La Primavera Italiana

Il vento del Nord e’ cambiato. O forse, e’ un vento del Sud, dall’Africa, dal mondo arabo. I giovani, Internet, e il cambiamento hanno travolto anche il nostro Vecchio, che non potra’ più coprire i segni della disfatta col Cerone.

Il Ventennio fascio-catodico e’ terminato, anche se faranno di tutto pur di tenerlo in vita con idratazione forzata. Perde il Vecchio, ma perdono anche le sue stampelle, il PDL ed il PD. Sarebbe da miopi attestare la vittoria al centrosinistra, o anche all’anti-politica di Grillo.

Ieri hanno perso i politici (tutti), ed ha vinto la Politica con la P maiuscola, la Polis, le ragioni del bene comune, della civilta’, della grinta moderata, dell’apertura al mondo. E’ finita la rappresentazione grottesca di una nazione impaurita da zingari, gay e terroristi.

Una campagna elettorale iniziata con lo slogan “For da i ball” finisce con un popolo che le palle le ha cacciate fuori. La battaglia e’ vinta, ma la guerra non ancora. Concentriamoci sui referendum del 12 e 13 giugno. Nucleare, acqua, legalita’: non possiamo tirarci indietro.

E subito dopo, si indicano le primarie, che dovranno incoronare il portavoce del Movimento. I partiti siano al suo servizio. Mai più leader carismatici, mai più miracoli o leggi straordinarie.

Che questo vento gentile e non-violento spazzi via l’Inverno del Potere.

E’ l’ora della Primavera Italiana!

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Amici di Silvio

State aspettando l’autobus. Fa un caldo afoso, vi sentite i vestiti incollati addosso da sudore e inquinamento, siete una centralina radioattiva urbana. Vi girano le balle stile turbomotore a propulsione nucleare: vorreste solo stare a casa, in mutande, con cubetti di ghiaccio su tutto il corpo ed un cubano muscoloso (lui nudo!) che vi fa un massaggio.

L’ultima cosa che vorreste e’ che si avvicini un vecchio rompiballe che vi inizi a parlare dei suoi problemi personali, della sua vescica che gli tira brutti scherzi e di quella stronza della vicina che fa pisciare il gatto sul suo pianetterolo solo per fargli dispetto. Cosi deve essersi sentito Obama ieri al G8, quando e’ stato avvicinato da un vecchietto, truccato, stanco, incapace di parlare inglese, balbettante. Questo anzionotto gli ha parlato di dittatura di magistrati di sinistra, di Fini che non l’ha lasciato governare e di altre amenita’ italiote.

Cos’avra’ pensato il Presidente USA? Mi vuole invitare ad Arcore perche’ pensa che sono marocchino pure io? Oppure “Poveri Italiani, si devono subire un pagliaccio demente”? No, miei cari. Avra’ pensato: dementi questi italiani che lo continuano a votare. Da tempo abbiamo smesso di essere vittime: siamo tutti complici dello scempio berlusconiano.E’ ora di prenderne atto, ed agire di conseguenza. Alle urne, domenica prossima.

Buon voto.

Bocca di Roma

L’Italia e’ un puttanaio. Piena di puttane, maschi femmine, politici imprenditori, giovani vecchi, artisti intellettuali, operai manager. Tutte troie. Ma badate bene: esistono due tipi di puttane: quelle visibili e quelle invisibili. Le prime rappresentano lo 0,0001% della popolazione, ma sembrano le uniche a praticare sul territorio nazionale.

Una minoranza vistosa, che fa paura alla maggioranza. Che, infatti, passa il tempo a stigmatizzarle, disprezzarle, condannarle. Lo si fa, perche’ la loro semplice esistenza ricorda a tutti della propria misera condizione di prostituzione esistenziale. Facciamo tutti il loro stesso lavoro.

Non lo accettiamo, e’ naturale. Ci istruiamo, andiamo all’universita’, facciamo master prestigiosi per finire a fare pompini “platonici” ai nostri capi e datori di lavoro? Altro che Macroeconomia: sarebbe bastata Idraulica del fallo per godere (e’ il caso di dirlo) di una rendita di posizione. A pecora del sistema.

La dignita’, il rispetto dell’altro, il dono incondizionato, e tutto quanto ci renda umani spariti. L’unico valore e’ inculare gli altri prima che gli altri inculino noi. Senza capire che in questo trenino umano, c’e’ sempre qualcuno che ci sta gia’ inculando.

Ma forse piace un po’ a tutti.

Gira la ruota, compriamo una vocale!

Nella capitale del nord, la minoranza batte la maggioranza, che si sgretola per via partiti estremisti, e di correnti che la lacerano dall’interno. Il presidente del Consiglio viene esortato a non presentarsi ai comizi. Non e’ il Governo Prodi, ma quello Berlusconi. Nemesi storica tra le più ironiche, se non fosse tragica per il nostro Paese.

