Poteri FOTTI

Siamo al paradosso. Coloro i quali hanno accompagnato il nostro Stato alla fogna (CEI, Cgil, comunisti, Confindustria, Corriere Della Sera) criticano CONTEMPORANEAMENTE l’unico politico che da sei mesi sta cercando di cambiarne la rotta, accusando LUI di massoneria. In soldoni, una puttana che accusa una suora di rubarle il lavoro.

Siamo finiti. La gente si è totalmente rincoglionita dietro al matrimonio di Clooney. Le giornaliste si sperticano di lodi post-femministe, perché sua moglie è una donna di successo e non una figura anodina e sorridente. Mi viene da sorridere e piangere assieme. Dobbiamo essere proprio un paese del Terzo Mondo per meravigliarci che una donna lavori.

Siamo nella merda. Se il sindaco della mia città, Napoli, dopo esser stato eletto grazie all’anti-berlusconismo, al giustizialismo, al manettismo facile, poi si ribella ad una sentenza che lo accusa di abuso di ufficio. Usando gli stessi identici argomenti di chi lui stesso osteggiava. Una storia che fa senso, più che averne uno.

Ed infine, siamo bolliti se la compagna di Berlusconi diventa il vessillo delle lotte per i diritti civili in Italia, tanto da ospitarla alla serata finale del più grande evento gay in Italia.

Paradossali, finiti, coprofagi, e bolliti. Ecco cosa sono gl’italiani. E questo solo in una settimana di notizie.

Buona vita.

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Articolo 18 o Articolo 31?

I dibattiti politici italiani hanno quel sapore amarcord della Tabaccaia tettona di Fellini. Familiari, vagamente pigri, e materni. Ti rassicurano, ti coccolano, ti fanno pure digerire. I sindacati da un lato, il governo dall’altro. La novità è che al governo c’è la sinistra, e non si era mai visto il segretario del PD attaccare così the dark side of the moon dei lavoratori.

Un’idea sul chi abbia torto ce l’ho: tutti e due. Il sindacato è troppo arroccato su posizioni che fanno ridere i polli (difendere a spada tratta l’articolo 18 nell’epoca dei precari ha senso quanto cercare il tappo di una vasca che straborda di merda); Renzi sta usando troppo il giochetto dei “io sono Virgo, il cavaliere delle zodiaco, e loro sono i cattivoni”, che un pò va bene, ma dopo un pò scassa la minchia (e io voglio bene a Matteo).

Un suggerimento di metodo: che smettano di sfidarsi via video, che sembrano due rapper minchioni di MTV. Si guardino faccia a faccia, dal vivo. Sarà meno figo, ma almeno si chiariscano. E a fare in culo hashtag e top trend.

Siamo tutti sulla stessa barca. Capitelo, cortesemente.

Siamo tutti mafiosi

Io la Mafia la vedo ogni giorno. La vedo in famiglia, a lavoro, tra amici, al supermercato. Dovunque. E non vivo a Palermo, ma a Roma. Perché l’atteggiamento mafioso è così diffuso tra noi italiani che neanche ce ne rendiamo conto. Quando usiamo la conoscenza o l’amicizia per farci avanti o prevaricare qualcuno, siamo dei mafiosi. Direte: ma non c’è minaccia fisica. No, c’è di peggio: l’umiliazione del talento, l’imbastardimento del genere umano a DEgenere DISumano.

La logica mafiosa ha radici profondissime. Siamo un paese-puttana, da tutti conquistato, violentato e derubato. Ci siamo dovuti adattare ad ogni tipo di popolazione, ed abbiamo fatto di necessità virtù. “Francia o Spagna, basta che si magna” è l’unico vero inno nazionale. Che unisce il Nord al Sud. Senza soluzione di continuità.

C’è un piccolo dettaglio. Dal 1861, siamo una nazione indipendente, non siamo una colonia francese o spagnola. Questa necessità di cercare sempre un “aggancio” per risolvere le questioni pratiche della vita non ha più senso di esistere. Eppure persevera, come una fottuta pianta rampicante.

Tutti siamo contro la Mafia, ma nessuno di noi è contro la mafia. Perché ne facciamo parte tutti, senza eccezioni.

Iniziare a riconoscerlo sarebbe già un grande passo avanti.

Gli amanti di Lady Chatterley

Esiste un romanzo che mi ha formato in tutti i sensi. L’amante di Lady Chatterley, di D.H. Lawrence. La storia della giovane moglie di un uomo ricco, ma sessualmente impotente che si innamora del (fallo del) tagliaboschi. E questa è la storia del nostro Paese di oggi giorno.

Il nostro paese è ricco, ma immobile, su una sedia a rotelle. Vive di ricordi e di fanatasie di un passato che non tornerà. Noi cittadini 30enni siamo sua moglie, che sta tradendo il marito affidabile con ben due tagliaboschi, Grillo e Renzi. Entrambi potenti (all’apparenza), dirompenti e cosi diversi da quello a cui ci eravamo rassegnati.

La morte contro l’amore, Eros e thanatos, non ci inventiamo nulla di nuovo, ma sono corsi e ricorsi storici che tornano ad infestare la nostra vita pubblica e privata.

Come finisce il libro? Non ve lo dico, ma speriamo di non fare la stessa fine. Perchè sono cazzi amari.

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