…a Milano sono gli stessi… 😦

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