La sinistra ne approfitta, unita per la prima volta da anni. Dilagano con gli “spin” di Pisapia Il Moderato, e di De Magistris Il Nuovo Che Avanza. Conquistano il web con parodie su Youtube e pagine Facebook con decine di migliaia di fan. Coinvolgono, commuovono i giovani. Persino D’Alema sembra più simpatico (“Zingaropoli islamica a Milano? Per ora solo Arcore e’ piena di marocchine”). Cosa sta succedendo?

Il vento sta cambiando, ripetono i leader del PD e gli editorialisti simpatizzanti. Oggi un sondaggio Demos-Coop registra un dato impressionante: il ceto medio e’ minoranza (43%), superato da quello operaio (48%); la stessa percentuale delle amministrative di Milano con una Moratti bloccata al 41% e Pisapia al 48%. E’ davvero un caso?

In Spagna, i giovani occupano le maggiori piazze di Barcellona e Madrid da giorni. Il Partito socialista crolla al 27%, e vince il Partito Popolare con un misero 38%. L’astenzione è ai massimi storici, al 33%. Il premier Zapatero ha perso il tocco magico, e così anche il premier francese Sarkozy che registra un crollo nei sondaggi.

Ed intanto, i paesi arabi si fanno portatori di democrazia e libertà, tanto da spingere il presidente Obama a lanciare un nuovo Piano Marshall in quell’area del mondo. Ma non solo: gli USA appoggiano un cinese per sostituire DSK alla presidenza del FMI. Ormai, l’Europa è sempre più marginale.

Alleanze prima inimmaginabili si realizzano. Vecchi nemici diventano amici. Vecchi poteri scalzati da nuovi poteri, che vengono dal basso. Tutto ormai è possibile. E non mi resta che lasciarvi con una canzone storica, “Wind of Change” degli Scorpions. “Listen to the wind of change…..”

Tagliamogli lo stipendio!

Non spariamo cazzate, sottosegretario Giovanardi. La prego, ci eviti il voltastomaco delle sue dichiarazioni a La Repubblica di oggi. E mi lasci ricapitolare per i miei pochissimi lettori. Ieri in Commissione Giustizia si votava per una legge che istituisse un aggravante per reati di omofobia. Inutile dirlo: non e’ passata, nonostante fosse costruita in accordo da Paola Concia (PD) e lo stesso ministro Carfagna. Quest’ultima ha dichiarato di votare con l’opposizione alla Camera, perche’ si tratta di una proposta di “stampo europeo”. Persino la neofascista Alessandra Mussolini l’appoggiava.

Giovanardi ha esultato stamane dalle pagine de La Repubblica. “Temo che dal punire un reato fisico si finisca a quello di opinione, per cui si condanni penalmente chi si dica contro i matrimoni gay e per una famiglia fatta da uomo e donna”. Ed aggiunge: “E’ anticostituzionale, perche’ va contro l’uguaglianza dei cittadini. A quel punto, perche’ non punire anche chi va contro un eterosessuale?”.

Rispondere a questo essere immondo, a questo Gollum tecon e’ come sparare sulla Croce Rossa, ma devo farlo necessariamente.

1) “E’ anti-costituzionale”.
Non mi pare che la Costituzione sia alla base della filosofia politica di questa maggioranza. La Carta non la si puo’ bruciare un giorno e brandire quello dopo. A meno che non la si confonda con quella igienica;

2) “E’ contro l’uguaglianza dei cittadini”.
Se il sottosegretario ha tanto a cuore questo principio, perche’ i gay non devono avere il diritto al matrimonio e all’adozione di figli, come ogni altro cittadino? Perche’, se lo Stato pensa che io non sia uguale, vuol dire che mi considera malato. E se sono malato, voglio l’esenzione fiscale SUBITO;

3) “Perche’ non fare una legge contro chi attacca gli eterosessuali?”.
Ma lei dove vive? Ma chi li attacca, e soprattutto, perche’ dovrebbe farlo? Una legge nasce per rispondere ad esigenze concrete e non ad ipotesi inesistenti. Se Alice nel Paese delle Meraviglie festeggiava il Buon Non Compleanno, lei vorrebbe punire il Non Reato? Non e’ che ad ogni atto punito, debba corrispondere una pari pena all’atto opposto. A questo punto, puniamo anche chi NON uccide o chi NON violenta una donna;

4) “Temo si finisca per punire chi e’ contro il matrimonio gay”.
Le do una notizia: gia’ succede da anni. L’Europa lo fa regolarmente per non aver aderito alla direttiva che ci impone di istituirli. Conosce l’Europa? Si, quella che sta dopo la Villa di Arcore, Bunga più, Bunga meno.

