Ode all’orgasmo

Niente è più potente di un orgasmo. Non c’è alcun bisogno di scomodare Freud o antropologi per ricordarcene il motivo. Siamo venuti al mondo per procreare, e legare l’atto al piacere estremo, rende più probabile la reiterazione del tentativo. Ma a me non piace questa visione, troppo fredda e razionale. Presuppone che anche la natura lo sia, ed io non ci credo. Più vado avanti nella vita, più sono conscio della sua indole epica ed un pó megalomane. Solo una “mente” di questo tipo poteva partorire un’idea cosi esagerata: celebriamo la mia perpetuazione con un tripudio di endorfine, sudorazione e apnea…e bando all’avarizia! Se la natura avesse voluto davvero rendere la procreazione obbligatoria, perchè non affidarla ad un meccanismo tipo pipì? Sarebbe stato molto più efficiente e rapido!

Bene, questa brevissima sega mentale termina qui. Ode, sempre ode all’orgasmo.

Derattizziamo la Democrazia

Che un bimbaminkia finga di esser stata stuprata da un rom, per poi scatenare incendi nel campo nomadi, per poi smentire e chiedere scusa sembra la scena madre di CentoVetrine. Eppure, e’ successo a Torino, una citta’ del Nord, che dovrebbe essere l’avanguardia del Paese. Cazzate.

La povera cerebrolesa non voleva ammettere di aver perso la verginita’ (con un rom, pensa te!). Cosi ha inventato la storia dello stupro con amici e parenti. Che le hanno subito creduto, organizzando una fiaccolata di protesta. Nessuno ha mai pensato che alla ragazzina piacesse davvero il cazzo dell’immigrato, che avesse snobbato i fighetti torinesi con impotenza precoce da benessere inoculato endovena. Eppure, cosi e’ stato.

Nella vicenda la parte più grottesca e’ la facilita’ con cui si crede ad una demente, passando subito all’azione punitiva contro una comunita’ straniera. Processi sommari, leggi marziali, Lega Nord, Celodurismo e Uomini&Donne: questa e’ la melma protoculturale in cui sguazza il profondo nord post-industriale. Che scopre la crisi, perde la sua presunta supremazia, e si trasforma in tribu’ celtica senza arte ne’ parte.

Non sono più sorpreso da queste digressioni neoprimitive. Vent’anni di berluscobossismo non si cancellano con un governo tecnico. Servono almeno altri vent’anni di purificazione, di derattizzazione della democrazia. E dio sa quante ratti, o zoccole, la infestino ancora.

Vive l’Italie!

Pane, Amore e Sel

Camminavo serenamente nel mio quartiere quando mi sono imbattuto nel patio dei sinistri sinistroidi di SEL. Distribuivano volantini contro la manovra, “originalissimi” mi son detto. Ne ho preso uno, e l’ho letto attentamente. Mi sono sentito subito sollevato: meno male che questi non sono al Parlamento!

Le loro proposte sono in parte condivisibili, ma e’ nei dettagli che si nasconde il diavolo. Prima di tutto, loro propongo la patrimoniale. E’ una misura giusta, ma: 1. Per riscuoterla, ci sarebbero voluti anni, e noi avevamo giorni per risolvere la questione 2. il PDL non l’avrebbe votata, e addio al governo Monti dopo un mese di vita.

Altre proposte condivisibili sono accordi bilaterali con la Svizzera per la lotta all’evasione fiscale, tassazioni sui beni di lusso, e l’Istituzione dell’alto commissariato contro la Corruzione. Tutte misure giustissime ma che richiedono – nuovamente – troppo tempo, ed in alcuni casi, sono totalmente demagogiche (ma da quando i commissariati servono a qualcosa?).

Alla prova dei fatti, questi comunisti 2.0, ripuliti con una spruzzata di fibra ottica, sono più noiosi, pedanti e insulsi di quelli 1.0. Quasi quasi ci mancano i polverosi convegni del PCI, dove si passava la notte a discutere del plusvalore del lavoro operaio, e dei baffi di Stalin.

Caro Nichi, sono contento che tu ed il tuo partito esistiate. Mi fate ricordare ogni giorno quello che non potro’ mai votare. L’Italia stava morendo per le politiche dei no continui. Voi siete il passato, e siete morti. Non servira’ un blog a resuscitarvi.

Peccato non basti un clic sulla X in alto a destra per farvi sparire.

No Manovra? Meglio la retromarcia?

