PD – Prime Donne

Cofferati ha appena lasciato il partito, perché ha perso le Primarie in Liguria. Civati emigra in Grecia a trovare Tsipras, perché nessuno se lo caga in Italia.

Prime Donne. A queste due parole si riferisce il nome del PD. L’altro nome è solo una facciata. Come spiegare altrimenti tante correnti e tante scissioni che La Guerra dei Roses gli fa una sega a questo partito.

E cosa fanno le prime donne quando c’è una vera showgirl che le scalza tutte (Renzi)? S’incazzano, si dimenano, buttano i fiori dei fan a terra, e vanno via stizzite.

Siamo stufi di queste scene di isteria. Si rilassassero su un divano e si masturbassero, che ormai ci sono 13 motivi per farlo.

Aggiungo il quattordicesimo: non scassarci le palle a tutti.

Cià.

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Per un pugno di mosche

“Se offendi mia mamma, ti do un pugno”. Così Papa Francesco sulle vignette di Charlie Hebdo. Le parodie sul web si sprecano. E le polemiche non si placano. Teologi affranti e confusi. Gesù non aveva detto “Porgi l’altra guancia”? Salvini in estasi da Santa Teresa. Eppure la faccenda è semplice.

Bergoglio dice quello che pensa. Sempre. Non segue trattati di filosofia teologica. E’ amato per un “Buonasera”, resterà nei cuori delle persone anche per questa boutade da pubblico parlante di Forum. Va preso così com’è. Se ci piace quando dice “Chi sono io per giudicare un gay?”, non meravigliamoci di quest’affermazione.

Le implicazioni sono tante. E’ un’istigazione alla violenza bella e buona. Ed un uomo nella sua posizione deve conciliare e non invitare gli estremisti violenti a farsi una birra assieme. Ma fa poca differenza quello che lui dice.

Gli uomini sono violenti di natura. A volte usano la religione come scusa. Altre la passione, la pazzia, persino un film o una serie tv. Ci sarà sempre un buon motivo per essere dei coglioni. E qualsiasi mezzo di massa diventa l’acchiappa-mosche perfetto per questi dementi.

Mi piace Francesco. Continuerà a piacermi anche dopo questa polemica. E’ un Papa inclusivo e vicino alla gente. Va bene così. Ma se inizierà ad inanellare altre minchiate di questo tipo, porto le carte del divorzio al tribunale.

Watch out, mr Francesco Bergoglio.

Redivivo Recidivo

Forse non lo sapete, ma da poco è nuovamente libero il “carcerato più longevo d’Italia”. 49 anni in carcere: l’unico criminale mai andatoci nel nostro paese. E a colpire è il motivo: il furto di melenzane e di una moto. L’attinenza tra le due cose la lascio alla vostra fervida e perversa immaginazione.

Il disgraziato si chiama Antonino Marano, siciliano. La verità è che il signore ha poi ucciso più volte in carcere, per cui l’originaria pena di 11 anni si è estesa ai 49 effettivamente scontati. Si sa, le melanzane danno alla testa.

il docile vecchietto avrebbe massacrato due persone per ragioni validissime: una per legittima difesa, l’altro perché in piena crisi d’identità sentendosi Texas Walker Ranger, ha difeso un ragazzino più volte violentato da un compagno di cella.

E’ uscito per buona condotta: ha iniziato a disegnare madonne ed angeli. Il che spiega esattamente lo stato delle carceri italiane. Dovrebbero essere istituti per la riqualificazione umana dei reietti della società, ma ne escono quasi tutti preti (curioso che solitamente succeda il contrario).

Ora il signor Marano non riconosce il nostro paese. “Non ci sono più le botteghe, e nei supermercati non trovo l’uscita”, afferma smarrito mentre disegna una madonna con la carta fedeltà della Esselunga in mano. L’estasi di Santa Fidaty.

Ci fa tanta pena il povero Antonino. Se è rimasto così stupito dai supermercati, vediamo cosa penserà della TV. Siamo passati da Mina alla Parodi che fa cupcakes.

Grandi progressi.

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