Sottosegretario, le faccio delle domande: lei ha la delega sulle politiche per la Famiglia. Il fatto che l’Italia ci spenda meno della meta’ dei Paesi Ocse non dovrebbe occuparla a tempo pieno? Come fa a parlare di difesa della famiglia se non riesce manco a salvare quelle esistenti? Perche’ non si occupa meno di cartelloni dell’Ikea, ed inizia a fare il suo lavoro? Quello per cui viene pagato profumatamente…anche dai cittadini gay!

Ma se non le interessa il 15% della popolazione, basta dirlo: tagliamole subito lo stipendio del 15%. Qual e’ il problema? Ah no? Deve mantenerci la famiglia? Ecco, anche noi. Quindi, veda di zittirsi e ribadisco: si metta a lavorare. DAVVERO.

Un Leader SUBITO!

Chi di giustizia ferisce, di giustizia perisce. Berlusconi ha voluto buttare le amministrative sulla magistratura comunista, anziche’ parlare dei problemi dei cittadini? Ora si trova contro un magistrato di sinistra a Napoli (De Magistris), ed un avvocato comunista (Pisapia) a Milano. E’ il caso di dirlo: esiste una giustizia divina.

La Lega e’ irrequieta, stare con il Cav non paga più, tanto da perdere ben 4 punti rispetto all’elezioni dell’anno passato. Pidielle o PERDIelle? Questo e’ il dilemma per l’establishment padano, che ieri ha rilasciato poche stitiche dichiarazioni.

Il centrosinistra ha vinto a Torino e Bologna, e va al ballottaggio a Napoli e Milano. Su quest’ultima va spesa una parola: l’opposizione non ripeta l’errore di Roma 2008. Adagiandosi sugli allori della vittoria al primo turno di Rutelli, lasciarono poi vincere la destra della paura e delle donne violentate di Alemanno.

Quale fu il loro errore? Fingersi quello che non sono, seguire l’avversario sul suo campo, risultando credibili solo ai polli con l’aviaria. Rutelli ando’ in tv a dire che avrebbe munito tutte le donne romane di un braccialetto radio SOS: un collare per cani.

L’errore lo ripetevano gia’ ieri: da Vespa, Enrico Letta si affannava nel sostenere che Pisapia e’ il vero moderato, non la Moratti. Ma Pisapia ha vinto, proprio perche’ non rientra in quelle categorie da Seconda Repubblica che tanto piacciono agli spin doctors PD e PDL. Riformisti e moderati? Morti e sepolti, mettetevelo in testa.

Tutti parlano di “grande sorpresa” a Milano per la vittoria del vendoliano Pisapia. Più o meno la stessa sorpresa che accompagna ogni vittoria di Nichi. Sarebbe il caso di prender atto che l’uomo funziona, che la sua narrazione sconfigge quella berlusconiana e quella democratica. Cari amici PD, non c’e’ nulla di cui vergognarsi se avete bisogno di lui per vincere.

Milano non e’ l’Italia. Ma puo’ fornirci l’ennesimo modello che il centrosinistra potra’ decidere di snobbare o meno. Un candidato forte, “da sfondamento”, con idee anche radicali, supportato da tutte le forze di centrosinistra vince, perche’ risulta credibile all’elettorato. Tornare indietro non si puo’. E al diavolo il Terzo Polo: quelli sono i Tre Polli! Corteggiarli significa perder tempo con la cessa della classe, che se la tira pure.

Il dado e’ tratto. E se il PD non lo capira’ neanche stavolta, consegneremo l’Italia ad una destra massimalista, scillipotiana, santancheiana, e sallustiana. E allora altro che riformismo: tutti al riformatorio meriterete di andare.

Ma portiamo tutti sfiga?

Ma noi italiani portiamo sfiga?

Berlusconi elogia Gheddafi e Mubarak, e quelli vengono fatti fuori. Tremonti teorizza il crac finanziario ed e’ avvenuto in tutto il mondo. Uno studioso italiano prevede un terremoto a Roma per l’11 maggio, ma sbaglia mira ed il terremoto accade in Spagna. Mia nonna mi dice che mi sta bene un pantalone, e dopo poco si straccia.

Non vorrei dire, ma più indizi fanno una prova. Noi siamo conosciuti come il Bel Paese. Sole, mare, spaghetti, mandolino, Colosseo. Ma se pensiamo a tutta la mafia che abbiamo esportato e continuiamo ad esportare, possiamo solo dirci la Signora Fletcher dell’Occidente. Dove mettiamo becco, schiatta qualcuno.

Badate bene: io sono orgoglioso di essere italiano. E tanto più ci deridono per avere una Premier Donna come Silvio, più si rafforza in me un nazionalismo che anni fa non mi apparteneva. Se la ventennale purga berlusconiana fosse servita anche solo a questo, vedo un barlume di speranza per il futuro.

A meno che non mi stia portando sfiga da solo. E allora, meglio grattarsi le palle vigorosamente.

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