Un agenda già datata

L’agenda Monti è monca. Moltissimo spazio all’economia, ma nessuno spazio per le istanze di libertà che si fanno predominanti nella società. Non si vive di solo PIL, Prof. E se è vero che il debito pubblico è una priorità, il debito civile non è da meno. Come può parlare di “maggiore Europa in Italia” senza mai citare le direttive sulle unioni civili? Come può parlare della “famiglia al centro” di ogni politica economica, se non ne riconosce la pluralità e varietà di forme? Come può parlare di costruire il futuro, senza passare in disamina ogni aspetto del presente? Non mi fido della sua agenda, perché sulla sua copertina non è impressa la data del 2013 (forse quella del 1980).

Malgrado tutto, La ringrazio per essersi messo in gioco. Apprezzo e stimo la sua serietà e finezza di ragionamento. A destra, non si poteva lasciare il campo libero al populismo catodico, alle ancelle del signorotto feudale, e alle attempate amazzoni della prima ora. Forse grazie a lei, avremo finalmente uno scontro leale tra parti contrapposte e non contrariate. Misureremo la forza del suo messaggio nelle settimane che ci separano dal voto.

Nel frattempo, lascio un sms al mio segretario Bersani: non ci pensare ad allearti con Monti. Lui è di destra, tu sei di sinistra. Se non è chiaro, ti faccio un disegnino.

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