Finchè tua madre…

Finchè tua madre è viva, puoi eludere la morte. Puoi crogiolarti nell’illusione infantile di non esserne mai toccato. Persino puoi snocciolare pillole di saggezza sul “cosi va la vita”, consigliare di farsene una ragione. Con piena ragione, aggiungo.

Poi tua madre muore (e dio voglia che lo faccia nel sonno, senza dolore), e tutto cambia. Quell’illusione svanisce, e senza saperlo, sei diventato solo uno che aspetta il suo turno. Punto.

Non credere a chi dice che il dolore passerà. Non succederà mai. Cambierà modalità, intensità, ma non la sua forza lacerante. A volte, t’illuderai che sia lontano, ma ci navighi dentro a pieno.

L’unico consiglio valido è di viverti tutto, fino in fondo. Non trattenere il lutto, anzi: assaporalo, respiralo, urlalo se necessario. La vita è ingiusta, tremenda, inesorabile: perchè non insultarla a pieni polmoni? Ne hai pieno diritto.

E alla fine rimarrai sorpreso. Il tuo amore per la vita ne uscirà più forte che mai. Non si odia quello che non si ama. Non si rimane disgustati di un cibo che disprezziamo.

Auguro a tutti voi di non aver mai provato tutto questo. E di provarlo il più tardi possibile. Ma quando succederà, ripensate a questo post. Non siete mai soli nel dolore.

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Se banale diventa vitale

Giorni fa pubblicai su facebook questo status: “ci sono giorni in cui ti senti onnipotente. Meno male che finiscono tutti seduti sul wc a ricordarti che non lo sei”. Noi siamo umani, finiti, imperfetti ed impotenti. Il grande tranello della natura è illuderci del contrario. Come darsi motivazione se non elevandosi a semi-divinità terrestri? Se non lo facessimo, anche incosciamente, il mondo non esisterebbe affatto – perchè si regge sulla sindrome del “moto a luogo” di ogni uomo. Che ciecamente avanza verso una meta che neanche conosce.

La religione è sempre stata un TomTom spirituale, in grado di dare agli uomini la propria posizione Gps in qualsiasi momento. Dato un certo percorso (punto A: nascita, punto B: l’aldilà), ti dava le indicazioni stradali per percorrerlo correttamente senza intoppi. E poi la geografia morale è cambiata, ma le mappe della religione non si sono mai aggiornate. L’uomo è perso, sconcertato, in cerca di una bussola nuova.

Venne così l’informatica. Al desiderio di direzione si sopperì con il desiderio di controllo. In un mondo che non (ri)conosco più, almeno posso tenere sott’occhio tutto quello che mi circonda. Si perde la ricerca del qualcos’altro da se stessi, perchè ci si risparmia il rischio della scoperta. Da avventurieri dell’anima, siamo diventati navigatori di internet. Che è una Rete, quindi sia insieme di relazioni, sia una trappola che ci irretisce, appunto.

In questa evoluzione non possiamo riconoscere un meglio o un peggio: l’uomo si adatta a quanto gli si presenta. Lo farà sempre, è la sua unica vera costante. Assieme alla morte, che è la bussola da tenere sempre a mente. Dimenticarla significa subirne la paura. Affrontarla significa darle corda.

Un filosofo diceva di vivere per morire. Non incitava al suicidio, anzi. Era un inno alla vita, al goderne ogni istante, perchè tanto scontato sembra qualcosa, tanto più prezioso diventerà alla sua scomparsa. Parole scontate, retoriche, da sermone copiato ed incollato. Ma se ci pensate, l’unica certezza è la morte: se non sfruttassimo questa conoscenza, potremmo davvero dirci differenti da una pianta?

Scusate il pistolotto, ma non è il periodo migliore della mia vita. Quando vedi tua madre spegnersi lentamente, capisci di non servire a nulla. E certe banalità diventano ancore di salvezza inimmaginabili.

Mai grigio fu più colorato

Sto leggendo e rileggendo l’ennesimo grande decreto del governo Monti. Non posso che essere commosso. Certificati (residenza, nascita, matrimonio), iscrizioni all’università e libretti: tutto online! Parliamo di una riduzione burocratica epocale, che si aggiunge ai due precedenti decreti. Con la Salva-italia si è detto stop ai privilegi di chi ancora godeva del calcolo pensionistico retributivo. Con la Cresci-italia, si sono liberalizzate tantissime aree della vita quotidiana (con risparmi previsti di 1000euro a famiglia).

Quale sarà il prossimo passo? Il nostro Presidente vuole varare una legge di principio: tutti i soldi recuperati dalla lotta all’evasione andranno ad abbattere il carico fiscale. Non è un principio nuovo, ma è la prima volta che lo si vuole cristallizzare in legge. Ed è la terza fase di un governo che imprime un’accellerazione sensibile sul pedale dell’Equità.

Mi si dirà che le proteste in tutta Italia dilagano. Che la gente è scontenta, bla bla. Tutte opinioni infondate. Il consenso per Monti è attorno al 60% (pensate che quello degli elettori della Lega è al 70%!). Nella settimana passata, un grande attestato di fiducia internazionale. Il financial times ha dichiarato che l’Europa si regge sulle spalle di Monti, che è l’unico presidente europeo degno di nota, che l’italia ormai è “on track”. Non è un caso che, nonostante i declassamenti delle agenzie di rating, lo spread sia sceso di 175 punti dall’ultimo Governo, quasi sotto quota 400.

Tornando alle proteste e scoperi di questi giorni, sono un puro fatto di folklore. Passeranno, si stancheranno, manco li ricorderemo fra 10 anni, quando la nostra economia viaggerà con crescite inimmaginabili ora. Di questi giorni una sola immagine permarrà: quella di un grigio professore venuto dal nord che ha ridato colore alla nostra bandiera.

Tutto il resto è noia.

Sembrava troppo…

Sembrava troppo bello per esser vero. Ci eravamo liberati del Nano e delle Ballerine. Della corte di lacchè, zerbini e giocolieri di cazzate. Dei delitti di Via Poma, della fottutissima piccola Yara e varie amenità irrilevanti. Cibo avariato per popolino incapace di intendere e volere. Sui giornali, nei talk show apparivano ormai sbiadite figure di un paese che abbiamo rimosso in poche settimane. Tecnicismi economici, geopolitica internazionale, finanza globale la facevano da padrone. Finalmente grazie ad un Governo serio, che ci ha ridato l’orgoglio di essere italiani.

Ebbene, era solo un’illusione, perchè sotto le ceneri del passato si annidava ancora il SaraScazzismo acuto, il gusto torbido dell’esaltazione santonistica della notizia di folklore. Un’abitudine tipica dell’Italietta mediocre da segaioli di Cronaca Vera. Così mentre S&P declassava il nostro debito dalle classi A a quella B, tutti pensavano solo ad una nave da crociera affondata. Tutti a disperarsi per un pugno di morti: le stesse persone, però, se ne sbattono delle centinaia di migliaia di persone che rimangono senza lavoro e non possono dare da mangiare ai loro figli.

Sticazzi, mica vanno in televisione quelli! Mica ne posso parlare al bar con gli amici snocciolando qualche minchiata da inserto cheap di Donna Moderna o ForMen. Sono atterrito. Stupefatto. E anche disgustato da tanta fame di morti e sangue mediatico. Ma sono soprattutto spaventato dalla veemenza con cui si difende il diritto a usufruire di certa spazzatura. Si chiama sindrome di Stoccolma: il rapito finisce per innamorarsi del proprio rapinatore. E quando un’intera nazione ne è affetta, iniziano i cazzi amari.

Meno male che Monti c’è…altrimenti, altro che Stoccolma: ora stavamo tutti ad Atene.

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