Non sopporto la lagna continua e distruttiva che contraddistingue l’italiano medio. A chi non piace la manovra Monti, andasse pure in Grecia per capire davvero cosa significhi andare in default.

Dicono che sono colpiti i poveracci, ma sgombriamo il campo da ogni dubbio: e’ una cazzata. Io vivo del mio stipendio, non metto da parte niente, non ho eredita’, non ho case e non ho auto. Ho iniziato a lavorare gia’ con il conteggio contributivo della pensione. Non possiedo yacht, ne’ elicotteri. Direi di essere un poveraccio, no? Ecco, io non saro’ toccato minimamente dalla manovra Monti. Gli altri che lo saranno tanto poveracci non lo sono, e tacciano per decenza.

Dicono non sia equa. Perche’ non mettere l’ICI anche alla Chiesa. Bla, bla, bla. La Chiesa svolge un compito assistenziale indispensabile per i veri poveri del Paese. Se dovesse pagare le tasse, sarebbero tagliati quei servizi a beneficio di una fascia debole della popolazione. Perche’ non aumentare la sovrattassa agli scudati? Perche’ gia’ sara’ quasi impossibile reperirli quei soldi (si dovra’ violare un patto Stato-cittadini): metti la % che ti pare, ma i soldi comunque non ci saranno.

Voglio pero’ dire che esiste un aspetto odioso di questa riforma, la deindicizzazione delle pensioni superiori ai 936 euro per due anni. Va abolita nelle discussioni alle Camere. Si mettano al bando le frequenze tv che attualmente si vuole regalare a Mediaset e Sky, ed evitiamo questo salasso inutile ai pensionati. Si potrebbero fare almeno 15 miliardi, che darebbero un po’ di respiro a tutti.

Concludo.
Non e’ una manovra perfetta, ma non e’ l’unico provvedimento che dovra’ produrre il governo Monti. Mancano ancora i decreti sulla crescita (liberalizzare le professioni, privatizzare gli enti su cui lo stato ancora possiede golden share, etc etc), sulla lotta all’evasione fiscale e sulla riforma del mercato del lavoro (la proposta Ichino e’ gia’ nei cassetti delle commissioni parlamentari).

Ma in 17 giorni e’ stato fatto un lavoro eccellente. Posso dire finalmente che gl’italiani hanno un governo che non si meritano. E’ troppo più avanti di loro. Che il popolo si svegliasse e la smettesse con la stucchevole lagna da sindacalista degli anni 70.

No more feedbacks, please!

Nelle aziende esiste un male che contagia tutti, ma proprio tutti. Si chiama con un nome inglese, perche’, si sa, le cazzate vengono sempre dall’america. E quanto ci piace riciclare la loro merda a noi italiani. Si tratta del citatissimo, pluripremiato FEEDBACK.

Questa pratica e’ agghiacciante sin dalla sua stessa etimologia. Significa REAZIONE, e si utilizza sovente in campo medico, quando si sperimentano cure su cavie animali. Se ne testa, appunto, la reazione ad uno stimolo.

Ma andando ancora più a fondo, FEED sta per Nutrire, Back sta per dietro. Sostanzialmente, nutrire per via rettale. Che e’ più o meno quanto succede se qualcuno ti da un feedback: preparati ad un grosso, sano cetriolone nel culo.

Passiamo alla pratica aziendale. Si sviluppa dal malsano principio che tutti abbiano diritto a dire la propria sul tuo modo di lavorare. “In Italia sono tutti tecnici della nazionale”. Tutti a guardare la pagliuzza nell’occhio degli altri, e manco uno sguardo al vibratore che hanno nel proprio.

La cosa peggiore sono i FEEDBACK NON RICHIESTI. Sono traditori, arrivano quando meno te l’aspetti, e PAM, botta mortale di merdone in faccia. Ma chi ti ha chiesto l’opinione su come scrivo le email, presento, parlo, rutto e cago?

Che poi mi dovete spiegare perche’ i FEEDBACK sono sempre negativi. Mai una volta che ti dicessero che va tutto bene. Una sola volta, per dio, mi dai l’illusione che non ci siano cazzo di AREE DI MIGLIORAMENTO? Io non voglio migliorare, voglio rimanere una capa di cazzo, ok?

Concludo con un consiglio a chi ama dare feedback. Fatti una bella scopata e non ce pensa’ più al mio back da feedare!

E che c…o!

Ps scusate l’estrema grevita’ del post. Ma quando ce vo’, ce vo’.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: