Cosa c’insegna la sconfitta di Santoro

Berlusconi – Santoro/Travaglio 10-0. In due non sono riusciti ad abbattare il suo spirito leonino e istrionico. Loro, esemplare tipico di noiosi sinistroidi bacchettoni, lo accusavano e lui rispondeva con battute spiazzanti. Loro snocciolavano fatti su fatti, lui li seppelliva con un sorriso.

Non ci sono santi. Purtroppo il Cav ci sa fare, e da quando è tornato in tv (e si fa fare le domande) é addirittura piu simpatico. La strategia funziona: il Pdl sta attorno al 20%, guadagnando punti su punti e affondando Grillo nell’oblio. Good news: il PD é saldo al 33%, segno che il riformismo é maggioranza relativa nel Paese.

Bersani deve stare molto, molto attento. L’8 febbraio ci sará la sfida Tv tra lui, Monti e Berlusca. E Silvio giocherà la carta di “Loro due sono i poteri forti, io sono l’uomo del fare e della gente”. Bersani deve continuare sulla stessa linea, finora vincente: uomo concreto, onesto, trasparente e rassicurante.

Ma non deve attaccare Berlusconi frontalmente. Ripeterebbe l’errore di Santoro, e poi questo sará il ruolo di Monti. Pierluigi dovrá limitarsi a dare le sue ricette per il Paese, deve rendere palesi le priorità della sua Agenda; insomma, dare l’impressione di essere giá Presidente.

Si chiama “Blue Ocean Strategy”. Quando il mare è pieno di squali, lasciali sbranare tra loro e vai in un altro mare. La vittoria del riformismo é a un passo. Ma non sottovalutare l’avversario fará la differenza tra vincere zoppi e trionfare.

Nessuno vuole un Prodi2.

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