Beato chi s’o fa’ er sofa’!

Il 30% dei giovani e’ disoccupato. Il restante 70% non se la passa meglio. Tra stage, contratti a progetto, interinali e simili, sono occupati a non morire di fame con 600 euro al mese. A peggiorare la situazione, la guerra fra poveri che si instaura negli ambienti di lavoro per uno stupido aumento, o peggio, per viversi quei 15 minuti di “gloria” aziendale di fronte al proprio capo. Manco vincessero a Waterloo.

La conseguenza di tutto questo e’ un Paese incazzato, incattivito, impaurito, impoverito dentro e fuori. La guerra per la sopravvivenza ci rende tutti “lupi di uomini”, e dimentichiamo l’essenza dell’umanita’: la solidarieta’. Un uomo senza gli altri e’ morto prima ancora di saperlo: nessuno puo’ permettersi il lusso di disprezzare il prossimo. E non perche’ “si e’ buoni” o perche’ “si va in paradiso”, badate bene. Ma perche’ non conviene proprio a nessuno.

Se l’obiettivo e’ vivere, e non sopravvivere, allora nessuno puo’ risparmiarsi dal negoziare costantemente il proprio stare nel mondo. Sempre e comunque, senza eccezioni. Essere uomini non significa scannarsi, ma significa interpretarsi, leggere gli altri come dei libri, e studiarne a fondo motivi ed intenzioni. Non e’ semplice, ma e’ l’unico modo per andare avanti.

Perche’ non importa solo vincere, ma anche essere orgogliosi di come si vince.

Ps scusate per questo post “messianico”. Ma in questo periodo, ho bisogno di darmi consigli zen per evitare di squartare tutti e vendermi la loro pelle a Poltrone&Sofa’. Beato chi s’o fa’ er sofa’!

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: