Ugly-glianza

Il concetto di parità delle donne lo do per scontato dalla nascita. Ma avendole idealizzate troppo, non avevo mai considerato che questo comportasse anche un aspetto negativo. Le donne, esattamente come gli uomini, possono essere volgari, insulse, arrapate, e viscide. Non riesco quasi a scriverlo, cancello e riscrivo la frase mille volte prima di pubblicarla.

Non si spiegherebbe altrimenti il grandissimo riscontro di pubblico femminile per il libro “Cinquanta sfumature di grigio”, e del film* di Sodebergh “Magic Mike”. Due storie totalmente differenti, accomunate da una sola pulsione: l’erotismo surrogato. Sono due enormi vibratori audio-visuali, dedicati alle  casalinghe frustrate da anni passati a vedere i tronisti evidentemente gay di Uomini&Donne.

Ci mancherebbe: le donne hanno tutto il diritto di imbruttirsi nei modi e nei pensieri. Nessuno vuole delle madonnine sante e caste – che sono estremamente noiose. Eppure, vederle dimenarsi per un culo maschile in tanga mi fa tantissima tristezza. E’ una grande lezione di vita. Siamo tutti animali, e le donne non fanno eccezione.

Da tenere in conto.

* Chiamare film una serie di riprese di maschi seminudi, filmati con instagram, è uno slancio di ottimismo.

(Rutto) Libero e Nichi Vendola

Voglio sposarmi, voglio un figlio. L’erba voglio non cresce nel giardino del re, perchè se la fumano tutta alla Regione Puglia.

Errore madornale, Nichi. Dopo anni passati a discutere di lavoro e crisi, cadi nell’edonistico trappolone mediatico come una Minetti qualsiasi. Se sei un politico di scala nazionale, non puoi parlare da attivista gay di Foggia. Non puoi occuparti solo dei fatti tuoi, ma di quelli di tutti.

Il problema in Italia non sono i figli ai gay, ma dare una famiglia a tutti i bambini. Che spesso rimangono anni in orfanotrofio per via di burocrazie infinite e senza senso.

Cosi andava posto il tema, e non come una questione tutta personale o di una sola parte della popolazione. Perchè al tuo “voglio”, chiunque ti puó rispondere “sticazzi”. O peggio, gridare al frocio al frocio, come si sta dilettando a fare (rutto) Libero di Belpietro.

Peccato. Eppure con le parole ci sapevi fare…adieu Nichi.

La scelta

Grillo non vincerà. Eppure i partiti ce la stanno mettendo tutta per farlo trionfare. Il Pdl distrutto dallo scandalo alla regione Lazio, il Pd diviso su Vendola, l’Udc chiama all’appello Marcegaglia. Tutta roba da farti venir voglia di votare anche il Pulcino Pio pur di non mandare questa gente al governo.

Eppure, in questo clima, bisogna fare dei distinguo.

A me Bersani piace. Lo voterò alle primarie e pure alle elezioni. Qualche giorno fa ha dichiarato le sue prioritá di governo. 1. Cittadinanza ai figli d’immigrati nati in Italia. 2. Mutui facili per giovani 3. Legge anticorruzione 4. Fondi dall’evasione fiscale per il welfare 5. Patrimoniale.

Tutte questioni molto pratiche, non ti fanno sognare, o emozionare. Ma sono cose tremendamente reali e concrete. Cose che servono a tutti noi comuni mortali. Bersani é come lo zio che al compleanno non ti regala Voltron, ma una busta con i soldi. Buttali via di questi tempi!

Non so voi, ma la mia scelta é chiara.

La noia

Mediaset é interessata ad acquistare La7. Si alza un polverone di polemiche. L’antitrust deve intervenire. Mentana si vuole dimettere. Gesù Cristo ha risposto con un laconico no comment. Nessuno si è preso la briga di intervistare l’artimetica.

Basta fare i conti della serva per comprendere che si tratta dell’ennesima boutade berlusconiana. Mediaset è in crisi da mesi. Il titolo crolla, e la raccolta pubblicitaria è ai minimi. Negli utili, Sky l’ha superata da molto tempo. La7 è in passivo dalla nascita (motivo per cui telecom vuole sbarazzarsene).

Sembra la barzelletta dello zoppo che vuole aiutare il cieco a camminare. Con tutto il rispetto per i portatori di handicap, questa storia é totalmente non plausibile.

Allora perchè creare turbolenza nel mercato? Sondare nelle intenzioni di Berlusconi è chiedere troppo ad una persona lineare come me. Posso solo avanzare delle ipotesi, anzi solo una: è annoiato. Tra un viaggio in Kenya e una crocierina di pensionati della politica e dell’industria, Silvio sentiva la necessitá di provare nuovamente il brivido di essere al centro della scena.

Povera stella, bisogna capirlo. Passare dalle cene eleganti con bunga bunga alle serate del circolo con il bingo bingo non deve essere facile neanche per lui. E cosi, una sera la folgorazione: compro la7!

Pensare che quest’uomo fino a pochi mesi fa ci governava fa venire i brividi. Ma cascare ancora nei suoi tranelli da astinenza da xanax fa venire il latte alle ginocchia.

Una Repubblica Tecnocratica fondata sullo Spread

Art 1. L’Italia é una Repubblica Tecnocratica fondata sullo Spread. La sovranitá appartiene alle Banche, che la esercitano nelle forme e nei limiti del Financial Times.

Se scrivessimo un libro sull’Italia di questi mesi, questo sarebbe l’incipit adeguato. Badate bene: non sto accusando nessuno, sto solo descrivendo una situazione innegabile. I tecnocrati sono il sintomo di una malattia molto profonda: l’assenza della Politica, che ormai si limita a timbrare documenti decisi e redatti da altri.

Mi fa ridere tutta la storia delle primarie del Pd o del ritorno di Berlusconi. Chiunque vada al governo dovrá fare quanto decide il board della Bce. Che stila “memorandum”, o meglio, ordini ai Paesi che non rispettano le ferree logiche del liberismo rigorista della Bundesbank.

Il liberismo rigorista è una strana nuova ideologia capitalista, una sua aberrazione (come se il capitalismo in sé non fosse già abbastanza abberrante). Si basa su un assunto semplice: per crescere, bisogna prima di tutto mettere i conti a posto.

Un assurdo aritmetico e logico. Come chiedere ad una prostituta di aumentare il suo volume di affari facendosi infibulare. Scusate la crudezza, ma non trovo altra metafora per descrivere quest’assurditá.

Per creare crescita esiste un solo modo: aumentare la competivitá. Per farlo esistono due strade: o si sbaraglia la concorrenza con prezzi stracciati o lo si fa con servizi e innovazione inimitabili. Il primo cammino lo si persegue detassando fortemente il costo del lavoro, il secondo investendo in ricerca ed istruzione.

Si da il caso che entrambe le soluzioni intacchino il bilancio statale. La prima presuppone una drastica diminuzione delle entrate fiscali , la seconda un aumento considerevole di investimenti in ricerca ed istruzione.

Certo, l’Italia ha ulteriori difficoltà (corruzione, mafie, giustizia lenta, eccessiva burocrazia), ed é giusto intervenire ed insistere su quei punti. Ma non si puó pretendere di costruire una casa partendo dal tetto.

Non voglio scomodare Keynes, non ne sono minimamente degno. Ma queste idee sono sue, e sono di cinquant’anni fa. Incredibile quanto l’uomo non impari dal passato. Eppure, è l’unico modo per costruire il futuro.

Italia mia, Europa mia, sveglia!

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