Stimoli?!

Headhunter al telefono: “Dottore, e’ una posizione che la dara’ grandi stimoli”. Io: “Si,stupendo. Di stimoli ci campano i cardiopatici. Io preferisco i soldi”.

Dopo quest’ennesima chiamata da improbabili cacciatori di teste, che ormai mi sembrano più assistenti sociali, ho capito la mia visione del lavoro. Si riassume in una sola parola: stipendio. Anni fa, quando iniziai, mi ripromisi che la passione avrebbe guidato la mia vita professionale. Stronzate. La passione e’ una grande fregatura: tanto se ce l’hai, te l’ammazzano i colleghi.

Non sono pessimista, o materialista: si chiama RealPolitik. Chiunque vi dica di amare il proprio lavoro o e’ sotto effetto di anfetamine o non ha ancora ben capito di cosa si tratti davvero lavorare. Guerre tra poveri, inculate da ogni lato, orari improponibili anche in Thailandia, vita sociale azzerata, divertimento relegato al sabato sera, e tanto tanto pelo sullo stomaco. Se uno ama questo strazio, non e’ normale. Punto.

Basta. Col prossimo cacciatore di teste che mi parla di stimoli saro’ ancora più tranchant. “Senta, c’ho il vibratore per gli stimoli, mi parli dello stipendio piuttosto”. Uomo stimolato, mezzo salvato.

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