Fratelli di banco

Ci sono persone che ci sono senza esserci. Che ti vogliono bene senza dovertelo dimostrare ogni giorno. Che non vedi per mesi e anni, ma appena le rivedi riprendi il discorso da dove l’avevi lasciato. Non sono amici, sono qualcosa di più: sono fratelli. Si stringono patti di sangue tra i ricordi di adolescenza, senza rendersene conto. Basta una battuta, uno sguardo per tornare ai banchi di scuola, con la prof che spiega Manzoni e tu con la testa tra le nuvole.

Non è facile spiegare la grandiositá di un sentimento di appartenenza a delle persone, che apparentemente hanno preso strade diverse, ma che sono parte di te, ti fanno sentire parte di una comunità leggera e profonda allo stesso modo. Nessuno ti conosce quanto loro. Perchè ti hanno conosciuto da adolescente, nel periodo più turbolento, strano, esagitato, ormonale di tutta la vita. Eppure, sono li, alcuni con i capelli brizzolati, ancora con la voglia di divertirsi e di stare assieme come a 16 anni.

Io sono sempre stato un lupo solitario, mi piace sbrigarmela da solo, non ho mai amato le comitive. Al Liceo non ero molto incline ad uscire con i compagni di liceo, eravamo tutti un po coglioncelli alla ricerca di noi stessi. Ci sta. Poi si cresce, e ci si riconosce nell’altro, nel valore del percorso che si è fatti da soli. É una magia che solo la vita puó regalare.

E mi piace immaginarci cosi. Vecchietti e un pó rincoglioniti, senza nostalgie del passato. Seduti tra quei banchi. Come se niente fosse cambiato.

Vi voglio bene. Davvero.

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Assenze e presenze

Il Gay Pride 2013 di Roma si è caratterizzato per le assenze, e non per la causa per cui è stato organizzato. Nessuno ha parlato dei diritti GLBT, tutti hanno gridato allo scandalo per l’assenza del neo-sindaco laico Marino. Questo decreta il fallimento totale di questa manifestazione vetusta e vintage in ogni suo aspetto.

Peraltro, le polemiche sono prive di fondamento. Non è che appena che i gay si mobilitano, i sindaci si devono prostrare alla santa causa dei loro (nostri) diritti. Se Marino era stanco per la campagna elettorale, e ha preferito mandare un video di sostegno, ne è in pieno diritto. Non facciamo i ridicoli.

Per me, è stato molto meno di classe quanto fatto (ahimè) da Papa Francesco, che ha deciso di benedire i motociclisti, riuniti nello stesso giorno del gay pride, e di snobbare totalmente quest’ultimo. Il messaggio è chiaro: conta di più l’amore per una motocicletta che per un altro essere umano.

I due casi differiscono molto per un motivo semplice: la scelta di campo. Marino non ha appoggiato una manifestazione e snobbato l’altra, il Papa si. Eppure nessuno si è scandalizzato di questo. Tutti a osannare il Papa, perché è COOL. Non fraintendetemi: a me piace Francesco, pure tanto. E non pretendo mica che appoggi i matrimoni gay, MA da uno COOL mi aspettavo quantomeno un messaggio di distensione. E invece, si è messo a benedire marmitte.

Speriamo bene nel futuro, non voglio pensare a male. Non vorrei mai fosse la versione 2.0 di Carol Telepromozione Deambulante Woityla.

Pornografia autorizzata

La cronaca nera è pornografia macabra. Mi ci ha fatto riflettere l’ultima notizia di un bambino morto soffocato in auto. Il mio Facebook è stato inondato di status indignati come mai.

Mi fa ridere: quando condannano Berlusconi per frode fiscale, e di conseguenza l’Italia ad una figura di merda internazionale, quasi silenzio. Bambino morto (totalmente irrilevante per il Paese), tutti reagiscono come il cane di Pavlov. Ma non solo: ieri è successa una cosa ancor più importante. E’ stato varato il decreto del governo con la nomina dei 25 saggi che trasformeranno l’Italia in una repubblica presidenziale. Ma no, è più importante schifarsi per un padre inetto e smemorato, chissenefrega della Costituzione!

I giornali fanno il loro lavoro. Ufficialmente informano, realmente distraggono. E ci sta tutto. Sono foraggiati dagl’inserzionisti privati, dalle pubblicità, che di distrazione si nutrono. L’intera nostra società se ne nutre. Mi fa solo tristezza vedere gente intelligente – che almeno consideravo tale fino a ieri – abboccare a certi trabocchetti dementi da uomo di Neandertal.

SVEGLIATEVI.

Padre Pio, Santa Lucia e i partiti miopi

Vogliono portare il cuore di Padre Pio da San Giovanni Rotondo a Petrelcina. Scandalo, orrore, sacrilegio. Non perché si tratti il cadavere di un Santo come un quarto di vitella, ma solo per ragioni economiche e turistiche. Ed i fedeli stanno nel mezzo, col cerino in mano.

Simile la situazione del ddl sull’abolizione dei finanziamenti pubblici ai partiti. Il soldi dei contribuenti (il cuore) vengono spostati da San Giovanni (rimborsi elettorali) al Petrelcina (2 per mille obbligatorio), ma il risultato é lo stesso: i fedeli (al fisco) pagheranno tutto.

Peraltro, questo ddl (se pure abbolisse totalmente il finanziamento pubblico) è totalmente insensato. Le ragioni sono presto dette. 1) Potranno fare politica solo i ricchi (o chi li fa contenti) 2) Conoscendo la poca trasparenza italiana, finirá che non sapremo chi finanzia chi. Insomma, é una minchiata, un provvedimento miope: il problema non sono i soldi dati, ma i politici che li ricevono!

A.A.A. Miracolo cercasi per questi parlamentari. Serve Santa Lucia, altro che Padre Pio (che interceda per noi, lasci stare il trasloco cardiaco in queste ore).

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