Famiglia famelica

La famiglia è una cosa bellissima se te ne crei una tu. Quella che subisci dalla nascita è tutta una questione di culo, diciamocelo. Può andarti da dio, o può andarti di merda. Non esistono vie di mezzo, perché ti entra nel sangue, sei costretto a conviverci per larga parte della tua vita, perché ti ci riconoscerai sempre. Noi siamo la nostra famiglia di origine, ed è un dato incontestabile.

Se ti va da dio, non hai bisogno di spiegazioni o di riflessioni. Tutto fila liscio. Anche i litigi si assorbono in tarallucci e vino. I genitori sono in cima che guidano con il loro esempio ed insegnamento. I figli, accoliti di una scientology stile caminetto e griglia, ascoltano, seguono e ripeteranno a loro volta alla loro prole. Una circolo virtuoso di amore, rose, fiori e pace nel mondo. Roba da far impallidire la più zelante delle Miss.

Se ti va di merda, sono cazzi, in termini rigorosamente scientifici. Non ne verrai mai a capo, non ti libererai mai dei sensi di colpa che t’instillano sapientemente i tuoi cari. E di “cari” si parla, perché ti fanno pagare a caro prezzo ogni minimo afflato di vitalità. I conflitti sulla fetta biscottata diventano le rivolte dei forni. Le gelosie diventano romanzi di Tolstoj. Le vendette degne di Shakespeare, ma decisamente più squallide.

E se nasci in Italia – ancor di più al Sud – c’è un fattore incrementale. Il belpaese ha una sorta di feticismo per la famiglia. Qui nasce la Mafia, la Famiglia per eccellenza, e non è un caso. Se vivi in una famiglia idilliaca, ti sentirai parte sana della società. Se sei contro la tua famiglia, sei uno strano, un reietto e di base un possibile genocida mangiatore di bambini.

A me non è andata bene. Io faccio parte del secondo caso.

Mia madre, mio padre e mio fratello ed io assieme eravamo una bomba molotov di merda e piscio. Immagine disgustosa, che vi fa assumere la stessa espressione che ho avuto per anni in casa. Ed è ancora peggio se penso che davvero ognuno di noi era speciale ed unico. Purtroppo la convivenza forzata ci ha fottuto. Eravamo anime indipendenti, ribelli e troppo marcatamente individualiste per sopportarci.

Me ne sono reso conto troppo tardi. E da adulti, i giochi sono fatti, non si torna più indietro. Le scelte fatte sono irrevocabili, e non si ha più la voglia ed il tempo di ricostruire i rapporti. Si cerca conforto nella famiglia che verrà, quella che ti creerai tu.

Non dirò MAI di godervi i vostri amati finché li avrete in vita. Le stronzate da “ti accorgi dell’importanza di una persona solo quando la perdi” le lascio ad altri geniacci di vita vissuta. E’ una constatazione ex post così ovvia che il solo considerarla un deterrente offende l’intelligenza di un opossum.

Gli errori vanno fatti. Le notti insonni vanno passate. E il dolore va portato dentro, con dignità. E’ il nostro destino, fatevene una cazzo di ragione.

Con questa chiusa così allegra, vi auguro un felice capodanno.

Con qualsiasi famiglia abbiate o vi siate scelti.

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