Gioventù bruciata

Poco tempo fa scrivevo di un sabato italiano bellissimo. All’insediamento della Presidente della Camera, Boldrini, abbiamo assistito ad un discorso di altissima caratura politica. Grazie alla scelta vincente del Pd. E di fronte il Parlamento più giovane e rinnovato d’Europa. Dopo due mesi di masturbazioni politiche, tribolazioni correntizie, streaming demenziali, e defecazioni inciuciste, possiamo affermare che tale discorso è stato affossato nel più fragoroso oblio.

Tutto ció ci conduce e spiega il sabato di due mesi dopo, ieri 11 maggio 2013, un disastro antropologico, prima ancora che politico. Il PD elegge il suo (auto)reggente, l’ex leader CGIL Epifani, è il primo sindacalista alla guida di un partito di sinistra. Perché la priorità deve essere il lavoro. Come se a scrivere un libro per bambini chiamassi un pedofilo. Della materia ne capisce, ma non proprio dal punto di vista giusto.

Da un partito in cerca di padrone, ad uno che invece lo ha e come. Ecco il Pdl e i suoi ministri riuniti a Brescia. Tutti impegnati a leccare il culo del loro boss, con litri e litri di saliva anti-magistratura. E via col solito teatrino del golpe, dell’Imu e delle cene eleganti. Applausi, contestazioni, 30% alle elezioni. Un’equazione ormai funerariamente conosciuta. Poco importa lo scontro istituzionale, la distruzione costituzionale e la bassezza esistenziale.

Infine, la Lega che attacca il ministro Kyenge perché un nero andava in giro a picconare milanesi a passeggio. Una versione demente del battito d’ala che genera un tifone in Alabama. Qui la teoria del caos non c’entra nulla. Il nesso logico tra i due eventi è spiegabile solo con l’assenza di neuroni nelle cavitá craniche dei leghisti.

(Ieri nessuna minchiata dal M5S, ma solo perché Crimi dormiva, e gli altri si scannavano per la diaria).

Cosi rimango col dubbio: serviva ringiovanire cosi tanto il Parlamento per avere le stesse identiche scene di quello più vecchio? E il terrore mi assale: almeno i vecchi morivano presto, ma questi giovani per quanto tempo ce li dovremo tenere?

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Una Risposta

  1. oddio, definire Berlusconi il padrone del PDL è comico… se fosse stato un padrone nn ci sarebbe stata la metastasi Fini (lo avrebbe epurato appena cominciava a tirare le prime bordate)… invece fino all’ultimo lo ha tollerato e gli ha offerto mediazioni…. se fosse stato più autorevole avrebbe portato a termine anche la seconda legislatura vista la maggioranza che aveva… il suo problema è semmai l’opposto, è troppo FREGNone….

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