Cliche’ deambulanti

“Cambia tutto per non cambiare niente”. E’ la frase più famosa de Il Gattopardo, nonche’ il modo migliore per descrivere l’italia e gl’italiani.

Esistono persone deboli, senza una propria personalita’, che seguono modelli precostituiti da altri, non hanno le palle per esplorare sentieri vergini e mettersi in discussione. Seguono un ruolo, vivono la vita di altri senza rendersene conto. O forse si, il che e’ peggio.

La loro esistenza e’ come una pallina in discesa: non puo’ che scendere, spinta dalla forza di gravita’, arrendevole ed inerte rispetto al suo ineluttabile destino. Qui c’e’ la disputa semantica tra Occidente ed Oriente: il primo sostiene che queste persone sono “rassegnate”, il secondo che hanno “accettato” il loro fato.

Sono molto contento per gli Orientali se vivono la condizione di sudditanza con serenita’ ed abnegazione. Ma noi siamo Occidentali, i nostri valori sono fondati sull’assioma del “fare per progedire”, e non del “fare perche’ non c’e’ scelta”.

Ma allora, perche’ vedo solo persone ridotte a cliche’ deambulanti? Sono ombre delle ombre delle ombre. Gente che si sente importante solo perche’ ha ricevuto una carica, o che cambia atteggiamento solo per una promozione. Chiamarli “falsi” e’ riduttivo: sono nulla, sono quello che fanno. Deprimenti.

Io non ho mai amato la formalita’, e’ un cardigan stretto che mi da il prurito. Non ho mai accettato lo status quo solo perche’ “sempre cosi si e’ fatto”. E mai lo faro’, che sia chiaro. Cambiare, cambiare, cambiare sempre. Questo e’ il sale della vita.

Ma ahime’, le vicende umane spesso sono cosi ripetitive che mi annoio persino di annoiarmene. Ed allora, vi auguro una buona giornata, miei cari trafficanti. Non dimenticate mai di stupirvi di voi stessi, ogni sacrosanto giorno.

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